L’assalto proPal alla redazione de La Stampa, non può e non deve essere sottovalutato, meno che meno se la fantomatica inviata speciale dell’ONU, Francesca Albanese, si mette ad incitare e a giustificare l’attacco ai giornalisti “non allineati” alle veline di Hamas.
Che poi detto così è strano. Il quotidiano La Stampa, insieme a Repubblica e a tutti i giornali di area sinistra non hanno mai lesinato sulla diffusione dei comunicati stampa di Hamas, per cui l’attacco proPal alla redazione del quotidiano torinese è persino ingiustificabile.
L’unica giustificazione si trova quindi nella stessa definizione di “proPal”, che raramente indica «sostegno alla causa palestinese» oppure «supporto all’autodeterminazione dei Palestinesi» e men che meno «sostegno alla soluzione a due stati».
Più frequentemente indica «giustificazione del terrorismo islamico» oppure «essere contro Israele e il popolo israeliano», indica quindi «antisemitismo».
Ma la definizione più calzante a proPal è senza dubbio quella emersa prima dall’assalto alla redazione de La Stampa e poi dall’incitamento di Francesca Albanese: l’ideologia proPal è «intollerante, autoritaria, repressiva, sostenitrice di pratiche o atteggiamenti che limitano la libertà altrui» che poi è quello che fa Hamas a Gaza o Fatah in Cisgiordania.
Bene se cercate la definizione di “fascismo” tra le tante che vi vengono proposte c’è anche che quella fascista è una ideologia «intollerante, autoritaria, repressiva, sostenitrice di pratiche o atteggiamenti che limitano la libertà altrui».
Non si fa più distinzione tra destra e sinistra, un fascista è un fascista. Chi sostiene il terrorismo, le pratiche che limitano la libertà, l’autoritarismo di chi spara in testa a chi non è d’accordo con il regime [di Hamas] è un fascista. E non è un caso che un proPal sostenga le stesse cose e ideologie che sostiene un fascista. Quelli di Hamas sono fascisti. Quelli di Fatah sono fascisti. Non tengono elezioni da tempo immemorabile e controllano la popolazione con le armi, con la violenza e il ricatto. E se tu sostieni questa gente sei un fascista.
Su Francesca Albanese ci sarebbe da scrivere tanto, non per le sue “missioni” a Gaza dove non è mai stata, o sul genocidio senza corpi e senza numeri di cui va cianciando, ma piuttosto sul fatto che questo elemento gira per il mondo ammantata da un titolo fornitogli dalle Nazioni Unite che, purtroppo, rende benissimo l’idea di quanto in basso sia finito l’organismo mondiale più costoso e più inutile della storia umana.
Una rappresentante delle Nazioni Unite che dopo l’attacco fascista alla redazione de La Stampa, per altro giornale amico dei proPal, afferma che «questo sia da monito alla Stampa…». Che sia da Monito? E dove crede di essere questa cialtrona? A Gaza? Nella Cisgiordania palestinese dove la poca stampa che esiste è sottomessa ai rispettivi regimi? Dove se scrivi «vaffanculo Hamas» ti trovi una corda al collo come è successo a un notissimo proPal (di quelli veri)? Crede forse di essere in Qatar, ad Al Jazeera, dove la linea unica è quella dettata dal regime figlio della Fratellanza Musulmana espressione del fascismo islamico?
Come possono le Nazioni Unite dare copertura legale a questa persona? Come possono le Nazioni Unite dare copertura legale a chi lancia moniti alla libera stampa di un libero paese?
E adesso definite ancora “proPal”.

