Middle East

Gaza: imminente operazione di terra. Ma sarà una cosa diversa

Mentre continuano i lanci di missili da Gaza contro obbiettivi civili in Israele e mentre l’aviazione israeliana (IAF) continua a colpire obbiettivi militari nella Striscia, questa notte è terminato il dispiegamento delle truppe israeliane intorno alla Striscia di Gaza. Ma a differenza delle operazioni precedenti questa volta si è potuto vedere ben poco dei preparativi dell’operazione.

Ieri sera la polizia militare ha interdetto l’accesso alle aree a tutti i giornalisti o ai semplici curiosi. Già questa è una novità rispetto alle operazioni precedenti. Nessun risalto mediatico significa non fornire ad Hamas informazioni sulla consistenza delle forze, sul loro dislocamento e, soprattutto, sui mezzi che si intende impiegare. L’unica cosa che siamo riusciti a sapere è che nella notte tra venerdì e sabato si è sostanzialmente conclusa la fase preparatoria che vedeva il dispiegamento delle forze speciali che dovranno entrare in profondità, di quelle corazzate e di quelle che dovrebbero fungere da retrovia.

Parlando con alcuni ufficiali ci appare chiaro che questa volta l’operazione di terra a Gaza sarà una cosa molto diversa dalle altre volte, meno muscolare e molto più selettiva. I piani sono pronti da mesi e sono stati aggiornati ora per ora con le nuove informazioni di intelligence che arrivano dalla Striscia di Gaza. L’IDF sembra avere una mappa precisa di tutti i depositi di armi di Hamas e della Jihad Islamica e molti di questi sono, come al solito, nascosti in mezzo alle abitazioni civili o addirittura al loro interno. Quello che non può distruggere l’aviazione lo dovranno distruggere le forze speciali, il tutto con l’obbiettivo di minimizzare le perdite civili e quelle degli stessi militari israeliani.

E mentre nell’attesa dell’inizio delle operazioni di terra nelle retrovie i giovanissimi militari israeliani si comportano come i loro coetanei più fortunati nel tentativo di trovare un momento di normalità, dalla prima linea ormai irraggiungibile arrivano nitidi i segnali che l’operazione sta per iniziare.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sarah F.

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One Comment

  1. Ho l’impressione che il numero dei morti a Gaza sia maggiore del numero dichiarato dalle fonti palestinesi.
    Possibile che il numero dei raid israeliani sia molto maggiore del numero dei morti e che il 70% di questi sia costituito da civili?
    Se il numero reale dei morti fosse maggiore , si potrebbe pensare che a qualcuno non convenga dichiararli tutti, né tanto meno riferire che sono caduti stando i mezzo ai civili, perché questo documenterebbe in modo sistematico l’uso degli scudi umani in qualunque sede, compresi gli orfanotrofi.
    Se invece il numero dichiarato fosse vero, verrebbe da pensare che i miliziani operino stando bene al riparo, nel mentre mettono a rischio la vita dei civili.
    E comunque rimarrebbe dimostrato che se il numero dei raid supera così tanto quello dei morti, questi raid non hanno come bersaglio neanche lontanamente dei civili.
    Possibile che i giornalisti presenti si fidino ciecamente delle fonti palestinesi e non si pongano queste domande, quando fanno informazione?

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