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Editoriali

Guerra al terrorismo: passare dalle parole ai fatti

La guerra al terrorismo non si può fare solo a parole, queste cose lasciamole fare a Obama o a Di Battista. La guerra al terrorismo va combattuta seriamente, con i fatti, giorno per giorno e con estrema costanza. I fatti accaduti ieri a Tunisi dove per la prima volta sono stati colpiti cittadini italiani dovrebbero averci fatto capire quanto reale sia il pericolo. Non possiamo più giraci dall’altra parte e aspettare che qualcosa accada.

Obama accetta la bomba iraniana, ma non subito

Siamo passati dal “non permetteremo mai all’Iran di dotarsi di armi nucleari” dichiarato da Obama tre anni fa all’Onu, al “permetteremo all’Iran di avere armi nucleari, ma non subito” che è la sostanza della lunga intervista rilasciata ieri dal Presidente americano alla Reuters (in coda il link).

Italia in guerra. Chiudere le frontiere

L’ISIS minaccia sempre più da vicino l’Italia e tutto il mondo continua a stare a guardare. Si insiste a perdere tempo e nessuna riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu è stata convocata per discutere le misure da prendere in Libia.

Islam e teologia del nazismo. Una riflessione nel giorno della memoria

«Il nazismo esprime una forma nazionalista e totalitaria di movimento di estrema destra». Così possiamo trovare scritto su Wikipedia nelle sue prime parole della descrizione del termine “nazismo”. «Islam è un sostantivo verbale traducibile in sottomissione, abbandono, consegna totale di sé a Dio». Così sempre Wikipedia ci dice cosa sia l’Islam.

Yemen: ennesimo fallimento di Obama

Con il precipitare della situazione in Yemen ci troviamo di fronte all’ennesimo gravissimo fallimento della politica estera dell’Amministrazione Obama, un fallimento che interessa uno dei punti più strategici nel quadrante mediorientale e africano.

L’ombra dell’Iran e di Hezbollah sulla morte di Alberto Nisman

Alberto Nisman non è certo una persona famosa in occidente, ma lo era in Argentina e soprattutto in Iran? Perché? Semplice, perché aveva scoperto che il presidente Cristina Fernandez Kirchner aveva raggiunto un accordo con l’Iran per occultare le prove che coinvolgevano il regime di Teheran nell’attentato al centro ebraico di Buenos Aires dove persero la vita 85 persone.

La Jihad di seconda generazione

Uno degli errori principali fatti in Europa e più in generale nei Paesi occidentali è stato quello di sottovalutare i rischi derivanti da quella che noi abbiamo battezzato “la Jihad di seconda generazione”, cioè di quella Jihad che non arriva dai paesi musulmani, anche se da loro finanziata, ma che proviene direttamente dall’interno dell’Europa ed è implementata da persone nate e cresciute in Europa, le cosiddette seconde (o terze) generazioni.