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Società e cronaca

La UE finanzia ancora il Movimento BDS. Scontro con Israele

Nuova lite tra il Governo israeliano e l’Unione Europea sul sostegno al Movimento BDS

Tra il 2017 e il 2018 la UE ha devoluto oltre cinque milioni di euro a organizzazioni collegate al Movimento BDS (boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele, in inglese, Boycott, Divestment and Sanctions against Israel).

Nonostante gli impegni presi in merito al fatto che la UE avrebbe monitorato con attenzione a chi andavano i suoi finanziamenti e che non avrebbe finanziato movimenti che istigano all’odio contro Israele, negli ultimi due anni ha continuato imperterrita a finanziare indirettamente il Movimento BDS.

Nello specifico l’Unione Europea ha erogato oltre cinque milioni di euro a 10 organizzazioni palestinesi legate direttamente al Movimento BDS, tra le quali troviamo le famigerate Al-Haq, che ha ricevuto 297.000 euro e Al Mezan Center for Human Rights che ha ricevuto la bellezza di 450.000 euro.

Al-Haq, con sede a Ramallah, lavora con una serie di organizzazioni europee per promuovere il boicottaggio contro Israele e opera su diversi fronti per danneggiare e delegittimare lo Stato Ebraico. Secondo il Ministero degli affari strategici di Israele ha legami molto stretti con elementi legati al terrorismo.

Al Mezan Center for Human Rights è basata a Gaza e opera su diversi fronti per promuovere il boicottaggio e la delegittimazione di Israele ed è legata ad Hamas.

Circa sei mesi fa il Ministero degli affari strategici ha pubblicato uno studio approfondito che dettagliava e analizzava i finanziamenti della UE verso le organizzazioni anti-israeliane legate al Movimento BDS relative al 2016.

Federica Mogherini

Da quello studio ne nacque una diverbio tra il ministro degli affari strategici Gilad Erdan e Federica Mogherini la quale sostenne che non si poteva equiparare il Movimento BDS al terrorismo.

La Mogherini respinse sdegnata le accuse secondo le quali finanziando questi gruppi legati al Movimento BDS di fatto la UE sosteneva il terrorismo. Tuttavia si impegnò a controllare la destinazione finale dei fondi erogati dalla UE.

Ora questo nuovo rapporto redatto ancora dal Ministero degli affari strategici smentisce Federica Mogherini e conferma che l’Unione Europea non solo non controlla la destinazione finale dei fondi erogati ma che attraverso organizzazioni collegate continua a finanziare il boicottaggio e la delegittimazione di Israele.

Alla luce delle conclusioni dell’ultimo rapporto, il Ministro Erdan ha esortato Federica Mogherini a porre fine alla dualità della politica dell’Unione Europea che ufficialmente si oppone al Movimento BDS ma che, con il trucco, continua imperterrita a finanziarlo.

«È giunto il momento per la UE di iniziare un profondo riesame delle sue politiche», ha detto Erdan. «Invece di nascondersi dietro dichiarazioni vuote, l’Unione europea deve attuare la propria politica dichiarata e cessare immediatamente il finanziamento di quelle organizzazioni che promuovono il boicottaggio contro lo Stato di Israele» ha concluso il Ministro israeliano.

A stretto giro di posta è arrivata la risposta della UE attraverso la sua delegazione in Israele la quale sostiene che secondo la relazione della Corte dei Conti i finanziamenti della UE destinati alle ONG palestinesi (cinque milioni di euro) sono trasparenti e conformi agli standard internazionali negando quindi che quei fondi vadano ad alimentare il boicottaggio e la delegittimazione di Israele.

Secondo la UE va contrastato l’isolamento di Israele ma non si può andare contro la libertà di espressione, come se il boicottaggio e la delegittimazione di uno Stato democratico non fosse altro che una mera espressione di opinione quando il vero obiettivo dichiarato del Movimento BDS altro non è che la fine di Israele.

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