Middle East

Israele: volontaria italiana del ISM ferita in West Bank

Si chiamerebbe Giulia (il cognome non ci è noto) la volontaria italiana del ISM colpita oggi durante le manifestazioni palestinesi nella West Bank. Lo riferisce il sito web delle Brigate Ezzedeen Al-Qassam.

Secondo quanto viene riportato dal sito vicino ai terroristi di Hamas, la ragazza sarebbe stata colpita da un proiettile probabilmente di gomma vicino all’occhio sinistro mentre riprendeva gli scontri.

«Stavo in piedi al lato della strada – ha detto Giulia al sito di Hamas – per riprendere l’esercito (israeliano n.d.r.) mentre sparava lacrimogeni e gas contro i manifestanti, quando ho sentito i proiettili che mi colpivano, uno alla testa e uno alla gamba. Poi ho visto solo sangue.»

La ragazza, sempre secondo il sito di Hamas, sarebbe stata portata al Ramallah Hospital per ricevere le cure necessarie e alcuni punti di sutura.

Al momento in cui scriviamo non ci è dato sapere se la notizia abbia o meno un fondamento. Il Consolato italiano a Gerusalemme non sarebbe stato informato di alcun incidente quindi non sappiamo se si tratta dell’ennesimo caso in cui un “volontario” italiano sia in cerca di facile pubblicità.

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5 Comments

  1. Aspettando conferma del ferimento della ragazza italiana da parte dell’esercito israeliano, propenderei che a causare il ferimento sia stato un sasso lanciato dai suoi amici palestinesi. Nel caso sia stata una pallottola di gomma, forse la ragazza non era proprio in disparte rispetto i dimostranti…..

    1. Il console italiano è stato informato di quanto accaduto e il fatto che voi non ne siate informati non vi da il diritto di fare “informazione” a modo vostro con supposizioni ridicole del tipo ” il volontario in cerca di facile pubblicità”. Riguardo a Guido, aspettare che l’esercito israeliano dia conferma di aver violato i diritti umani di qualcuno equivale ad aspettare che Atlantide emerga dalle acque e il fondare il proprio giudizio nel responso dell’esercito di uno stato coloniale già fa capire il livello… i palestinesi non hanno nessun motivo di voler colpire persone che tutelano i loro diritti e per finire la ragazza era proprio in disparte e semplicemente i cecchini hanno mirato agli attivisti internazionali.

      1. nel momento in cui scriviamo (quindi anche ora) non risulatano esserci cittadini italiani che abbiano chiesto assistenza al Consolato italiano di Gerusalemme, e questo è un dato di fatto. Se poi vogliamo dire altre cose è un’altra faccenda. Chi ha avvisato il Console italiano di quanto successo e quando lo ha fatto? Se ci da qualche riferimento magari possiamo controllare meglio.

  2. Se non ho letto male, la volontaria italiana “stava riprendendo l’esercito israeliano mentre sparava lacrimogeni”, eccetera eccetera.
    Io credo, magari mi sbaglio, che questi volontari e attivisti arrivino a Gaza e dintorni per impegnarsi a livello umanitario coi pescatori, coi contadini, e paramedici per aiutarli e raccontare come vivono e muoiono i cittadini palestinesi per difendersi dai quotidiani “attacchi” dell’esercito israeliano.
    Credo, e ripeto, magari mi sbaglio, che l’intenzione di questi volontari sia di rimarcare l’assenza di umanità (secondo loro) degli israeliani che nel bel mezzo di una manifestazione, comincino a sparare proiettili di gomma.
    Ora. A coloro che continuano a ripetere che la pace si fa coi nemici, mi permetto di suggerire di andare ‘loro’ a trattare con questi nemici (e non si illudano di cavarsela col fatto che per loro non sono affatto nemici bensì amici amatissimi): anche Juliano Mer-Khamis e Arrigoni gli avevano venduto il corpo e l’anima, e non gli è andata meglio che a qualsiasi sionista colono invasore occupante predatore estremista eccetera eccetera.
    Restiamo umani. Era lo slogan della banda di Arrigoni. Quando l’ho letto per la prima volta mi è venuto freddo. E mi è venuta alla mente la frase di quel pezzo grosso nazista – non ricordo il nome – il quale aveva detto, parole sue: “Il miracolo è che abbiamo potuto fare questo e restare umani”.
    Ovviamente, il “questo” era riferito allo sterminio di massa degli ebrei.
    Non male per un attivista di Peace Reporter che ha fatto del motto Stay Human! la sua sigla.
    Dunque. Cosa dicevo? Ah, restiamo umani, per l’appunto.
    Chi conosceva Arrigoni e la sua banda, sa che il suo concetto di umanità era esattamente lo stesso: odio anti ebraico senza limiti, complicità attiva coi prosecutori dell’opera di Hitler.
    Naturalmente non è che per tutto questo Arrigoni meritasse di morire, o che la Giulia dell’articolo di RR meritasse di essere ferita, no, sia ben chiaro. Ma per favore, smettiamo di spacciarli per attivisti dei diritti umani, smettiamo di spacciarli per santi al servizio delle vittime, smettiamo di farli passare per eroi o martiri. E soprattutto, smettiamo di ignorare chi siano i loro veri assassini.

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