Società e cronaca

Islam violento: il silenzio complice delle comunità islamiche

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L’episodio avvenuto ieri a Londra è solo l’ultimo di una lunga catena di fatti violenti che fanno capo all’Islam. Gli episodi di antisemitismo ormai sono all’ordine del giorno in molti Paesi europei mentre l’Islam integralista prende sempre più piede ovunque in Europa. Fioccano le richieste di applicazione della Sharia, la legge islamica lontanissima da qualsiasi concetto di Diritti Umani.

A dar manforte a questi episodi e sostanzialmente a giustificarli non solo le parole espresse dalla cosiddetta “comunità islamica moderata” ma è il suo silenzio. Non una parola di condanna per i tanti fatti criminosi commessi nel nome dell’islam. Mai una presa di posizione che sancisca una qualche differenza tra “islam moderato” e “islam estremista” quasi a certificare che non c’è nessuna differenza tra i due. Mai un leader musulmano che parli finalmente di integrazione, intesa come loro nella nostra società.

In compenso fioccano i sermoni ostili degli Imam, gli episodi estremisti dei cosiddetti “immigrati di seconda generazione”, le frasi antisemite e anticristiane sui forum islamici. Sembra quasi che loro, gli islamici, siano in guerra con noi (tutto il resto del mondo) senza che noi se ne sappia qualcosa.

Questo silenzio della comunità islamica assomiglia moltissimo a un “silenzio/assenso”, a qualcosa che finisce per approvare tacitamente questi episodi di estrema violenza, questa guerra non dichiarata dell’Islam contro il resto del mondo.

Credo che dovremmo seriamente iniziare a pensare a come contrastare questo nemico che sempre più si trova dentro casa nostra, che sfrutta la nostra civiltà e il nostro buonismo a suo favore. Dobbiamo renderci conto che loro, gli islamici, hanno iniziato una guerra contro il nostro mondo e che non intendono integrarsi con noi ma che il loro obbiettivo è quello di assimilarci alle loro idee o di distruggerci.

E per favore evitiamo di tacciare questa analisi come “razzista”. Qui non si parla più di razzismo ma di puro istinto di sopravvivenza. Dobbiamo (abbiamo il dovere) di pensare ai nostri figli e di certo non possiamo consegnare loro un mondo islamico. L’Islam moderato è una invenzione bella e buona dei buonisti a tutti i costi e a giudicare dal loro silenzio esistono solo nelle menti degli stolti.

Paola P.

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2 Comments

  1. Non mi sottometterò – لن استسلم

    Siamo di fronte a una minaccia mortale che si chiama Islam. L’Islam è un movimento politico-religioso totalitario e liberticida fondato sul Jihad, con molti punti in comune col nazismo (come Churchill scriveva oltre mezzo secolo fa). Uno dei suoi fondamenti è “territori in cambio di pace”: cioè se i non musulmani vogliono vivere in pace devono cedere la sovranità territoriale ai musulmani e in quel caso potranno continuare a sopravvivere come dhimmi, sebbene alla mercé dei musulmani e sottomessi alla Sharia. Lo scopo dell’Islam è sottomettere i non musulmani [Islam in Arabo vuol dire sottomissione, NON VUOL DIRE PACE!], imporre la legge islamica e la dhimmitudine in tutto il mondo, attraverso la conquista degli stati con mezzi nascosti ed elettorali dove possibile, per mezzo del terrorismo dove necessario, e a volte con una combinazione dei due metodi. Ci sono centinaia di milioni di praticanti e credenti dell’Islam, come c’erano decine di milioni di credenti e praticanti del nazional socialismo. Cercano di tranquillizzarvi dicendovi che l’Islam è solo una religione, intesa in senso occidentale, il che è una menzogna, trattandosi di un sistema totalizzante e totalitario in cui gli elementi giuridico, politico e di culto sono inseparabili. Per abbindolare il pubblico occidentale parlano di un’utopica “età d’oro” andalusa di fioritura e crescita, in cui – sostengono loro – l’Islam avrebbe coabitato pacificamente con Cristianesimo ed Ebraismo: peccato che tale asserzione non abbia una base storica ma solo propagandistica e ideologica [vedi, fra gli altri, il libro: Eurabia, di Bat Yeor, che ha raccolto fonti a iosa].

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