Premetto subito che non sono affatto un fan di Bashar al-Assad, il dittatore siriano responsabile di centinaia di migliaia di morti in Siria. Ma nel caso dell’attuale conflitto con la Turchia di Erdogan è difficile dargli contro, se non altro per il rispetto del Diritto Internazionale.

Giusto per essere chiari fino in fondo, è stato Erdogan a invadere una parte consistente della Siria e non il contrario. L’esercito siriano ha quindi tutto il diritto/dovere di difendere l’integrità territoriale della propria nazione.

Appare quindi quantomeno bizzarro che la NATO e l’Unione Europea se la predano con Assad per l’offensiva nella regione siriana di Idlib e non con Erdogan che l’ha invasa.

Il Califfo turco, che cerca in tutti i modi di occupare il terreno lasciato libero da ISIS, giustifica l’invasione della Siria accampando problemi di sicurezza, quando in realtà il suo obiettivo è palesemente quello di sostituirsi allo Stato Islamico e di creare un cuscinetto tra Turchia e Siria che funga da “area franca” per i suoi futuri progetti politici e militari.

Ieri il Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha espresso “solidarietà e sostegno” alla Turchia dopo che un attacco aereo, probabilmente russo, aveva ucciso più di 30 militari (o miliziani) turchi.

«L’Alleanza Atlantica porge sentite condoglianze alla Turchia per i caduti tra l’esercito turco e condanna l’offensiva della Siria appoggiata dalla Russia nella provincia di Idlib» ha detto Stoltenberg sorvolando allegramente sul fatto che Idlib è una provincia siriana e non turca.

«Gli alleati sostengono già la Turchia, stiamo rafforzando la difesa aerea turca» ha detto ancora il Segretario Generale della NATO. «Ma gli alleati stanno pensando anche a quale altro supporto si possa dare alla Turchia, di fronte al terribile conflitto in Siria» ha poi continuato Jens Stoltenberg.

Il Dipartimento di Stato americano e l’Unione Europea si schierano con la Turchia

Gli Stati Uniti condannano «l’odiosa offensiva siriana nella provincia di Idlib». Questo è quanto afferma il Dipartimento di Stato USA, una condanna che non è arrivata quando Erdogan ha invaso il Kurdistan siriano facendo una vera e propria strage o quando, spingendosi oltre, ha invaso con le proprie milizie islamiche la provincia di Idlib.

L’Europa dal canto suo è ormai un burattino nelle mani del dittatore turco che proprio ieri ha annunciato di voler aprire le proprie frontiere per facilitare il passaggio dei profughi siriani verso la UE venendo meno all’impegno (ben pagato) preso a suo tempo con Bruxelles di contenere i profughi all’interno dei confini turchi.

A Bruxelles sono così terrorizzati dall’idea che milioni di profughi siriani si riversino in Europa che non solo hanno pagato profumatamente Erdogan per fermarli, ma hanno chiuso tutti e due gli occhi sulle condizioni in cui i turchi tengono milioni di rifugiati siriani, nulla da invidiare ai famigerati lager libici.

Ed è tutta questa ipocrisia che circonda la sfida tra Erdogan e Assad, due criminali che non si fanno scrupolo di usare decine di migliaia di civili come scudi umani o come arma di ricatto, che lascia onestamente basiti.

La NATO che fino a ieri sembrava voler escludere la Turchia dall’Alleanza oggi ne prende le difese nonostante l’aggressione turca alla Siria. L’Europa si disinteressa completamente delle condizioni dei profughi siriani, tenuti in orribili campi ghetto, e avvalla la politica turca per la logica “occhio non vede, cuore non duole”.

Paradossalmente, e qui mi piange il cuore ammetterlo, alla fine gli unici veramente lineari sono i russi, arrivati in Siria per mantenere al potere Assad avvallandone anche i crimini più efferati, non si sono mai discostati dalla loro linea arrivando a “bastonare” pesantemente Erdogan che stava andando oltre gli accordi presi ad Astana sulla Siria.

Per quanto possa detestare Assad, a mio parere un criminale di guerra che andrebbe processato, quello che sta facendo Erdogan lo giudico di gran lunga più pericoloso perché il dittatore turco commette orrendi crimini senza che nessuno dica nulla, anzi, ottenendo pure l’appoggio di USA, NATO e Unione Europea che di fatto “sdoganano” i crimini di Erdogan come se fossero davvero finalizzati alla lotta al terrorismo islamico quando il terrorista islamico più pericoloso è proprio il califfo turco.