Middle East

Hei mondo, ti sei accorto che Israele è sotto attacco?

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Buongiorno mondo. Mentre tu dormivi pacificamente nel tuo letto non molto lontano da casa tua migliaia di persone, donne, vecchi e bambini, erano costrette nei rifugi antimissile. In un giorno ne sono piovuti oltre 400, hanno ucciso diverse perone, altre ne hanno ferite. Una guerra si prepara, ma tu non ne sai niente perché nessuno in TV o sui giornali te ne parla o se lo fa ne parla distrattamente, come se fosse una cosa poco più che “insolita”.

Quattrocento missili in 24 ore sparati contro un territorio poco più grande di una piccola provincia, lo voglio rimarcare con forza perché visto che se ne parla così poco potresti pensare che siano poco più che petardi, il tuo subconscio potrebbe portarti a pensare che non sia una cosa importante, che non meriti la tua attenzione.

E invece dovresti dargli uno sguardo più attento perché se Israele è sotto attacco lo è anche la tua libertà, quella che la notte scorsa ti ha permesso di dormire tranquillamente nel tuo letto.

Se solo guardassi meglio capiresti che prima ancora che un attacco a Israele è un attacco a quello che Israele rappresenta in Medio Oriente, unico Paese non islamico circondato da centinaia di milioni di nemici pronti a saltargli addosso, unica democrazia dove convivono ebrei, musulmani, cristiani e chiunque sia un essere umano libero.

Caro mondo, non starò a ricordarti come è perché siamo arrivati a questo punto, non starò a ricordarti che nelle oscure stanze del potere di Teheran da mesi stanno pianificando questa guerra, una guerra che costerà molto sangue da una parte e dall’altra, da quella palestinese dove ci sono oltre due milioni di persone trasformate in ostaggi e carne da macello dai terroristi islamici sostenuti da Iran, Qatar e Turchia, e da quella israeliana dove altrettante persone non possono godere dei frutti della democrazia perché da sette anni costantemente minacciate dai terroristi islamici.

Prova a immaginare cosa significano 400 missili che ti piovono in testa nel giro di poche ore. Prova a immaginare di avere solo 30 secondi dal suono della sirena per arrivare a un rifugio e mettere al sicuro i tuoi figli, la tua famiglia. Provaci mondo, e poi prova a pensare che questa situazione vada avanti da sette lunghissimi anni e infine prova a pensare a cosa faresti tu se fossi il bersaglio di un simile attacco, se fossero i tuoi figli ad essere nel mirino dei terroristi islamici.

Non ti piace eh? Lo so, solo il pensiero ti fa inorridire, scatena in te una rabbia atavica che ti porta all’idea di reagire, di non poter subire passivamente questo attacco senza provare a difenderti.

Ecco, adesso sai cosa provano i 2,5 milioni di cittadini israeliani che vivono a ridosso della Striscia di Gaza, adesso sai che anche tu, caro mondo, per quanto tu sia pacifico e ragionevole, non potresti subire passivamente una simile situazione.

Ricordatelo mondo quando finalmente i media di tutto il mondo si sveglieranno e parleranno dell’attacco al quale è sottoposto Israele, ma lo faranno solo per parlare di “reazione sproporzionata” da parte israeliana. Allora pensa a quale sarebbe la tua reazione se dei terroristi islamici sparassero 400 missili in poche ore sulla tua testa e su quella dei tuoi figli. Davvero la tua reazione sarebbe da considerarsi “sproporzionata”?

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