Middle East

Israele sotto attacco. Liberman vuole la “piena occupazione di Gaza”

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Oltre 60 missili sono stati sparati ieri dalla Striscia di Gaza su Israele ma i media occidentali, specialmente le TV (imbarazzante il muro di silenzio di RAI News 24 che si vanta di essere l’unica all news nazionale), nemmeno ne parlano. Probabilmente aspettano una massiccia reazione israeliana per poi gridare alla “violenza” di Israele.

Reazione israeliana che c’è stata anche se mirata. Ben 29 gli obbiettivi terroristici colpiti chirurgicamente dall’aviazione e dalla artiglieria israeliana nella Striscia di Gaza durante la serata di ieri e la notte scorsa. Tuttavia altri due missili sono stati lanciati intorno alle tre di questa notte contro il sud di Israele colpendo l’area di Eshkelon.  Testimoni riferiscono che gran parte della città di Rafah sarebbe senza energia elettrica dopo la reazione dell’aviazione israeliana.

Curioso (ma non troppo) l’atteggiamento tenuto dalle Nazioni Unite. Secondo Al-Jazeera il Segretario Generale dell’Onu avrebbe chiesto “moderazione” ad ambo le parti dopo l’escalation di ieri mentre condanna con molta flemma il massiccio lancio di missili su Israele. Addirittura il leader palestinese Abu Mazen arriva a dichiarare che la reazione israeliana rischia di peggiorare le cose. Dall’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’Onu arriva l’invito a Israele a non mettere in pericolo i civili di Gaza ma nessuna parola sul rischio che corrono 1,5 milioni di israeliani abitanti del sud di Israele. Insomma, secondo questi illuminati Israele non dovrebbe reagire alla pioggia di missili. Minacce da Hamas (ma questo è normale) contro quella che viene definita “l’aggressione israeliana”.

Liberman parla di occupazione di Gaza

E dopo gli attacchi di ieri il Ministro degli Esteri israeliano, Avigdor Liberman, torna a parlare di “piena occupazione della Striscia di Gaza”. Lo riferisce il Jerusalem Post che accenna alla necessità di un “accordo con l’Egitto per una piena occupazione di Gaza”. Liberman ha parlato di “migliaia di missili stoccati a Gaza” e del fatto che “la popolazione del sud di Israele non può continuare a vivere in questo modo, in ostaggio dei terroristi”, e che quindi “bisogna mettere fine a questa situazione”.

Ormai crediamo che sia chiaro a tutti che la Striscia di Gaza è diventata un piccolo Afghanistan nel cuore del Medio Oriente, un luogo dove convivono diversi gruppi terroristici e dove avanza sempre di più la filosofia qaedista. Né Israele né l’Egitto possono permettere che ciò avvenga.

Naturalmente una eventualità come quella prospettata da Liberman scatenerebbe infinite reazioni di condanna internazionali che però non ci sono quando i terroristi lanciano decine di missili contro la popolazione civile di Israele. Per cui è arrivato il momento che Israele pensi veramente alla sicurezza della sua popolazione del sud e per farlo occorre prendere decisioni coraggiose e impopolari.

Noemi Cabitza

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28 Comments

    1. massì, lasciamoli fare questi poveri terroristi, in fondo come direbbe la neo ministra degli Esteri “mica tirano missili per uccidere, lo fanno per dimostrare che sono vivi”

      1. e tanto che questi “personaggi” blaterano impropriamente di “OKKUPAZIONE”, almeno gliene diamo una seria e VERA di cui parlare

  1. Si distrugge un obiettivo per ogni missile, senza occupazioni nè massacri. A parte che un’occupazione di terra sarebbe uno stillicidio anche per gli israeliani. E la collaborazione dell’Egitto se la possono scordare: se alSisi si alleasse con Israele contro i palestinesi finirebbe in pasto ai coccodrilli del Nilo.

    1. agli egiziani non frega un ca..o dei palestinesi come del resto a tutto il mondo arabo. Al-Sisi gli islamisti ce li ha già contro e di fatto collabora già con Israele. Solo un fesso non lo capirebbe. In ogni caso non credo che Liberman intendesse un coinvolgimento dell’esercito egiziano (che ha già le sue rogne nel Sinai con la Jihad Islamica) ma un “tacito consenso”.
      In merito al colpire un obbiettivo per ogni missile è una tecnica che Israele porta avanti da anni ma a quanto pare non sembra funzionare. Ci vuole una cura radicale e definitiva. E pure gli egiziani sono stufi di Hamas, mi sembra che lo abbiano dimostrato ampiamente

      1. Questo vale forse per i governi, non certo per le masse. E un governo che ha già i suoi bei problemi di legittimazione, che è avversato da una parte della popolazione egiziana, l’ultima cosa di cui avrebbe bisogno è attaccare Gaza in concerto con Israele.

