La proposta egiziana su Gaza che mette sotto scacco Hamas

Povertà a Gaza

Smilitarizzare la Striscia di Gaza lasciando solo le armi leggere in uso alle forse di sicurezza in cambio del sollevamento del blocco israeliano.

E’ questa la proposta egiziana presentata nei giorni scorsi a tutte le parti in causa e che ha trovato d’accordo gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e persino il Qatar.

A riferirlo è un rapporto pubblicato nella versione cartacea del quotidiano Israel Hayom il quale cita come fonte «alti funzionari egiziani», rapporto poi confermato anche da fonti israeliane e arabe.

Secondo il rapporto la smilitarizzazione della Striscia di Gaza dovrebbe avvenire nell’arco di qualche anno ( da tre a cinque) e dovrebbe essere controllata da forze esterne (ma non è chiaro chi sarebbero).

In cambio Israele solleverebbe completamente il blocco imposto su Gaza mentre partirebbero importanti opere infrastrutturali volte a portare sollievo alla popolazione e a rilanciare l’economia della Striscia di Gaza che rimarrebbe sotto il controllo di Hamas.

Come detto, Stati Uniti, Arabia Saudita e Qatar sosterrebbero la proposta egiziana mentre Israele non sarebbe fondamentalmente contrario pur sollevando qualche dubbio di tipo pratico, come per esempio su chi e in che modo dovrebbe controllare l’effettiva smilitarizzazione di Gaza o sulla opportunità di lasciare Hamas alla guida dell’enclave palestinese.

Contrari invece gli arabo-palestinesi della Autorità Nazionale Palestinese che vedono in questa proposta un modo di dividere ulteriormente il territorio cosiddetto “palestinese” in quanto di fatto proseguirebbe la divisione tra le terre arabe in Giudea e Samaria e quelle nella Striscia di Gaza affossando di fatto e in maniera definitiva la soluzione a due stati.

Poco convinti anche i terroristi di Hamas che accettando la proposta egiziana dovrebbero abbandonare la lotta armata contro Israele e, soprattutto, dovrebbero espellere da Gaza tutta la galassia di gruppi e gruppuscoli terroristici che la infestano, a partire dalla sempre più potente Jihad Islamica (legata all’Iran) fino ai gruppi salafiti legati alla Fratellanza Musulmana e allo Stato Islamico.

Tuttavia i leader di Hamas si rendono conto di essere ad un bivio: o accettano la proposta egiziana o affrontano la montante rabbia popolare e, soprattutto, un cambio di strategia da parte di Israele che tutto sommato fino ad oggi ha risposto in modo abbastanza soft alla miriade di provocazioni che sono partite dalla Striscia di Gaza.

Cosa decideranno i boss di Hamas? Mantenere il potere abbandonando però la lotta armata contro Israele oppure decideranno di andare allo sbaraglio rischiando di essere annientati per sempre?