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Guerra allo Stato Islamico: la proposta egiziana che non piace a Obama

La guerra allo Stato Islamico si combatte anche a livello diplomatico. Ieri il Presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha lanciato la sua proposta per sconfiggere lo Stato Islamico in Libia e in tutto il Medio Oriente che non mancherà di far discutere.

Al-Sisi propone in sostanza la creazione di una task force araba con l’innesto di Italia e Francia che combatta la Jihad globale e in particolare lo Stato Islamico. Nella sua dichiarazione alla Associated Press al-Sisi ha citato Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Giordania come membri di questa task force ai quali si unirebbero Italia e Francia.

«L’Egitto e gli Stati appartenenti a questa coalizione non sono interessati a invadere o a conquistare altri Paesi» ha detto al-Sisi alla AP «ma intendiamo difendere i nostri Paesi dalla minaccia della Jihad globale rappresentata in particolare dallo Stato Islamico».

Nella sua dichiarazione al-Sisi non ha mai nominato gli Stati Uniti anche se molti dei Paesi nominati fanno parte della pseudo coalizione messa in piedi da Washington per combattere lo Stato Islamico in Iraq. In compenso il Presidente egiziano ha detto che “qualcuno” dovrebbe aiutare seriamente i curdi che stanno combattendo da soli ed eroicamente contro lo Stato Islamico.

In merito alla Libia al-Sisi è stato chiarissimo dicendosi favorevole a un accordo tra le parti che in questo momento si stanno combattendo, ma nel caso molto probabile che non si riesca a raggiungere questo accordo, l’unica via per impedire alla Libia di cadere nelle mani dello Stato Islamico sarà la via militare, «non per conquistare la Libia» ha sottolineato al-Sisi «ma per difendere i nostri Stati e l’Europa».

La proposta egiziana sembra non piacere tanto a Obama. Fonti non ufficiali da Washington dicono che la task force immaginata da al-Sisi si scontrerebbe con gli interessi di Qatar e Turchia e si dicono perplesse sulla partecipazione di Italia e Francia. Il Qatar e la Turchia sono al momento gli alleati più stretti di Obama in Medio Oriente, una scelta scellerata quella del Presidente americano che in pratica ha portato gli Stati Uniti ad allearsi con i due maggiori sostenitori del terrorismo islamico. Oltretutto proprio Qatar e Turchia hanno forti interessi in Libia e sostengono il Governo illegittimo di Tripoli che di fatto sta impedendo qualsiasi accordo pacifico tra le parti.

Nessuna reazione per il momento né dall’Italia né dalla Francia citate da al-Sisi anche se le dichiarazioni del Presidente egiziano all’indomani della visita lampo di Marco Minniti in Egitto fa pensare che ci sia qualcosa di vero nelle parole di al-Sisi.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Adrian Niscemi

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3 Comments

  1. Siamo in un momento strano. Con amici stavamo raccogliendo dati e riflessioni e siamo convinti che l’Isis sia “sponsorizzato” dalla Turchia, parecchi segnali lo confermerebbero. I primo è la facilità con cui i “foreign fighters” riescono a passare proprio dalla Turchia e come invece gli unici che li stanno combattendo sono i Curdi, ostacolati dai Turchi. Poi esiste il fronte Saudita, Egiziano, Giordano e Iraniano che si oppongono alla Turchia (infittiscono gli unici che stanno bastonando ,isis) che però è nella Nato. Mi sembra un bel “groviglio” degno di un libro di spionaggio di bassa lega. Francia, Belgio e Danimarca sono nazioni che si oppongono all’ingresso della Turchia in Europa. Che strano che vengano attaccate da
    La minaccia di invasione all’Italia è un delirio, tecnicamente è impraticabile. L’Isis ha solo “armi leggere” e i barconi possono essere affondati anche semplicemente dai droni, 350 miglia i mare aperto sono un tratto maledettamente lungo per delle barche fatiscenti e poco armate.

  2. errata corrige: Che strano che vengano attaccate dall’Isis, mentre altre nazioni europee no.
    La minaccia di invasione …

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