        1. avversato da una piccola parte della popolazione egiziana, a quanto sembra la gran massa degli egiziani sono con Al-Sisi.
          Guarda che nel mondo arabo in tantissimi si stanno svegliano e non credono più alla favoletta che Israele sia la madre di tutte le beghe del mondo ma che piuttosto l’islam abbia la necessità di modernizzarsi e di evolvere. Certo, gente come la Fratellanza Musulmana che può puntare al potere solo tenendo la gente soggiogata e ignorante farà di tutto perché questa evoluzione non avvenga, ma qualche segnale finalmente si vede

          1. Ma quale segnale? Tempo fa a Sidone un piccolo commerciante rischiò il linciaggio perchè vendeva prodotti made in Israel

          2. Ed è proprio questo il punto: già è osteggiato da una parte della popolazione, se attaccasse Gaza a quella minoranza si unirebbero milioni di persone. Magari mi sbaglio, ma non può proprio permetterselo. I dittatori possono avere tutta la capacità di fuoco che vogliono, ma se non hanno il supporto delle masse non durano a lungo.

  2. Hamas deve essere arrivata alla frutta.
    Dopo la distruzione dei tunnel da parte egiziana é ancora più isolata e ha perso definitivamente anche i proventi sul contrabbando.
    Con questo attacco cerca di creare un diversivo per compattare la popolazione , avere un po’ di morti e su questi creare la solita grancassa mediatica per ottenere- con pressioni esterne- un allentamento del blocco.
    Credo che la migliore reazione debba evitare il più possibile il conseguimento di questi obiettivi.
    Sembra che un alto numero di missili non sia nemmeno arrivato in Israele.
    Se é così, é una buona notizia, che conferma soprattutto che gli obiettivi principali dell’attacco non sono di natura militare, ma politica.
    E conferma pure che il modo migliore per contrastare Hamas sia di impedire il suo riarmo.
    La riconquista militare di Gaza da parte di Israele ha un vantaggio politico solo se fatta in accordo con l’Egitto, cosa alquanto improbabile se non impossibile.
    La necessità vitale di Hamas é creare attenzione.
    L’attenzione si crea in questo caso soprattutto con i morti.
    Più agisce in modo “irrazionale” e danneggia la popolazione, più appoggio ottiene dall’esterno con la scusa della “disperazione” e balle propagandistiche del genere.
    E’ una buona notizia, a mio avviso, che per il momento non si ha notizia di morti.
    Può sembrare il colmo che sia proprio Israele a dover risparmiare la vita dei suoi nemici, ma secondo me , questo é in questo momento l’interesse di Israele, che meno morti fa più vantaggio ne ottiene, in quanto nega il vantaggio dei morti ad Hamas.
    Naturalmente a certe condizioni.
    Che poi un ‘organizzazione terrorista possa trarre vantaggio morale mediatico dai morti che causa con le sue azioni soprattutto tra le sue fila , questo riguarda il suo tipico profilo immorale , nonché quello dei suoi supporters internazionali.

    1. mah, forse io sarò radicale ma credo che l’unico modo di contrastare Hamas sia quello di farlo fuori. Che poi non è detta che il problema sia Hamas. I lanci di ieri sono stati rivendicati dalla Jihad Islamica. Il problema secondo me è un’altro. Gaza sta diventando una base di Al Qaeda e questo non lo possono permettere né Israele né tantomeno l’Egitto. Al-Sisi potrebbe sorprendere tutti

    1. Non ho capito il senso della domanda. Cmq voi pensate che l’Egitto possa attaccare Gaza, io penso che sia più facile che la NASA colonizzi Marte entro quest’anno.
      Vi ricordo che un anno fa eravate tutti sicurissimi che Israele avrebbe attaccato l’Iran nel giro di mesi se non gg, e io cercavo di spiegare che non sarebbe successo attirandomi le critiche e perfino lo scherno di alcuni commentatori.
      Vedremo pure a sto giro chi ha ragione.

