Come la Russia usa il metodo Goebbels per controllare l’informazione italiana

Goebbels non informava ma controllava l'informazione per plasmare la psicologia delle masse allo scopo di renderle totalmente sottomesse alle direttive del regime

Ieri la Russia ha perso 1.710 uomini sul fronte ucraino, cifra che porta il numero totale di perdite russe a 1.527.280 dall’inizio dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia iniziata il 24 febbraio 2022 (fonte).

In questa “operazione speciale” la Russia ha perso anche 12.376 carri armati, 25.435 veicoli corazzati da combattimento, 153.728 veicoli e serbatoi di carburante, 50.371 sistemi di artiglieria, 2.160 sistemi lanciarazzi multipli, 1.673 sistemi di difesa aerea, 443 aerei, 356 elicotteri, 2.748 veicoli terrestri senza pilota, 35 navi e imbarcazioni e due sottomarini.

Lo so, sono dati di fonte ucraina e potrebbero essere un po’ gonfiati, ma il tritacarne russo è evidente anche ai Travaglio, Belpietro ecc. ecc. di turno.

La cosa che appare incredibile è che questi dati non vengono diffusi sui media italiani. Se ne parla poco e in maniera approssimativa, spesso cercando di ridimensionarli pesantemente, ma mai in maniera esplicita.

Posso capire che non vengano diffusi in Russia, in Bielorussia, ma in Italia… santo cielo ci vantiamo di avere una stampa libera, «non ricattabile» direbbe qualcuno. Come mai?

Facciamo qualche ricerca: la Russia investe tra 1 e 2 miliardi di dollari all’anno in propaganda e campagne di disinformazione.

Sebbene le istituzioni europee abbiano storicamente quantificato la spesa attorno a 1,1 miliardi di dollari l’anno – finanziando apparati massicci come la celebre “fabbrica dei troll” di San Pietroburgo – stime e analisi di intelligence più recenti indicano che il budget complessivo stanziato dal Cremlino ha raggiunto i 2 miliardi di dollari annuali (fonte).

Questa enorme quantità di risorse viene impiegata per diversi obiettivi strategici:

  • Manipolazione dei social media: Finanziamento di campagne coordinate, botnet e, più recentemente, il pagamento diretto di influencer occidentali per promuovere narrazioni anti-ucraine e pro-Mosca
  • Guerra dell’informazione all’estero: Creazione di contenuti mirati a influenzare l’opinione pubblica in Europa, Africa e altre regioni strategiche, con lo scopo di esacerbare le divisioni interne e indebolire l’unione geopolitica dei paesi occidentali.
  • Consenso interno e revisionismo: Produzione di fake news e operazioni di stravolgimento storico destinate al pubblico nazionale per blindare il supporto al governo e alle sue operazioni militari.

Ma per fare tutto questo la Russia ha bisogno di controllare almeno alcuni organi di stampa “locali” i quali proprio grazie alla libertà di stampa possono divulgare i contenuti e le teorie ispirate dal Cremlino, tipo che «la benzina costa cara perché gli ucraini stanno distruggendo le raffinerie russe con le armi pagate dagli italiani». Come ho già spiegato è una bugia, ma come ci insegna il buon Joseph Goebbels, una bugia ripetuta tante vole diventa verità.

Proprio il gerarca nazista sembra ispirare questi media (traditori) che operano per la Russia. L’obiettivo di Goebbels non era infatti solo controllare l’informazione, ma proprio grazie al controllo dell’informazione plasmare la psicologia delle masse per renderle totalmente sottomesse alle direttive di Adolf Hitler e del regime nazista. Ebbene, almeno in Italia questa metodologia sembra funzionare benissimo. La Russia è in difficoltà, ha perso 1,5 milioni di uomini, una infinità di mezzi che non riesce a rimpiazzare, una intera flotta di navi, ma a sentire o leggere certi media, giornalisti e politici filo-Putin la Russia non solo sta vincendo, ma può pretendere la resa dell’Ucraina. Per non parlare dei «cessi d’oro» che, specialmente secondo la galassia grillina, Zelensky avrebbe a casa sua pagati naturalmente con i soldi degli italiani. Menti deboli facili da controllare e indirizzare.

E questo è proprio il momento migliore per “accaparrarsi” le menti deboli, i bassi QI indispensabili alla propaganda filo-russa. E allora «basta armi all’Ucraina tolti agli ospedali, alle scuole…», e ancora «la Russia non è in guerra con l’Italia e non è un pericolo» quindi «non spendere soldi per la difesa». Sono messaggi martellanti su ogni social, nei commenti sui forum o sugli articoli. È l’apoteosi del metodo Goebbels.

E allora la fake news ripetuta tante volte diventa informazione e, addirittura, fonte di informazione. Solo messaggi brevi su X o su Telegram, brevi perché non riescono ad argomentare e come chiedi chiarimenti sei seppellito di insulti. Un controllo capillare della informazione portato avanti con metodo implacabile. Truppe grilline, leghiste o vannacciane pronte a ripetere a pappagallo le frasi dei loro guru, Travaglio, Belpietro, Conte, Salvini, Vannacci. Dio santo, siamo circondati.

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