Middle East

Israele: pace con chi? Quando uccidere bambini e ragazzi ebrei rende eroi

Il terrorista palestinese che ha ucciso la piccola Haya Zissel Braun di soli tre mesi qualche settimana fa aveva pubblicato un video nel quale elogiava Marwan Kawasme e Amar Abu Aysha, i due terroristi legati ad Hamas che avevano rapito e ucciso i tre ragazzi israeliani.

Questo infame terrorista, che si chiamava Abdel Rahman al-Shaludi, è stato unanimemente riconosciuto dai palestinesi e dai gruppi filo-palestinesi come un eroe per aver ucciso la piccola neonata israeliana, un “martire” che ha compiuto il suo dovere di buon musulmano uccidendo una ebrea in fasce e cercando di uccidere quanti più ebrei possibile. Su Facebook, anche grazie alla complicità di certi pseudo “attivisti per i Diritti Umani” questo assassino di bambini è diventato una vera celebrità. Il suo video sta facendo il giro del web.

La cosa buffa, che in realtà dovrebbe essere tragica, è che in occidente si continua a chiedere a Israele di fare la pace con queste persone senza però pretendere nulla dalla controparte araba, nemmeno un misero riconoscimento o almeno l’introduzione della parola “pace” in un documento ufficiale. Non solo, il buon occidente finanzia ad ampie mani le prossime guerre che questi “signori” stanno già preparando contro Israele. Sono sempre i soldi occidentali che finanziano le scuole dove ai bambini si impara che uccidere gli ebrei non solo non è peccato ma è un dovere per ogni “buon musulmano”.

Il silenzio che è calato sull’omicidio della piccola Haya Zissel Braun è paragonabile solo a quello che è seguito al massacro di Itamar quando terroristi arabi massacrarono a sangue freddo una intera famiglia, compresi i bambini piccolissimi. Anche allora la stampa occidentale tacque quasi completamente. Anzi, nonostante l’aperta rivendicazione da parte delle Brigate dei martiri di al Aqsa, il braccio armato di Fatah (e quindi della ANP di Abu Mazen) continuarono imperterriti a chiamare queste bestie “interlocutori per la pace”. Ma quale pace? Di cosa stiamo parlando?

Non vorrei che si considerassero i casi dell’omicidio della piccola Haya Zissel Braun e dei tre ragazzi israeliani come casi isolati, frutto della follia di singoli individui fanatici. Non lo sono e per capirlo basta guardare le reazioni sui social network. I palestinesi la pensano tutti così, senza alcuna distinzione. Non ci sono palestinesi buoni e “interlocutori della pace” e palestinesi cattivi. Ci sono solo palestinesi o cosiddetti tali. Prima se ne prende atto è meglio è per tutti. Sono nemici e come tali vanno trattati. E se è vero che la pace si fa con i nemici e altrettanto vero che prima è sempre meglio sconfiggerli, poi si può parlare di pace.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Miriam Bolaffi

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2 Comments

  1. Sempre pronti a scagliare missili e accuse, palestinesi e occidentali, guarda caso, tacciono quando è il momento di parlare. Magari condannando azioni come quella descritta nell’articolo della sig.a Miriam Bolaffi.
    Nonostante i milioni di dollari ricevuti, quei filistei hanno mantenuto e continueranno a mantenere i loro campi profughi per commuovere e dare ai paesi occidentali il pretesto per inviare loro soldi.
    In gran parte delle loro scuole si insegna ad odiare l’occupante, ma Israele se ne è andato da tempo e l’unico occupante è l’ideologia del massacro perpetrato da Hamas.
    Ma i media dell’occidente non dicono nulla in proposito, perché probabilmente le atrocità terroristiche e fanatiche di certi palestinesi non alzano i livelli di audience. Mi viene in mente, che a suo tempo, nemmeno i filosofi tedeschi di 70 anni or sono non dissero nulla contro Hitler, perché non erano al corrente o non conoscevano l’esistenza della “soluzione finale”.
    In Israele si piange ogni vittima innocente, anche quelle che muoiono a Gaza. Mentre a Gaza si danza per le strade quando viene uccisa una neonata, bruciati tre adolescenti, o un missile cade su Tela Aviv o Gerusalemme.
    Per me, l’equazione è sempre la stessa: Israele e Palestina, civiltà e barbarie.
    Buona parte dell’occidente – grasso, ignorante e distratto, parteggia con riflesso pavloviano per Hamas. Figlio di una cultura decadente prende le difese in modo vergognoso per i poveri palestinesi che considerano dei perdenti.
    Ma Hamas non sono dei perdenti: sono dei vili. Il loro leader Mashal vive in Qatar. E dal suo volontario esilio dorato decide di immolare scientemente il suo popolo, lo spinge a sacrificarsi per rafforzarsi politicamente. Non si può giustificare chi rapisce, uccide, colpisce civili, giunge a sacrificare i suoi stessi fratelli, manipola l’informazione per ergersi a vittima sacrificale.
    Non sono vittime. Sono codardi. Della peggior specie: terroristi.

  2. Se il sig. Abbas continua ad invitare alla violenza a colpire i cittadini di Israele, nonostante il larghi aiuti miliardari del Quatar dell’Europa degli Stati Uniti stessi, al governo Israeliano e alla sua leadership, non rimane che prendere una sola iniziativa, già presa a suo tempo da Sharon negli anni indietro dopo diversi attentati contro cittadini civili israeliani inermi
    , di confinare lui e i suoi scagnozzi nel suo palazzo dorato a ramallah ……fin che non si decide veramente a sedersi e parlare di pace, e non istigare alla violenza il suo stesso popolo, altrimenti che ci muoia nel suo palazzo, come tocco al terrorista Arafat che ne uscì dietro permesso di Sharon solo per andare a morire a Parigi , questi signori capiscono solo una cosa, il bastone !!!! non puoi presentarti sempre con i palestinesi di Fatha, si Hamas , hezbollah con un ramoscello di ulivo, sono tutti uguali….vivono per il terrorismo e per l’anniettamwnto fisico del popolo Ebraico, e ora che Netanyahu si prenda le sue responsabilità e dimostri si essere allo stesso piano del mitico Leone Sharon , basta buonismo a Gerusalemme Est, ci doveva essere questo omicidio di questa povera neonata e di diversi civili feriti anche in mio grave per far capire alle autorità che la situazione stava implodere o nella capitale di Israele…..

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