      1. siamo sempre convinti che Israele attaccherà l’Iran. Non ha scelta. E comunque nessuno è infallibile (specie in Medio Oriente) quindi prendiamo atto della tua opinione. Ma, siccome qualche informazione dall’Egitto ce l’abbiamo, ti diciamo che non è tutto bianco o tutto nero e che un semplice episodio di intolleranza non determina la politica di un intero governo, che comunque (volenti o nolenti) collabora già con Israele. Poi lo si può dire sottovoce o sottacerlo, ma questo è

        1. Sembrate i giapponesi delle isole del Pacifico. Non vi sarà nessuna guerra in Iran. Per fortuna

    1. E in che cosa consisterà mai la mediazione dell’Egitto?
      Qualcuno , l’Egitto o Israele, darà qualcosa alla jihad perché cessi il lancio di razzi?
      Non é escluso che questa mediazione sia puramente inventata per coprire il buco nell’acqua che hanno fatto con questi lanci.
      E’ evidente infatti che la jihad non dispone attualmente di missili simili a quelli sequestrati di recente da Israele in mare aperto e non credo che l’Egitto voglia dare respiro in qualche modo a questa organizzazione.

  3. No dai tornando a qualcosa di serio ! Allora ,tutto cio che sta succedendo in questi ultimi 10 gg ha a che fare con le decisioni prese il 28febbraio ? Lo sconsiglio che la germania ha diramato solo per la zona Sinai post meeting con Israele ? Non ci vedo chiaro.. ps:.Purtroppo non vi posso parlare in privato perche’ mi hanno bloccato la messaggeria pvt ! Se avete tempo o qui o in comnenti !

      1. Sono alle prese su mettere in dubbio cio’ che gli altri danno per scontato.Nel senso ,è molto logico dire che il supporto pro fatellanza da parte dell’europa esiste percui ha ricondannato l’egitto mettendo un bello sconsiglio in Sinai di nuovo il 28febbraio.
        Siccome non riesco mai ad accettare prese di posizione dettate dalla politica , sono ancora qui a chiedermi perche’ ..Perche’ la Sig Tedesca si è svegliata il 28 febb ,giorno apparentemente come gli altri ed ha deciso che tutti i suoi cittadini, ospiti in zona Sinai (comprese localita’ come Ssh Taba Dahab )ritornassero in Patria .Logicamente lo sconsiglio si è esteso a macchia d’olio.Tutti coloro di lingua tedesca sono stati fatti rientrare (olanda,svizzera ,austria ) e a loro è stato messo il divieto di venire in vacanza ,congelando nuovamente ogni entrata di soldi a coloro che lavorano nel turismo. l’Italia ha seguito la germania mentre francia ,inghilterra e tuto il resto sono liberi di andare ovunque ! Queste strategie mi confondono un po’ e fatico a capire perche’ ? questo era quanto continua a non essermi chiaro ,molto probabilmente perche’ sono la persona piu ignorante che esista .

        1. Come sempre dalla fretta non ho riletto e mi scuso degli errori di grammatica ,pensavo potessi correggerli a posteriori.scusate err corr fratellanza /tutto ..
          grazie ancora di tutto e del potermi relazionare con chi gli eventi meli spiega.

          ps ma ci rendiamo conto che danno immondo è mettere uno sconsiglio prima delle vacanze pasquali ,ad un paese che gia’ fatica a riprendersi ? anche solo se è in zona Sinai !
          So bene che lo sconsiglio è solo una misura di sicurezza ,si sconsiglia di ..che è diverso da ; si vieta di ..
          ma ci sono norme che scattano nel momento in cui si dirama uno sconsiglio ed una di queste in particolare che interessa noi nel turismo è che le assicurazioni non rispondono piu’ di niente.
          ecco ho finito di completare il mi dubbio Amletico,il mio sfogo e il mio disappunto …grazie a voi se mi risp

          1. Tiziana, consigliare in gergo politico significa vietare perché presuppone che quei cittadini non avranno il sostegno consolare in caso di problemi. La cosa poi viene amplificata quando ci sono di mezzo le agenzie di viaggio. E’ una porcata di cui non eravamo a conoscenza (grazie) e che approfondiremo con la massima attenzione. In ogni caso abbiamo l’impressione che si voglia tenere l’Egitto al guinzaglio e siccome non ci sono riusciti per mezzo della Fratellanza Musulmana cercano di farlo diversamente.

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