L’agenzia di stampa iraniana Fars, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha citato oggi una fonte vicina alla delegazione negoziale secondo cui «non è stato raggiunto alcun accordo riguardo all’apertura dello Stretto di Hormuz, e le notizie pubblicate in merito sono false».
Inoltre, l’agenzia ha citato anche una fonte militare secondo cui: «Finché proseguiranno le azioni ostili degli Stati Uniti, lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso. Il passaggio delle imbarcazioni sarà consentito solo lungo la rotta designata e previa autorizzazione della Marina dei Guardiani della Rivoluzione».
Secondo Fars, la notizia è stata diffusa dopo che alcuni media avevano affermato che l’Iran avesse acconsentito a un piano secondo cui le navi sarebbero entrate nel Golfo attraverso le acque territoriali iraniane per poi uscirne attraverso quelle di Oman.
La notizia diffusa da Fars arriva dopo che, nelle prime ore del mattino, il presidente degli Stati Uniti aveva annunciato che «ci è appena stato chiesto dall’Iran e da altri paesi del Medio Oriente di astenersi da qualsiasi attacco, poiché sono state concordate le linee generali di un accordo». Ha sottolineato che l’accordo in fase di definizione «comporterà l’apertura immediata, completa e totale dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare da parte dell’Iran».
Secondo le sue parole, «sulla base di questa richiesta ho acconsentito, nell’interesse del futuro del mondo e anche per la sopravvivenza di un Iran prospero e fiorente, a revocare l’attacco, a condizione che si riesca a raggiungere rapidamente un accordo».
In precedenza, oggi, l’agenzia di stampa iraniana «Mehr», vicina all’establishment religioso del Paese, ha citato fonti militari che hanno commentato le dichiarazioni di Trump: «Le affermazioni terroristiche del presidente degli Stati Uniti, secondo cui l’Iran avrebbe chiesto di interrompere gli attacchi, non sono altro che una nuova menzogna e un tentativo disperato di ricattare i governanti del Golfo Persico e di esercitare pressione su di loro tramite minacce.
«Sia che continui con la sua aggressività o che vi rinunci, le nostre forze sono al massimo livello di allerta e si sono preparate a ogni eventualità. Se lo scontro sarà inevitabile, sarà il campo di battaglia a decidere e allora tutti capiranno chi detiene il potere e chi avrà l’ultima parola».
