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Jihad Islamica: «l’attacco a Israele è stato solo l’inizio»

Il capo della Jihad Islamica palestinese rilascia una intervista alla TV di Hezbollah nella quale garantisce che la recente escalation con Israele è stata solo una “esercitazione” e che presto si scatenerà l’inferno

Il capo della Jihad Islamica palestinese, Ziad al-Nakhaleh

Questa mattina il segretario generale della Jihad Islamica palestinese, Ziad al-Nakhaleh, intervistato dalla TV libanese al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, ha detto di aspettarsi una grande guerra con Israele nei prossimi mesi e che l’attacco dei giorni scorsi è stato solo l’inizio, una specie di esercitazione.

«L’ultima escalation è stata solo un’esercitazione in preparazione alla grande campagna che sta arrivando» ha detto al-Nakhaleh nell’intervista.

Il capo della Jihad Islamica palestinese, un gruppo terrorista con base a Gaza direttamente al soldo dell’Iran, ha ricordato che sia la Jihad Islamica che Hamas hanno giurato di distruggere Israele e che intendono mantenere il giuramento.

Ziad al-Nakhaleh racconta che la decisione di attaccare Israele è stata presa in accordo con Hamas proprio mentre i delegati dei due gruppi terroristici erano in Egitto per discutere di una tregua a lungo termine con Israele, decisione che avrebbe scatenato l’ira degli egiziani.

«Agli egiziani non è piaciuto il fatto che l’escalation fosse iniziata mentre eravamo al Cairo. Ma io e Yahya Sinwar (il capo di Hamas a Gaza n.d.r.) abbiamo deciso di continuare comunque l’escalation» ha aggiunto il capo terrorista con una certa soddisfazione.

«Tra noi ed Hamas c’è accordo su tutto» ha poi aggiunto al-Nakhaleh confermando il patto di ferro tra i terroristi che fanno capo alla Fratellanza Musulmana (Hamas) e quelli che fanno capo all’Iran (Jihad Islamica).

E’ indicativo che la prima intervista del capo della Jihad Islamica palestinese dopo l’escalation dei giorni scorsi sia stata rilasciata ad una TV che fa capo ad Hezbollah in quanto conferma i timori più volte espressi dal Premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dell’esistenza di un asse tra Gaza, Teheran e il Libano volto a impegnare Israele su più fronti usando i proxy regionali dell’Iran e i gruppi terroristici palestinesi.

«Quello che avete visto è solo l’inizio» ha ribadito Ziad al-Nakhaleh. «Siamo in grado di colpire qualsiasi città israeliana con migliaia di missili e presto lo vedrete» ha concluso il capo terrorista.

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