Chi e cosa c’è veramente dietro alla protesta di Gaza? Chi ne beneficia?

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Parliamoci chiaro, mediaticamente parlando la protesta di Gaza è stata un capolavoro. Nessuno parla più delle stragi di curdi perpetrate da Erdogan (ne parlavano pochissimo anche prima), nessuno guarda a quello che fanno Assad, Putin e Rouhani in Siria, nessuno parla più della minaccia iraniana, ma soprattutto nessuno parla di come Hamas ha ridotto la Striscia di Gaza. I palestinesi sono tornati ad essere un enorme mezzo di distrazione di massa dopo che per mesi erano rimasti sommersi da problemi ben più grandi.

Scrive un giornale degli Emirati Arabi Uniti, il The National: «la persecuzione israeliana contro i palestinesi – dal furto della loro terra ai rapimenti abituali, assassinii, bombardamenti indiscriminati e massacri di soldati scatenati – è sempre avvenuta in un contesto di assoluta impunità, grazie ai sostenitori di Israele». Poi aggiunge: «mentre le famiglie palestinesi a Gaza stavano seppellendo i 15 uomini uccisi dalle pallottole israeliane, le sue forze hanno ancora una volta fatto fuoco sui manifestanti pacifici che chiedono i diritti umani più elementari da uno dei più spietati regimi coloniali della storia».

Quindi cosa abbiamo? Israele potenza coloniale, potenza occupante e regime violatore dei più elementari Diritti Umani, mentre di contro abbiamo i poveri palestinesi buoni vittime del colonialismo israeliano e non di Hamas, affamati da Israele e non da Hamas, occupati da Israele e non da Hamas, perseguitati da Israele e non vittime delle loro stesse dirigenze, da Fatah ad Hamas.

E’ una narrazione già vista tante volte in passato accentuata in questo caso da una attenzione mediatica che non si vedeva da molto tempo, una massa impressionante di media che non si fanno scrupolo di capovolgere i fatti pur di mantenere alto il livello di distrazione. E la cosa curiosa è che nessuno fa cenno al fatto che se oggi la Striscia di Gaza riceve aiuti umanitari è grazie a Israele e non certo ad Hamas che non si fa scrupolo nemmeno di rubare energia elettrica agli ospedali.

Allora la domanda sorge spontanea. Chi ha organizzato la protesta di Gaza? Hamas sicuramente, ma chi c’è dietro ad Hamas? Chi aveva bisogno di una distrazione di massa dell’opinione pubblica così incisiva? Chi ci guadagna da tutto questo ritorno della pressione mediatica su Israele?

Il primo sospettato è il dittatore turco, Recep Tayyip Erdogan. In questo momento è quello più vicino ad Hamas, non solo per l’appartenenza comune alla famiglia della Fratellanza Musulmana. Ha fornito ad Hamas una sede a Istanbul dopo che il Qatar aveva espulso il gruppo terrorista dal suo territorio. Invia costantemente denaro ai terroristi di Gaza dopo che i Paesi arabi e la Lega Araba avevano inserito Hamas nella lista nera dei gruppi terroristi e avevano tagliato ogni forma di sostegno economico. Ma soprattutto, in questo momento Erdogan è quello che ha più bisogno che l’attenzione mediatica sia concentrata lontano dalla regione di Afrin e dal Kurdistan siro-iracheno. E chi c’è meglio di Israele per distrarre le masse? Se dovessimo usare una frase mutuata dalla criminologia potremmo dire che Erdogan ha il movente, i mezzi e non ha un alibi.

Il secondo sospettato, almeno secondo alcuni analisti, è l’Iran. Per essere chiari, non credo che Teheran sia direttamente dietro all’organizzazione della cosiddetta protesta di Gaza, ma credo che comunque ne benefici parecchio e sicuramente non perderà occasione di cavalcare l’onda mediatica. Gli iraniani a Gaza hanno un proxy importante come la Jihad Islamica che però non è in grado, come Hamas, di mobilitare le masse. A Teheran fa sicuramente comodo che l’attenzione mediatica sia concentrata lontano dalla Siria ma per essere onesti gli iraniani non si sono mai curati dei media, sono sempre andati avanti per la loro strada. Al limite beneficerebbero enormemente di un conflitto tra Israele e Hamas che per Gerusalemme vorrebbe dire l’apertura di un fronte sud, ma sanno benissimo che non saranno queste proteste il fattore scatenante.

No, secondo me la tempistica è un fattore fondamentale per capire i retroscena della protesta di Gaza e in questo preciso momento l’unico a beneficiare veramente di uno spostamento dell’attenzione mediatica su Israele è Erdogan. Hamas ne beneficia solo secondariamente, soprattutto perché era sotto forte pressione a causa della crisi umanitaria della Striscia di Gaza attribuita ormai da tutti, anche dai più restii ad ammetterlo, al gruppo terrorista.

Per inciso, al momento non ci sono prove che Erdogan sia dietro all’organizzazione del piano ordito da Hamas, perché di un preciso piano si tratta, non c’è niente di spontaneo in queste proteste, nemmeno un certo numero di “martiri”. Tuttavia, per tornare alla criminologia, il coniuge è sempre il maggior indiziato e che Erdogan e Hamas siano sposati, se non altro alla stessa causa, è fuor di dubbio. Basta fare due più due.