Enav-Finmeccanica: le tangenti ai politici e la prima Repubblica mai tramontata

22 Novembre 2011

Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta su Enav-Finmeccanica e sulle tangenti pagate ai politici, una inchiesta che sta coinvolgendo nomi importanti della politica italiana, da Casini e Cesa (UDC) a Matteoli, Alemanno, Gasparri e La Russa (Ex AN ora al PDL). Ma nessuno è escluso, anche Lega Nord, PD e PDL (Milanese, Floresta, Brancher) sono nominati nei verbali.

Sembra di essere tornati ai tempi di Tangentopoli e della “Prima Repubblica” (se mai c’è stata una Seconda Repubblica), quando le tangenti ai politici erano la norma e non l’eccezione, quando il sistema corruttivo e corrotto coinvolgeva tutto o quasi il sistema politico.

Gare d’appalto truccate, fondi neri per le mazzette ai politici creati con sovrafatturazioni che arrivavano al 60% dell’importo reale,  erano i metodi usati normalmente in Finmeccanica. E’ quello che emerge dai verbali redatti dal PM Paolo Ielo e dagli uomini del Ros e dalle dichiarazioni dei testimoni che hanno deciso di collaborare con la giustizia. Un vero e proprio terremoto che si abbatte sia su Finmeccanica che sulla politica tutta.

Sono Lorenzo Cola (consulente globale di Finmeccanica) e Tommaso Di Lernia (proprietario della Print Sistem) a raccontare agli inquirenti come funzionava la macchina dei fondi ai politici di Finmeccanica.  200.000 euro in contanti consegnati da Di Lernia al tesoriere dell’UDC (Giuseppe Naro) il 2 febbraio 2010. E poi una lunghissima serie di operazioni volte a “rimediare soldi da dare ai politici” e altrettanti episodi di consegna di soldi ai politici stessi che sono a vaglio della magistratura ma che sembrano essere confermati. Insomma un sistema da Prima Repubblica nel bel mezzo della Seconda che coinvolge politici di primissimo piano di quasi tutti i partiti che fino a ieri andavano in televisione a blaterare di vecchia e di nuova politica, di prima e seconda repubblica, di moralità e di senso di responsabilità del mondo politico. Tutte balle, ora c’è quasi la certezza.

Non so bene perché, ma non riesco a stupirmi di quello che emerge dai verbali su Enav e Finmeccanica, cioè non riesco a stupirmi che, nonostante tutto, niente sia cambiato dai tempi di tangentopoli ad oggi. In fondo i nomi dei politici sono sempre gli stessi che c’erano allora.

Ed è proprio su questo che vorrei porre l’accento, sui nomi dei politici di punta di tutti i partiti italiani. Da oltre vent’anni sono sempre gli stessi. Da un’era geologica non si vede in Italia una faccia nuova che possa far credere e sperare che la politica stia veramente cambiando, oppure se c’è qualche faccia nuova è legata a doppio filo ai “vecchi marpioni” che comandano i partiti. In fondo la Prima Repubblica non è mai tramontata, ha solo cercato di rifarsi il look, ma la sostanza è rimasta invariata.

Brigitta Donati

SOSTIENICI USANDO STRIPE

Sostienici usando PAYPAL

Sostieni Rights Reporter con una piccola donazione

Newsletter

Fai come migliaia di nostri lettori, iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato senza però essere disturbato. Puoi cancellarti quando vuoi
Previous Story

Un favore alle banche e una violazione delle norme europee il limite di spesa di 300 euro

Next Story

Gli sprechi della casta? Ecco dove sono (in parte) quelli veri

Latest from Senza categoria

Burkina Faso: nuovo golpe militare

A pochi giorni dalle elezioni che avrebbero dovuto portare alla democrazia in Burkina Faso, previste per il prossimo 11 ottobre, i militari hanno deposto
Go toTop