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Editoriali

ISIS: un antipasto preparato troppo in fretta. Torna la Fratellanza Musulmana

Quello che abbiamo visto con ISIS è stato solo l’antipasto di quello che ci aspetta se non corriamo subito ai ripari, a partire dal mettere al bando la Fratellanza Musulmana

Proprio in queste ore le forze curde sostenute dagli Stati Uniti stanno portando l’ultimo attacco a ISIS (Stato Islamico) trincerato nella provincia siriana di Deir Ezzor.

E’ l’ultimo bastione del cosiddetto Califfato in Siria e in Iraq. Quello che succederà dopo lo possiamo solo immaginare ma se c’è una cosa certa è che se la storia di ISIS probabilmente si chiude qui altrettanto non si può dire del sogno del grande Califfato islamico che continua con altri mezzi, tornando sotto certi aspetti all’antico.

E se parliamo di “antico” non possiamo non parlare di Fratellanza Musulmana. Se ne discuteva già nel 2016 in previsione di una prevedibile sconfitta dello Stato Islamico.

ISIS non è nato all’improvviso, non è nato senza una ideologia e un progetto preciso, tutt’altro, ISIS nasce proprio dall’ideologia e dal progetto della Fratellanza Musulmana, solo che ha accelerato troppo i tempi finendo per danneggiare proprio i Fratelli Musulmani che della “teoria della gradualità” avevano fatto la loro arma da usare per il loro piano di conquista lento e graduale.

ISIS voleva tutto e subito mentre la Fratellanza Musulmana ha sempre preferito la lenta ma graduale insinuazione. Ora tutto torna come prima e non so fino a che punto sia una buona notizia perché i Fratelli Musulmani oltre ad essere potentissimi sono bravissimi nella dissimulazione.

Si riparte dalla Turchia e da Al Qaeda

Erdogan, Al Qaeda e Fratellanza Musulmana, un mix pericolosissimo

Ora quindi si apre un nuovo capitolo per le mire di conquista islamica, un capitolo che riparte dalla Turchia di Erdogan che quel califfato vuole ad ogni costo e che si è praticamente autoproclamato capo della Fratellanza Musulmana.

Non so quanto Erdogan sia propenso alla teoria della gradualità, non sembra molto paziente, ma è certamente più scaltro di Abu Bakr al-Baghdadi e sa che non si può permettere il lusso di ripetere gli stessi errori di ISIS.

Per il momento sembra concentrato nello sdoganamento di quello che rimane di Al Qaeda inglobando i vari rami del gruppo terrorista fondato da Bin Laden in gruppi politici. Lo sta già facendo con il Fronte Al-Nusra cercando di copiare quello che gli iraniani hanno fatto con Hezbollah.

Solo che il Califfo turco scalpita, vorrebbe sostituire ISIS nel Kurdistan per poi puntare al nord Iraq mentre nel frattempo cerca di portare avanti la teoria della gradualità in Europa usando i Balcani come porta d’ingresso.

A differenza di ISIS, Erdogan ha a disposizione una macchina bel oliata sia a livello militare che diplomatico. Per non parlare della formidabile arma di propaganda di cui dispone. Per questo sottovalutare i suoi progetti potrebbe essere molto pericoloso per le democrazie occidentali.

Non passa giorno che la stampa turca non attacchi l’occidente. L’ultimo articolo uscito sul quotidiano turco Yeni Safak, a lui molto vicino, la dice lunga su come Erdogan cerchi il consenso di quel mondo islamico che inizialmente era schierato per gran parte con ISIS.

ISIS, solo un antipasto servito troppo in fretta

Quello che abbiamo visto con ISIS è stato solo un antipasto servito troppo in fretta che ha rischiato di rovinare i piani della Fratellanza Musulmana in quanto ha mostrato al mondo intero il vero volto dell’Islam salafita, proprio quello a cui fanno riferimento i Fratelli Musulmani.

Ora va ricostruito tutto, a partire dal convincere l’occidente che ci possa essere un Islam politico, moderato e addirittura progressista rappresentato in questo caso dalla Fratellanza Musulmana.

E’ un tranello nel quale non possiamo cadere, prima di tutto perché la politica nell’islam non la fanno i politici ma i chierici. Non esiste nell’islam un insieme di leggi che costituiscono il sistema legale ma c’è una sola legge, la Sharia, attorno alla quale ruota tutto il sistema giuridico islamico. Questo nei fatti taglia fuori la parola “moderato” quando si parla di Islam.

Attenti, non sto dicendo che il pericolo è imminente, non sto parlando come fa qualcuno di una “invasione islamica” in corso. I numeri ci dicono che non c’è nessuna invasione islamica. Non ancora. Il pericolo però va visto in prospettiva.

E se ragioniamo in prospettiva il primo problema che dobbiamo affrontare è la messa al bando della Fratellanza Musulmana e del suo progetto a lungo termine di conquista dell’occidente. Dobbiamo insomma fissare dei paletti invalicabili per far si che l’antipasto servitoci da ISIS rimanga l’unica portata. Non possiamo permetterci il lusso di andare oltre, di passare alle portate successive, perché lasciar fare i Fratelli Musulmani vorrebbe dire lasciare che mettano in atto il loro programma e non è certo quello che vogliamo per i nostri figli e nipoti.

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