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Società e cronaca

Facebook rimuove 783 pagine legate all’Iran. Manipolavano l’informazione

Facebook scopre una colossale campagna di disinformazione messa in atto dall’Iran e chiude 783 pagine in un colpo solo. Ora però deve mettere mano anche all’antisemitismo, sempre più presente sul noto social network

Ieri sera Facebook ha annunciato di aver rimosso 783 pagine, gruppi e account non autentici, tutti legati all’Iran, che attraverso il noto social network cercavano di manipolare l’informazione a favore di Teheran.

Secondo Nathaniel Gleicher, capo della politica di cibersicurezza su Facebook, le pagine facevano parte di una campagna per promuovere gli interessi iraniani in vari paesi creando false identità locali e veicolando le informazioni su siti iraniani. Alcuni account risalivano addirittura al 2010.

«Stiamo eliminando queste pagine, gruppi e account in base al loro comportamento, non al contenuto che pubblicano» ha detto Nathaniel Gleicher. «In questo caso, le persone dietro questa attività si sono coordinate tra di loro e hanno utilizzato account falsi per rappresentarsi in modo menzognero, e questa è stata la base della nostra azione».

Incredibile il numero dei paesi coinvolti in questa vera e propria disinformazione di massa: Afghanistan, Albania, Algeria, Bahrain, Egitto, Francia, Germania, India, Indonesia, Iran, Iraq, Israele, Libia, Messico, Marocco, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Serbia, Sud Africa, Spagna, Sudan, Siria, Tunisia, Stati Uniti e Yemen.

Come funzionava?

Spiega ancora Nathaniel Gleicher che «sebbene le persone dietro questa attività abbiano tentato di nascondere le loro identità, la nostra revisione manuale ha collegato questi account all’Iran».

«Gli operatori in genere si rappresentavano come gente del posto, spesso usando account falsi, e pubblicavano notizie su eventi attuali, inclusi commenti dove riproponevano i resoconti dei media statali iraniani su argomenti come le relazioni israelo-palestinesi e i conflitti in Siria e Yemen», ha detto Gleicher.

Proprio ieri la società americana Vocativ, leader nel settore tecnologico, aveva pubblicato un rapporto dove denunciava che centinaia di bot facenti capo all’Iran cercavano di aumentare le divisioni sociali tra gli utenti israeliani in occasione delle prossime elezioni che si terranno in Israele.

E ora Facebook si adoperi contro l’antisemitismo

Pur apprezzando gli sforzi compiuti da Facebook per arginare il fenomeno dei falsi account creati per manipolare l’informazione, da diverso tempo, anche in qualità di sviluppatori, denunciamo al noto social network la necessità di mettere mano a quelle pagine, ai gruppi e agli account che in vari modi propagandano (a volte apertamente) l’antisemitismo e che con false informazioni alimentano l’odio antisemita.

Qualche leggero passo avanti si è visto ma, forse a causa di un sistema di controllo inadeguato, i post antisemiti non vengono quasi mai rimossi e gli account, spesso falsi, non vengono verificati. Questa è la prossima sfida che Facebook deve affrontare anche con una certa celerità visto il progressivo e veloce deterioramento della situazione riguardo all’antisemitismo.

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