Middle East

Gaza di nuovo totalmente isolata: il prezzo del terrorismo e del malaffare delle ONG

La Striscia di Gaza è di nuovo totalmente isolata. Dal lato egiziano il valico di Rafah è stato chiuso dopo gli attentati che hanno insanguinato l’Egitto che, come abbiamo detto ieri, sta addirittura costruendo delle trincee introno a Gaza. Dal lato israeliano i valichi di Kerem Shalom ed Erez sono stati chiusi a seguito della ripresa del lancio di missili da Gaza verso Israele.

E’ il prezzo che paga la popolazione di Gaza per il terrorismo di Hamas e della jhad Islamica, un prezzo che i boss di Hamas non sentono sulla loro pelle rinchiusi come sono nelle loro faraoniche ville dove non manca nulla, ma che sentono esclusivamente i poveracci di Gaza, quelli che i cosiddetti “difensori dei Diritti Umani” dovrebbero rappresentare e difendere invece di fare da portavoce ai terroristi.

Mai una volta, MAI UNA SOLA VOLTA, che qualcuna di queste organizzazioni “umanitarie” che oggi protestano vibratamente per il nuovo isolamento della Striscia di Gaza abbia proferito parola sul fatto che i terroristi di Hamas invece di spendere i soldi degli aiuti internazionali a favore della povera gente li abbia spesi per armi e tunnel. Mai una sola volta che abbiano difeso la povera gente invece di difendere Hamas. E oggi sono di nuovo a blaterare e a scagliarsi contro l’Egitto e contro Israele invece di chiamare in causa i veri colpevoli di questa situazione, i terroristi di Hamas. Di fatto le ONG che aiutano Hamas invece della gente di Gaza sono complici dei terroristi. E’ arrivato il momento di dirlo e magari di farlo presente ai signori di Bruxelles così generosi con queste “organizzazioni umanitarie”.

800 case demolite e 1.500 tunnel distrutti dall’Egitto

Sono 800 le case demolite dall’Egitto per la creazione della zona cuscinetto lungo il confine con Gaza. Ieri il Presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha detto in una intervista a un giornale del Kuwait che durante le operazioni egiziane contro Hamas sono stati distrutti più di 1.500 tunnel usati per il contrabbando di armi e per azioni terroristiche contro l’Egitto. Molti dei tunnel partivano e arrivavano dentro le case distrutte. Alcuni partivano persino dalle moschee. Ma ancora sarebbero tanti i tunnel non distrutti o ricostruiti da Hamas. Al-Sisi cita immagini satellitari e parla di centinaia di tunnel all’interno di Rafah occultati dentro moschee, case e addirittura dentro camere da letto.

Ieri Hamas, appoggiato naturalmente da decine di ONG, ha lanciato un appello all’Egitto affinché riapra immediatamente il valico di Rafah per permettere l’ingresso di materiale umanitario e da costruzione, ma per il momento Al-Sisi rimane irremovibile nella sua decisione. Hamas e le “organizzazioni umanitarie” parlano di “popolazione allo stremo”, ma non spiegano come mai nonostante la popolazione di Gaza sia allo stremo loro continuano imperterriti a costruire i loro tunnel del terrore e i missili, produzione ripresa a grande ritmo in previsione di una probabile ripresa degli attacchi su Israele. E’ davvero la popolazione di Gaza la preoccupazione di Hamas e delle ONG loro complici?

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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One Comment

  1. I leader di Hamas continuano ad intascare soldi, ed è giusto non dimenticarlo, a spese dei palestinesi, mentre gli abitanti dei campi profughi dopo ben più di quindici anni passati all’amministrazione palestinese, si trovano ancora… nei campi profughi. E i signori dell’occidente non sembra che si chiedano perché.
    Per caso, avete mai visto la “casetta” del signor Mahmoud Abbas? (“nome de guerre” tanto per non dimenticarci che è un uomo di pace…).
    Per anni abbiamo finanziato la cricca di Arafat, per anni li abbiamo riempiti di soldi affinché potessero finanziare il terrorismo, affinché potessero costituirsi conti bancari miliardari, nutrissero la corruzione, affinché distruggessero un intero popolo (il loro) e mettessero a repentaglio l’esistenza di un altro, e seminassero morte e distruzione.
    E ora? Abbiamo già cominciato a sentirle, le solite cariatidi (Ong e capi di Hamas). Dopotutto la loro vita si regge sui nostri soldi. Dopotutto se li irritiamo potrebbero fare di peggio. (Di peggio? Come i nazisti se il Papa si fosse pronunciato contro di loro?)
    Dopotutto posiamo sperare che cambino. Dopotutto possiamo giudicare dai fatti, non dai proclami (cioè, finora abbiamo scherzato. Il migliaio di comparse israeliane che hanno recitato la parte dei morti, le molte migliaia che hanno recitato la parte dei feriti e dei mutilati si rialzino e tornino a casa, che adesso si comincia sul serio.)
    Dopotutto magari potrebbero anche impegnarsi a rispettare una hudna (una tregua) e se poi non la rispettano – pazienza – vorrà dire che Israele se lo è meritato.
    E quando la hudna in ogni caso finirà – perché naturalmente lo sappiamo benissimo che la hudna può essere solo temporanea, sappiamo benissimo che la hudna è concepibile unicamente come tregua per riarmarsi quando il nemico è troppo forte per poter essere battuto subito.
    Quando la hudna finirà, dicevo, aspetteremo le reazioni israeliane e poi protesteremo per l’uso sproporzionato della forza e chiederemo qualche bella risoluzione ONU.
    E la sagra dell’ipocrisia continuerà.

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