Società e cronaca

Israele denuncia Amnesty International

L’ambasciata di Israele a Londra ha presentato una denuncia contro Amnesty International e in particolare contro il Direttore delle campagne nel Regno Unito, Kristyan Benedict.

Secondo quanto si apprende l’Ambasciata di Israele avrebbe deciso di procedere penalmente contro Amnesty International dopo che a seguito dell’esecrabile episodio di Duma dove ha perso la vita un bambino palestinese, Kristyan Benedict ha scritto una lunga serie di Twitt nei quali accusa il Governo Israeliano di aver facilitato l’attentato e di essere complice e mandante dell’atto di terrorismo.

I Twitt incriminati, che sembrano essere stati eliminati, son stati postati il 31 luglio e il 1° agosto. Nel primo Benedict afferma che “un bambino palestinese e stato bruciato vivo da un attacco dei coloni. Essi vedono il loro Governo farla franca per omicidio ogni giorno”. Nel secondo, postato il 1° agosto Kristyan Benedict afferma che “il Segretario Generale dell’Onu deve agire in modo efficace. Il Governo israeliano ha facilitato l’omicidio di Ali Dawabsha (il bambino morto nel rogo n.d.r.)”. Infine Kristyan Benedict ha retwittato persino un Twitt di Hamas nel quale il gruppo terrorista palestiense affermava che “l’attentato di Duma è la prova dei crimini di guerra israeliani”.

Secondo la denuncia presentata dall’Ambasciata di Israele contro Amnesty International, Kristyan Benedict ha approfittato della morte del piccolo palestinese per dare il via a una campagna di odio contro Israele. La denuncia è stata accompagnata da una lettera inviata a Kate Allen, direttrice di Amnesty International UK, nella quale Eitan Na’eh (diplomatico israeliano) esprime sgomento per i messaggi postati da Kristyan Benedict definendoli “poco professionali” e “volti a incitare odio contro Israele”.

Negli ultimi anni Amnesty International è diventata la capofila di una vera e propria campagna mediatica anti-israeliana. Ha emesso rapporti palesemente faziosi e addirittura di appoggio al terrorismo palestinese, rapporti oltretutto puntualmente smontati nelle loro falsità. Ma lo Stato di Israele, pur protestando vibratamente, non aveva mai nemmeno ventilato l’ipotesi di una azione legale contro la ONG inglese. Questa volta l’odio di Amnesty International nei confronti di Israele ha superato ogni limite con lo sciacallaggio sulla morte di un bambino palestinese, uno sciacallaggio che solo l’antisemitismo può giustificare.

Benvenga la decisione del Governo di Israele di adire a vie legali contro Amnesty International, azione più volte chiesta anche dalla nostra organizzazione. Israele ha sopportato per troppo tempo il veleno antisemita di questa ONG che ormai è solo la lontanissima parente di quella che era stata premiata con il Premio Nobel per la pace.

Scritto da Noemi Cabitza

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4 Comments

  1. Vie legali e risarcimento danni, contro tutti i diffusori di notizie false incitanti all’odio per ebrei ed Israele. Colpire dove fa male, al portafoglio!

  2. Io fino a 5 anni gli donavo a questi antisemiti di Merda almeno 2.000,00/2.500,00 € all’anno, ma quando mi sono reso conto della loro faziosità non mi sono azzardato a inviargli più neanche 1 €. che vadano a farsi sponsorizzare da Abu Mazen che di soldi all’Europa glie ne ruba ad uffa, ma di questo questa cara Onlus non ne parla mai, come non parla mai che milioni che riceve dai donatori di tutto il mondo, l’autorità paliateanese li usa non per il sitema sanitario scolastico educativo del suo popolo, ma per pagare lauti stipendi a terroristi che si sono macchiati dei peggiori reati di terrorismo contro civili israeliani e che ora vivono in carceri moderni e comodi e tutelati nelle carceri israeliane .

  3. queste ong con falsi propositi , Amnesty é solo una delle tante realtà che andrebbero cancellate e mandate a quel paese , anzi meglio ancora li manderei a vivere a Gaza o a Theheran dai loro amici , così assaggino la vera dittatura.
    Onu pure é una vergogna per tutte le società civili , l’ipocresia fatta ad organizzazione
    Affanculo tutti gli odiatori di Israele

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