La guerra etica non esiste. Con i Pasdaran bisogna togliersi i guanti bianchi

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Franco Londei - Editor

Di nuovo petroliere bersagliate dai Pasdaran nello Stretto di Hormuz, di nuovo attacchi contro Kuwait e Bahrein. Di nuovo risposte “timide” e “poco incisive” da parte americana.

Per quanto tempo intende andare avanti così l’amministrazione americana? Quanto tempo intende dare ai Pasdaran per riarmarsi e diventare nuovamente pericolosi? Lasciamo che dissotterrino i loro missili e i loro lanciatori senza fare niente? Tra sei mesi saremo di nuovo punto e a capo. Lo Stretto di Hormuz sarà chiuso e Teheran potrà impunemente minacciare chiunque nel raggio di 5.000 Km a causa di un Presidente americano vile e fifone che non ha chiuso la faccenda quando lo poteva fare.

Parliamoci chiaro, il memorandum d’intesa studiato da quel genio di JD Vance è una capitolazione su tutti i fronti. Per di più una capitolazione che trascina nel baratro anche Israele, che davvero non se lo merita dato che Gerusalemme le guerre le ha vinte e se si è dovuta fermare è stato sempre per le imposizioni del solito Presidente vile e fifone.

«Scendete in strada che stiamo arrivando» qualcuno lo ricorda oppure anche qui vogliamo chiudere occhi e orecchie e passare sopra 35.000 cadaveri di giovani iraniani che aveva creduto a quel vile, fifone e pagliaccio di Presidente americano?

Adesso dice che il suo obiettivo non è mai stato il cambio di regime in Iran: Ok, vediamo:

  • Il 13 febbraio 2026, durante una conferenza alla base militare di Fort Bragg, rispondendo a una domanda dei giornalisti sul cambio di regime in Iran, Trump ha dichiarato esplicitamente che sarebbe stata «la cosa migliore possibile», aggiungendo che da 47 anni si facevano solo chiacchiere mentre si perdevano vite umane.
  • Il 28 febbraio 2026, Nel videomessaggio ufficiale registrato a Mar-a-Lago in cui annunciava l’inizio dei massicci attacchi militari congiunti USA-Israele in Iran, ha fatto un appello diretto alla popolazione iraniana dicendo: «Quando avremo finito, prendete il controllo del vostro governo. Sarà vostro. Questa sarà probabilmente la vostra unica opportunità per generazioni». Questo “atto di coraggio” è avvenuto dopo che a gennaio i Pasdaran avevano compiuto il massacro dei poveri ragazzi iraniani ce avevano creduto al vile Presidente americano. Con che faccia…
  • A fine marzo 2026, nelle giornate del 24, 26, 27 e 29 marzo, parlando a bordo dell’Air Force One, Trump ha affermato che il cambio di regime era di fatto già avvenuto a causa della decimazione dei leader originari iraniani operata dai bombardamenti. Ha dichiarato: «Abbiamo avuto un cambio di regime se guardate bene, perché il primo regime è stato decimato… Il secondo è quasi tutto morto e il terzo è composto da persone diverse».

Spoiler: il regime non è cambiato. Ci sono sempre i Pasdaran, gli Ayatollah e i Mullah a governare l’Iran. Il boia lavora 24 ore su 24, le ragazze devono andare in giro velate e gli oppositori vengono attaccati per il collo alle gru. Dove il vile Presidente americano abbia visto addirittura tre cambi di regime è davvero un mistero.

I punti fragili che Israele voleva bombardare ma che il Presidente americano ha impedito di fare nonostante potessero davvero mettere in difficoltà i  Pasdaran, riguardano l’approvvigionamento idrico, vero enorme punto debole iraniano.

Secondo il Presidente americano non era “etico” attaccare le infrastrutture idriche iraniane. Peccato che i Pasdaran non la pensassero cosi quando a partire dalle prime ore del conflitto hanno attaccato i desalinatori dei Paesi del Golfo, dagli Emirati Arabi Uniti al Bahrein passando per Kuwait, Qatar e Arabia Saudita.

Oggi quegli obiettivi sono sempre lì, insieme all’isola di Kharg, vero punto nevralgico e cuore dell’economia petrolifera iraniana.

Che senso ha una guerra dove una parte può fare tutto e di più mentre l’altra, militarmente più forte, si pone problemi etici e non attacca i punti nevralgici del nemico?

Questa mattina la tregua era di nuovo in discussione. I Pasdaran andranno avanti così per molti, molti mesi. Una escalation seguita da una de-escalation. Poi di nuovo una escalation e via così.

Scusate la brutalità, ma se volete che la gente scenda in strada (vero pericolo per il regime) toglietegli l’acqua. Non è etico? Certo che non è etico, come non lo è massacrare 35.000 giovani in una notte, come non lo impiccare chi contesta il regime, come non lo è imprigionare una donna perché ha messo male il velo. La guerra non è etica come non lo sono i Pasdaran.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo