Una rete internet chiusa (intranet) totalmente controllata dallo stato e senza alcuno sbocco verso l’esterno. È il piano degli Ayatollah per impedire agli iraniani di accedere alla rete internet globale e avere così accesso alle notizie provenienti dal mondo libero.

Lo ha annunciato ieri il Presidente iraniano, Hassan Rouhani, con la benedizione del grande Ayatollah, Ali Khamenei, specificando che il progetto, chiamato NIN (rete nazionale di informazione), non è una forma di censura ma un ulteriore passo iraniano verso l’autosufficienza e che partirà entro il 2020.

«Le persone non avranno bisogno di reti straniere per soddisfare le loro esigenze», ha aggiunto Rouhani nel dettagliare il piano.

In realtà è una censura bella e buona, una limitazione per il popolo iraniano che non potrà più accedere né usare la libera informazione ma potrà avere accesso esclusivamente ai siti web approvati dal regime.

Sono mesi che si parla della intranet iraniana, ma sino ad ora il regime non aveva forzato troppo la mano. Ma dopo le recenti proteste all’inizio alimentate proprio dalla rete, poi chiusa dal regime, il “progetto NIN” è tornato di forte attualità tra gli Ayatollah preoccupati che i dissidenti possano accedere a internet e far sapere al mondo cosa succede veramente in Iran.

Organizzazioni internazionali per la difesa dei Diritti Umani stimano che nelle recenti proteste in Iran siano stati uccisi oltre mille manifestanti mentre diverse migliaia sarebbero stati arrestati, ma la chiusura totale di internet rende difficile verificare le informazioni.

L’Iran non è l’unico regime che pensa a una rete internet chiusa e controllata dallo stato, anche la Russia e la Cina hanno progetti simili.

Mosca prevede di creare la propria intranet entro pochi mesi giustificando il tutto con “motivi di sicurezza nazionale”. Pechino ha creato già da tempo un “Great Firewall” che in sostanza filtra e blocca i siti web e le piattaforme considerati “ostili”, ma a breve dovrebbe far partire la propria intranet chiudendo così completamente il paese alle informazioni provenienti dall’esterno.