Guerra Iran-Israele: la follia collettiva che pervade la comunità internazionale

È incomprensibile il comportamento della comunità internazionale di fronte al piano iraniano volto a distruggere Israele, un piano annunciato pubblicamente e dettato solo dall’odio antisemita. Eppure la storia dovrebbe averci insegnato qualcosa su chi parla di «sterminio degli ebrei»

Facciamo un po’ di fantapolitica. Come si comporterebbe la comunità internazionale se, per esempio, l’Italia affermasse apertamente di finanziare un gruppo terrorista francese con l’intento, sempre dichiarato, di distruggere la Francia?

Naturalmente Roma si troverebbe (giustamente) nel mirino della comunità internazionale e ne subirebbe le più che giuste sanzioni. Da ogni parte si leverebbero critiche e l’isolamento dell’Italia sarebbe più che giustificato.

Passiamo ora dalla fantapolitica alla realtà. C’è uno Stato, l’Iran, che finanzia apertamente e dichiaratamente più gruppi terroristici con l’intento di distruggere un altro Stato, Israele.

Il Diritto Internazionale e la coerenza vorrebbero quindi che la comunità internazionale esprimesse una dura condanna nei confronti di Teheran, che applicasse severe sanzioni e che, soprattutto, isolasse completamente l’Iran.

Perché tutto questo non avviene? Perché sulle gravi minacce iraniane verso Israele, supportate dai fatti, la comunità internazionale tace, fatta eccezione per gli Stati Uniti e per pochi altri?

Si potrebbe capire un silenzio dettato dalla volontà di non volersi schierare in una disputa tra due Stati confinanti, come avviene per esempio tra India e Pakistan.

Ma qui non si tratta di una disputa tra due stati per qualcosa di ben definito. Qui c’è un regime, quello iraniano, che senza una ragione che non sia puro odio, vuole distruggere una democrazia come quella israeliana senza che essa rappresenti minimamente una minaccia per il regime stesso.

È un obiettivo che il regime iraniano si è posto e che persegue meticolosamente sin dalla sua nascita. Eppure a vedere il comportamento della comunità internazionale sembra quasi che gli Ayatollah scherzino, che sia tutto un gioco di fantapolitica.

In Europa addirittura ormai da tempo stanno cercando di bypassare le sanzioni imposte all’Iran dal Presidente americano, Donald Trump, facendo passare quest’ultimo come un irresponsabile e non come l’unico che ha capito che la cosa è dannatamente seria. E lo dice uno che non stima particolarmente Donald Trump.

Il silenzio della comunità internazionale pesa ancor di più in un momento in cui a Teheran sembrano seriamente intenzionati a dare una ulteriore spinta alla loro volontà di attaccare e distruggere Israele.

Nel giro di pochi mesi gli iraniani hanno convertito l’arsenale missilistico di Hezbollah trasformando i razzi in vettori di precisione e rischiando così di mettere seriamente in pericolo anche il Libano, hanno occupato stabilmente le Alture del Golan siriano usando il pretesto della guerra civile siriana, hanno ufficializzato il loro supporto ad Hamas facendone l’ennesimo proxy di Teheran.

C’è qualcuno in grado di spiegarmi il silenzio assordante della comunità internazionale di fronte a questo più che evidente piano iraniano volto alla distruzione dello Stato Ebraico? Possibile che i tanti analisti ed “esperti” non vedano l’accelerazione impressa da Teheran al suo piano?

Questa purtroppo non è fantapolitica, questa è realtà nuda e cruda.

L’Iran ha dichiarato guerra a Israele ormai da tempo, lo ha fatto apertamente senza preoccuparsi di nascondere le sue vere intenzioni. Eppure la comunità internazionale continua non solo a tacere, ma addirittura cerca di aiutare il regime iraniano.

È una vera e propria follia collettiva che al momento non sembra vedere la luce della ragione nonostante in ballo ci siano decine di migliaia di vite umane.

Ma la cosa che fa più rabbia è la consapevolezza che quando Israele deciderà di reagire con più fermezza alla minaccia iraniana la comunità internazionale, la stessa che rimane silente di fronte alle manovre criminali dell’Iran, non esiterà un solo secondo a condannare lo Stato Ebraico. È una storia già vista, una storia infinita che continua a ripetersi come un mantra criminale.