Israele: la difesa del paese prima degli interessi personali

Un rischio così imminente come quello iraniano non lo affronti con le parole o facendo giochetti politici. Serve responsabilità e un governo nel pieno delle sue funzioni

Per impostazione predefinita RR cerca sempre di non entrare nelle questioni politiche che riguardano Israele.

È una scelta, la nostra, fatta molto tempo fa che punta alla difesa dello Stato Ebraico a prescindere da chi lo governi. Non stiamo con Israele a seconda di chi lo governa, stiamo con Israele sempre.

Perché faccio questa premessa? Perché per la prima volta ci troviamo di fronte a uno stallo politico che sta mettendo in grave pericolo Israele in un momento in cui il pericolo iraniano, un pericolo esistenziale, è più forte che mai.

È il momento delle decisioni importanti e collegiali

Quello che stiamo vivendo in Medio Oriente è un periodo particolarmente insidioso, forse il momento più difficile dai tempi delle guerre con gli arabi.

L’Iran ha accerchiato, letteralmente, Israele. Questo credo che nessuno possa negarlo.

Gli Ayatollah hanno come obiettivo dichiarato quello di attaccare e distruggere lo Stato Ebraico. Anche questo credo nessuno lo possa negare.

E non basta l’accerchiamento che potrebbe scaricare su Israele migliaia di missili al giorno, ora l’Iran ha ripreso in piano il suo programma nucleare tanto che gli esperti della intelligence israeliana prevedono che gli Ayatollah potrebbero testare il primo ordigno atomico entro un anno.

Ora, chiunque capisce che con una situazione del genere quello di cui non c’è assolutamente bisogno è che in Israele ci sia uno stallo politico di questa portata e che dura ormai da diversi mesi.

Ora più che mai allo Stato Ebraico serve un Governo unito che possa prendere decisioni importanti e persino drammatiche sapendo di avere dietro di se tutto il Paese a prescindere dal credo politico.

Ad Israele non servono le ripicche politiche, non servono i giochetti come quello fatto ieri da Netanyahu con la nomina di Bennet al Ministero della Difesa quando dall’altra parte Gantz sta cercando di trovare una quadra per formare un Governo che possa prendere le decisioni necessarie alla difesa del Paese.

Non è più il momento dei giochi politici a salvaguardia degli interessi personali o delle fazioni politiche. L’Iran è a un passo e gli Ayatollah non li fermi con le parole o mantenendo una poltrona.

Non entro nel merito della accuse a Netanyahu o delle eventuali strumentalizzazioni su vicende che solo la magistratura può dirimere.

Tuttavia in questo momento non è nell’interesse di Israele fare il gioco degli Ayatollah non garantendo al Paese un governo forte e nel pieno delle sue capacità.

Un Paese diviso non può garantire quella sicurezza e compattezza che ora più che mai sono necessarie per la sua sopravvivenza.

E se qualcuno deve fare un passo indietro è arrivato il momento di farlo pensando al bene di Israele e non ai propri interessi e tornaconti personali e politici.

Il tempo sta scadendo, i nemici sono letteralmente alle porte, il pericolo è sempre più incombente ogni giorno che passa. Rimanere in questa situazione è un suicidio.