Report e analisi

E’ amore tra Obama e Iran mentre Netanyahu diventa un “codardo”

Dopo l’inganno la beffa. Dopo che per anni Obama ha fermato a più riprese l’attacco israeliano alle centrali nucleari iraniane oggi viene fuori che il codardo non è il Presidente americano ma nientemeno che Netanyahu. Lo dice un alto ufficiale della amministrazione americana citato da Jeffrey Goldberg in un rapporto pubblicato ieri su Atlantic.

Secondo Goldberg, l’Amministrazione americana non considera più credibili le minacce di Netanyahu rivolte verso l’Iran. Stando a quello che scrive Jeffrey Goldberg nel suo rapporto Netanyahu sarebbe solo borioso ma quando si tratta di fare davvero si è dimostrato un codardo o, per dirla come Jeffrey Goldberg, un “chickenshit”. Stando a quanto scrive Goldberg ormai è troppo tardi per fare qualsiasi cosa contro il programma militare iraniano. «Due o tre anni fa si poteva fare – dice Goldberg – ma ora è troppo tardi. Netanyahu non ha avuto il coraggio di tirare il grilletto quando era il momento».

«Nel corso degli anni i funzionari dell’amministrazione Obama mi hanno descritto Netanyahu come recalcitrante, miope, reazionario, ottuso, impetuoso e pomposo. Ma non avevano mai sentito parlare di Netanyahu come un “cacasotto”».

L’articolo di Jeffrey Goldberg arriva con tempismo eccezione, proprio poco dopo che un rapporto pubblicato dal Wall Stret Journal, che anche in questo caso cita alti funzionari americani, descrive il rapporto tra Stati Uniti e Iran quasi come quello che c’è tra due alleati. Secondo il Wall Street Journal i rapporti tra Iran e Stati Uniti sono entrati in una fase di distensione tanto che Obama è arrivato a rassicurare gli Ayatollah che i bombardamenti in Siria non avrebbero mai e poi mai colpito l’esercito di Assad ma solo i ribelli.

Poi, sempre citando alti funzionari della amministrazione di Obama, il Wall Street Journal riporta che durante l’ultimo conflitto tra Israele e Hamas gli Stati Uniti sono rimasti costantemente in contatto con Hamas e con Hezbollah, contatti ufficialmente mirati a raggiungere un accordo di pace tra Israele e i terroristi sostenuti dall’Iran. A fare da passaparola tra l’amministrazione USA e i gruppi terroristici sarebbero stati la Turchia e il Qatar. In realtà, secondo l’autorevole giornale americano, gli Stati Uniti hanno notevolmente ammorbidito la loro posizione in merito ai gruppi terroristici supportati dall’Iran e per questo sarebbero arrivati a “parlare e a negoziare con loro”.

La coperta ormai è corta, da qualsiasi parte la tiri rimane sempre qualcosa di scoperto. La politica anti-israeliana di Obama emerge sempre più in maniera evidente nonostante i diversi tentativi del Presidente americano di celarla. I toni sulla stampa non sono mai stati così accesi come negli ultimi tempi e l’antipatia della amministrazione Obama per Netanyahu è evidente tanto da arrivare alla diffamazione accusandolo di codardia nei confronti dell’Iran quando si sa benissimo chi è stato a fermare i raid aerei sulle centrali nucleari iraniane.

Quello a cui stiamo assistendo nei media americani è il chiaro tentativo di Obama di attribuire ad altri la sua codardia e a celare la sua predilezione a trattare con i terroristi e con gli stati canaglia, il tutto alla vigilia delle elezione di metà mandato che lo vedono ampiamente sfavorito. E come sempre il bersaglio preferito del Presidente americano è Israele. Spero che gli elettori americani si rendano conto di che tipo di persona sia veramente Barack Hussein Obama e che ne traggano le giuste conseguenze.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

[glyphicon type=”euro”] Sostieni Rights Reporter

Tags

Related Articles

4 Comments

  1. Dietro ogni critica che si sente proferire nei confronti di Israele e i suoi rappresentanti, c’è lui, Obama. Dietro ogni atteggiamento antisionista e antisemita c’è sempre lui, che come Iago dell’Otello sussurra parole di diffamazione e distruzione. In questo caso, del piccolo Stato ebraico.
    Lui non ce la fa più: non vede l’ora di vederlo scomparire dalla faccia della terra.
    L’Iran ha di fatto spostato l’epicentro del conflitto (non dichiarato) con Israele dalle centrali nucleari in Iran alla guerra in Siria con enormi benefici per il suo programma nucleare e con l’immenso vantaggio di aver portato la sua minaccia a Israele fino ai confini con lo Stato ebraico come mai prima era riuscito a fare.
    In questa situazione, gli unici a trarne un concreto vantaggio strategico sono gli iraniani che guadagnano tempo prezioso per la costruzione della loro bomba atomica. Con Israele che ha la necessità di disinnescare la minaccia che si trova alle sue porte (SIRIA) pensano che gli israeliani non si impegneranno anche sul fronte iraniano.
    Per questo un serio intervento americano avrebbe consentito a Israele di concentrarsi sull’Iran e sul suo programma nucleare. Solo che la sostanziale immobilità di Re “Tentenna” Obama è legata al fatto che un intervento nel conflitto siriano aprirebbe le porte a un intervento Israeliano dei siti nucleari iraniani.
    Una cosa, questa, che Obama è da anni che sta cercando di evitare nonostante tutti siano perfettamente consci del pericolo che ne deriverebbe da un Iran nuclearizzato.Cosa farà Israele in questa complessa situazione che vede il suo principale alleato in una posizione sostanzialmente immobile e -anzi – ora addirittura in veste di criticatore ufficiale senza veli?
    Nessuno nega il fatto che mai come ora il pericolo è stato così concreto per l’esistenza del piccolo Stato ebraico. Israele ha i mezzi per difendersi da solo, ma un piccolo aiuto dall’alleato americano sarebbe fondamentale in questo momento così difficile e complicato.
    Se Obama avesse avuto gli attributi non si sarebbe mai arrivati a questa situazione, ma il Presidente americano ne è evidentemente privo, per cui una soluzione dovrà essere trovata a Gerusalemme, con buona pace dei piani iraniani.

    1. Non è che Obama sia solo privo di attributi; è proprio in malafede, anche se non può dirlo apertamente. Quindi si avvale del “politicamente corretto”.

  2. Mi sarei aspettato in fondo all’articolo una frase del tipo “Invece non é vero, Netanyahu non é affatto un codardo e lo ha dimostrato quando/perchè …”. Invece niente. Certo, si può dire (per quanto valga) “ma guarda un pò da che pulpito viene la predica”, ma questo lo sapevamo già.
    Ora Netanyahu si é impuntato sulla questione di Gerusalemme est, anche mettendo a rischio la sicurezza e l’incolumità dei cittadini israeliani. Si può dire che questo sia un atto di coraggio? Secondo me una risposta potrebbe essere: “si, ma solo se riuscirà a portare a casa un risultato significativo; no, se la cosa si dimostrerà una bolla di sapone o, peggio, una bolla immobiliare alimentata dal sangue dei cittadini israeliani”.

  3. Se continua ancora così, Obama porterà gli USA in rovina…
    ma quelli che pagheranno di più saranno proprio gli americani, i quali, purtroppo, gli hanno dato e gli daranno i loro voti.

Close