Guerra in Ucraina: Zelensky mette l’ONU con le spalle al muro

«È ovvio che le istituzioni chiave del mondo... semplicemente non possono funzionare in modo efficace». Così il Presidente Ucraino mette il dito nella piaga dell'Onu

By Franco Londei - Editor

Finalmente un capo di Stato che esce dall’ipocrisia e che accusa direttamente le Nazioni Unite di essere un organismo inutile.

Il discorso di Volodymyr Zelensky alle Nazioni Unite è stato una vera coltellata al cuore [inutile] dell’organismo che dovrebbe garantire la pace mondiale.

«È ovvio che le istituzioni chiave del mondo… semplicemente non possono funzionare in modo efficace»

Volodymyr Zelensky

«Dov’è la sicurezza che il Consiglio di sicurezza deve garantire? Non c’è, anche se c’è un Consiglio di sicurezza» dice Zelensky al Consiglio di Sicurezza dell’ONU sbattendogli in faccia la cruda realtà.

«È ovvio che l’istituzione chiave del mondo progettata per combattere l’aggressione e garantire la pace non può funzionare in modo efficace» ha continuato.

«Signore e signori, vorrei ricordarvi l’articolo 1, capitolo 1 della Carta delle Nazioni Unite. Qual è lo scopo della nostra organizzazione? Il suo scopo è mantenere e garantire che la pace sia rispettata. E ora la Carta delle Nazioni Unite è stato letteralmente violata a partire dall’articolo 1. E allora qual è lo scopo di tutti gli altri articoli?»

Zelensky pone una domanda cruciale al Consiglio di Sicurezza che evidenzia con drammatica chiarezza la sua completa inutilità.

Lo abbiamo visto in altre occasioni come il Consiglio di Sicurezza sia stato reso inerme dal Diritto di veto di Russia e Cina. Lo abbiamo visto in altri genocidi, dal Darfur alla Somalia, in altri contesti dittatoriali, dal Venezuela o la Siria passando per l’Iran.

Ora, il presidente ucraino chiede la riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, una riforma ampiamente richiesta da decine di anni, promessa da ogni Segretario Generale eletto, ma mai attuata.

Abbiamo assistito increduli alla metamorfosi delle Nazioni Unite, da strumento di pace a strumento di guerra. Abbiamo guardato agenzie ONU dedicate ai Diritti Umani essere presiedute dall’Arabia Saudita e quella per i Diritti delle donne essere “invasa” dall’Iran.

Abbiamo visto agenzie dell’ONU – la UNRWA – dedicate unicamente alla questione palestinese far lievitare artificiosamente il numero dei rifugiati creandoli letteralmente dal nulla o addirittura arrivare a fomentare l’odio.

Abbiamo visto fare di tutto sotto l’egida dell’ONU e Zelensky ha semplicemente messo il dito sulla piaga quando chiede il senso dell’esistenza delle Nazioni Unite quando ci sono nazioni come la Russia oppure la Cina con il diritto di veto, un diritto che copre totalmente le loro malefatte.

La domanda che sorge spontanea è allora: a cosa servono le Nazioni Unite? A cosa serve il Consiglio di Sicurezza dell’Onu? A cosa servono le centinaia di agenzie delle Nazioni Unite se le diamo in mano alle peggiori dittature del mondo? A niente, non servono a niente.

E basta guardare cosa hanno fatto le Nazioni Unite sulla guerra in Ucraina per rendersi conto che stiamo pagando (molto caro) un ente che fondamentalmente non serve a niente perché violenta se stesso a partire dal primo articolo della sua carta fondativa.

Ieri Zelensky ha messo l’Onu con le spalle al muro, ha svelato in mondovisione la sua inutilità, la sua totale apatia di fronte ai peggiori crimini di guerra commessi dalla Russia, perché ieri erano tutti indignati ma lo sapevano da giorni cosa facevano i militari di Putin, da settimane assistevano indifferenti alla guerra di invasione del killer di Mosca.

La guerra in Ucraina ha come unico merito quello di svelare l’inutilità delle Nazioni Unite mentre si sta riscrivendo un nuovo ordine mondiale. Quale sarà questo nuovo ordine mondiale lo vedremo proprio alla fine di questa guerra perché da Bucha non si torna più indietro.

By Franco Londei Editor
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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Fondatore di Rights Reporter