Con Hamas non c’è più niente da negoziare

Ormai appare chiaro che non c'è più nulla da negoziare con Hamas e che se vogliamo riportare a casa gli ostaggi ancora vivi dobbiamo stanare Yahya Sinwar
18 Maggio 2024
sinwar capo di hamas a gaza

Vorrei spiegare un paio di cose a coloro che si ostinano a sostenere la necessità di trattare con Hamas. Ieri l’IDF ha fatto sapere di aver trovato tre corpi degli ostaggi che si riteneva essere rapiti e, in almeno due casi, ancora vivi. Si tratta di Itzhak Gelerenter, Amit Buskila e Shani Louk.

Fino a poco tempo fa, si presumeva che sia Gelerenter che Buskila fossero vivi, mentre la morte di Louk è stata confermata alla fine di ottobre dopo l’identificazione di un pezzo del suo cranio in seguito a un filmato ampiamente condiviso da parte dei terroristi in cui si vedeva il corpo della giovane portato come trofeo a Gaza

Da quello che si è capito dall’operazione dei corpi speciali dell’IDF – per altro ancora in corso – i terroristi di Hamas avrebbero portato i corpi di quelli che invece si supponeva essere ostaggi nella Striscia di Gaza.

Anche nel caso dell’operazione che ha portato alla scoperta dei corpi dei tre ragazzi, l’operazione stessa era partita come “operazione di salvataggio” a seguito degli interrogatori da parte dello Shin Bet di alcuni terroristi fatti prigionieri.

Shani Louk ostaggio rapito da Hamas
Shani Louk il cui corpo straziato e stato portato per Gaza come un trofeo

A questo punto quindi non si sa nemmeno se quei 33 ostaggi che Hamas sostiene di detenere siano corpi od ostaggi vivi.

Nell’ambiente della intelligence israeliana si sa quasi per certo che almeno sei/otto ragazze sarebbero ancora vive e verrebbero usate come scudi umani di Yahya Sinwar, il capo di Hamas a Gaza e mente del massacro del 7 ottobre.

Ma del resto degli ostaggi si sa ben poco anche dopo decine e decine di interrogatori di terroristi catturati.

E a proposito del fatto che “i palestinesi non sono Hamas” segnalo che nonostante il lancio di milioni di volantini e l’avvio di diverse campagne dove si chiedeva alla popolazione di Gaza qualsiasi informazione in merito agli ostaggi, nulla è arrivato se non un paio di trappole costate altro sangue israeliano.

La cosa in un contesto ristretto come quello di Gaza non solo è strana, non è giustificabile se non dal fatto che i palestinesi sono Hamas. D’altra parte i festeggiamenti visti in tutta Gaza subito dopo la strage del 7 ottobre non davano adito a dubbi. I video ripresi dai terroristi dove si vede la folla scagliarsi contro gli ostaggi o prendere a calci il cadavere di un israeliano sono piuttosto eloquenti del fatto che i palestinesi sono assolutamente Hamas.

Dunque, cosa dobbiamo negoziare con questa gentaglia? Cosa possiamo negoziare? Certo, abbiamo l’obbligo di riportare a casa anche i corpi dei rapiti e se anche un solo ostaggio fosse ancora vivo abbiamo l’obbligo di smuovere le montagne per riportarlo a casa. Ma non negoziando. Non negoziando.

Al contrario, se vogliamo avere anche una sola chance di riportare qualcuno vivo a casa dobbiamo braccare Sinwar e tutti gli altri terroristi di Hamas come se non ci fosse un domani.  

E se i nostri amici americani conoscono l’ubicazione degli ostaggi e/o di Sinwar è arrivato il momento di mostrare le carte. Basta bluff, basta ricatti.

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