Middle East

Israele: il problema Gaza non è più rinviabile

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Israele non può più rinviare il problema Gaza, lo deve affrontare in maniera decisa e, soprattutto, risolutiva. A testimoniarlo c’è l’ultimo attentato contro militari israeliani avvenuto ieri, i missili lanciati due giorni fa da Gaza, il tunnel del terrore scoperto poco tempo fa e le dichiarazioni d’intento da parte di Hamas.

L’attentato di ieri e le reazioni israeliane

Ieri sera terroristi di Hamas hanno fatto esplodere un ordigno quando un gruppo di militari israeliani appartenenti al corpo ingegneri della Brigata Golani si è avvicinato alla barriera di confine con Gaza in cerca di altri tunnel del terrore costruiti da Hamas. Cinque militari israeliani sono rimasti feriti (uno in maniera molto seria). Pressoché immediata la reazione dell’IDF. Nello scontro a fuoco che ne è seguito i militari israeliani hanno ucciso un terrorista. Poco dopo un carro armato del IDF, individuata una cellula di terroristi di Hamas che stava operando nel sud della Striscia di Gaza, ha aperto il fuoco colpendola. Altri scontri a fuoco sono avvenuti lungo il confine tra Israele e Gaza. Questa mattina  aerei del IAF hanno colpito una cellula di Hamas vicino alla città di al-Kharrara uccidendo tre terroristi.

Il problema Gaza

Israele e soprattutto la popolazione nel sud di Israele, che tra l’altro da ieri in 13 località non è più protetta dai soldati dell’IDF a causa di tagli al bilancio della difesa, non può più vivere con la spina nel fianco rappresentata dai terroristi di Hamas e dalla Jihad Islamica che oltretutto, secondo rapporti di intelligence, stanno ricevendo molti missili dall’Iran. Il problema va risolto in maniera definitiva, una volta per tutte. Hamas e la Jihad Islamica vanno eliminate, se il caso anche in coordinamento con l’Egitto che nel Sinai sta duramente combattendo contro i due gruppi terroristici palestinesi. Molti esperti nei giorni scorsi hanno previsto una escalation degli attentati terroristici da parte di Hamas. Israele deve prevenire questi attentati precedendo le mosse di Hamas che oltretutto in questo momento è particolarmente debole. Una azione militare preventiva e risolutiva non solo è quindi auspicabile, è necessaria per mettere in sicurezza le popolazioni del sud di Israele e per chiudere definitivamente il capitolo Hamas. La cosa non è più rinviabile.

Sarah F.

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4 Comments

  1. La pacifica risposta al rilascio di terroristi, alla quale è seguita la crudele offensiva israeliana.
    Gaza la vedrei come un bel parcheggio e scusate se sono poco pacifica

  2. Non credo che ci sia al momento una soluzione di lungo periodo per la situazione di Gaza, che come tutti sappiamo ( anche chi non lo vuole sapere )
    é generata sia da Hamas che dall’ orientamento culturale e politico dei Palestinesi.
    Una volta liberata la striscia da Hamas (liberata poi da parte di chi?), chi dovrebbe governare la popolazione di questa striscia?
    L’Egitto, le ONLUS, l’ONU, L’ANP?
    Quest’ultima – insieme all’Egitto- sarebbe la più titolata, ma per farne cosa?
    Forse parte di uno Stato Palestinese con cui non confinerebbe neppure?
    E non sarebbe questo un motivo per pretendere un quota del deserto del Negev-che é territorio israeliano- tagliando in due lo Stato Ebraico?
    La soluzione egiziana-territorialmente più razionale- difficilmente sarebbe accettabile per l’Egitto, che non avrebbe certamente nessuna intenzione di caricarsi sulle spalle un problema di queste dimensioni.
    L’unica soluzione per Gaza sarebbe di continuare a godere di una certa autonomia da spendere in una politica di pacifica convivenza con i vicini.
    Siamo sicuri che quella popolazione possa arrivare a questa determinazione, una volta che Hamas sia stata espulsa dalla striscia?
    Francamente c’é da dubitarne: le stesse organizzazioni umanitarie presenti in quella zona non hanno fatto altro che accreditare in loco la cultura della guerra ad Israele.
    Certo che una soluzione sarebbe meno lontana se la cosiddetta comunità internazionale desse alla “questione palestinese” meno rilievo come sarebbe più opportuno, innanzitutto in ossequio alla realtà delle proporzioni e all’entità dei problemi arabi di quella regione.

  3. Il problema e’ politico e di immagine, se Israele interviene, come dovrebbe fare e sopratutto ha il diritto di fare, i pacifisti ipocriti e tutta la classe politica europea interverrebbero per additare Israele a Stato aggressivo, ora detto questo, Israele e i suoi politici che non devono dimenticare sono in quel posto sia per far progredire lo stato Ebraico, ma soprattutto difendenderlo da chi lo vuole colpire ed eliminare, ora io mi schierò per quello che ha fatto di Israele il top nel campo militare, un attacco decisivo e militarmente pesante contro Hamas a gaza, in modo da eliminare una volta per tutti questa seria minaccia, Israele non ti curar degli insulti delle minaccia da ogni parte che vengano, ma si spietato e duro contro questa banda di terroristi .

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