Middle East

Lettera aperta a chi manifesta per la Palestina

Manifestare liberamente e pacificamente (e sottolineo pacificamente) è un Diritto di qualsiasi cittadino europeo. Come era ampiamente prevedibile e previsto al primo accenno di reazione israeliana il movimento pacivendolo si è scatenato un po’ in tutta Europa riempiendo le piazze per manifestare solidarietà verso i palestinesi “aggrediti dagli israeliani cattivi” e spesso (molto spesso) odio verso Israele più che solidarietà verso i palestinesi. Quello che noi vorremmo chiedervi è: ma sapete per chi o per cosa manifestate?

Dando per scontato che tra chi manifesta per la Palestina ci sia anche chi lo fa in buona fede, magari perché poco informato, quello che ci appare chiaro è che la maggioranza di coloro che dicono di volere il bene del popolo palestinese vogliano in affetti il bene di Hamas e di conseguenza la distruzione di Israele come da statuto del gruppo terrorista. Vorremmo quindi rivolgerci a coloro che tengono veramente ai palestinesi e non a sostenere un gruppo terrorista come Hamas, perché, cari amici, non è la stessa cosa.

Vi hanno detto che la guerra a Gaza è iniziata per iniziativa di Israele e/o per vendetta per l’uccisione di tre giovani ragazzi israeliani. Non è vero. La guerra a Gaza è iniziata perché da mesi i terroristi di Hamas e della Jihad Islamica lanciano decine e decine di missili contro la popolazione civile del sud di Israele. Non contro obbiettivi militari o contro depositi di armi israeliane, contro la popolazione civile. Dopo mesi in cui si è tentato di risolvere tutto con la calma è diventato impossibile per Israele non reagire (sottolineo reagire). E quando pochi giorni fa è stata proposta una tregua Israele l’ha accettata mentre Hamas, infischiandosene dei civili, l’ha rifiutata continuando a lanciare missili anche quando Israele aveva sospeso ogni attività. Anche durante la tregua umanitaria Hamas ha lanciato i suoi missili.

Vi dicono che a Gaza i civili muoiono mentre in Israele no. Ogni minuto vi tartassano con il conto dei morti palestinesi a causa “della aggressione israeliana” (la reazione di cui sopra). E’ vero, c’è una enorme disparità tra il numero dei morti a Gaza e quello in Israele, ma c’è un motivo preciso per questo, un motivo che gli amici di Hamas si guardano bene dal dirvi: Israele usa le armi per proteggere la sua popolazione, Hamas usa la sua popolazione per difendere le armi e se stesso. C’è una enorme differenza tra le due cose e questa differenza genera quella disparità su cui tanto battono gli amici di Hamas. Israele prima di bombardare avvisa i residenti di lasciare l’area, Hamas li costringe a rimanere. Vi diranno che li convincono, non ci credete, sono costretti perché ogni morto civile è una vittoria per Hamas (come disse qualche anno fa Khaled Meshaal). Il sangue di quei morti è tutto nelle mani di Hamas.

Vi dicono che Gaza vive da anni un vero e proprio assedio. Vi parlano delle terribili condizioni di vita in cui versano i palestinesi di Gaza. Ma non vi dicono che secondo il quotidiano arabo Asharq Al-Awsat a Gaza ci sono almeno 600 milionari, che i boss di Hamas vivono nel lusso più sfrenato, che prima che l’Egitto chiudesse il valico di Rafah ogni giorno entravano a Gaza decine di macchine di lusso. E’ vero, queste cose non riguardano la maggioranza della popolazione ma riguardano Hamas, quello che voi state difendendo. Perché non vi parlano degli oltre 20 miliardi di dollari destinati dalla comunità internazionale a Gaza (fonti UE e FMI) ma dei quali si è persa ogni traccia? Chi li ha presi dato che i progetti a cui erano destinati (desalinatori, infrastrutture basilari come le fognature, centrali elettriche ecc. ecc.) non sono mai stati implementati? Perché non vi parlano del pizzo che Hamas pretende su tutto, compreso gli aiuti umanitari? E qualcuno vi ha mai detto che il 95% degli aiuti umanitari per Gaza arriva da Israele? Qualcuno vi ha detto che la centrale elettrica di Gaza funziona grazie al carburante fornito da Israele? E allora, chi tiene in ostaggio la Striscia di Gaza, Hamas oppure Israele?

Qualcuno vi ha mai detto che la Cisgiordania libera da Hamas cresce a livelli superiori a quelli di un qualsiasi paese occidentale nonostante la corruzione in seno alla ANP? Qualcuno vi ha detto che oltre 150.000 palestinesi della West Bank libera da Hamas lavora in Israele? Qualcuno vi ha mai detto che ogni anno oltre 180.000 palestinesi vengono curati gratuitamente in Israele? Se la Cisgiordania libera da Hamas ha tutte queste possibilità, perché Gaza non può averle? Ve lo domandate mai?

Cari amici che manifestate per i palestinesi, lo fate veramente per loro oppure manifestate a favore di Hamas? Lo fate perché credete che un giorno ci possa e ci debba essere pace, due popoli in due Stati, oppure lo fate perché odiate Israele e lo vorreste vedere cancellato dalle mappe? Se manifestate per i palestinesi allora iniziate a chiedere loro di liberarsi di Hamas, la base di tutti i loro problemi. Se invece manifestate per Hamas non andate in giro a dire che lo fate per i palestinesi perché state sostenendo il peggior nemico della Palestina e dei palestinesi.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sonia G.

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41 Comments

    1. qualcuno diceva: ” tra l’aver torto o l’avere ragione, scegli di essere gentile”.
      Ritengo che continuare a trovare le proprie buone ragioni per sostenere una parte o l’altra, sia parte del problema.
      Chi se ne frega quando è iniziato, perchè, chi è più legittimato a sparare quando stiamo parlando di umani che hanno diritto a vivere?
      Parliamo di bambini che nulla hanno a che vedere con le perversioni egoiche dei grandi e, personalmente, non me ne frega niente di sapere la storia del conflitto, mi interessa creare ponti di risoluzione…. ma questa società funziona così: o sei nero o sei bianco….le 50 sfumature di grigio le vedono solo in altri contesti.
      Cerchiamo di uscire da questa logica che tende a trovare sempre il buono o il cattivo e ad indurci a scegliere una posizione o l’altra: andiamo oltre e focalizziamo l’obiettivo sulla pace, non sull’avere ragione!

      1. @Roberta
        La soluzione c’è ed è una sola: la fine dell’odio. Punto.

        Ecco perché detesto quella roba che i pennivendoli di ogni dove chiamano “Processo di Pace”. Ma perdio! Se proprio avete ‘sta fissa dei “processi”, processiamo l’odio, no? A quei dannatissimi quanto inutili (nonché costosissimi) negoziati mandateci chi fomenta l‘odio e lasciateli sfogare. Le parole non ammazzano nessuno, lasciateli parlare, lasciateli insultare, che si sappia come la pensano! Ma abbiate il coraggio di far conoscere a tutti quel pensiero per quanto disgustoso possa essere e trasmettetelo in ogni dove senza censure. Non come ora che permettete che degli schifosi (non mi viene altro termine) vi diano istruzioni precise su cosa far sapere e finanche come trasmetterlo! A qualcuno sanguineranno le orecchie? Tanta gente piangerà, si spaventerà, avrà problemi d’insonnia e Dio sa che altro? Lo cureremo! Ma processiamo l’odio non la Pace. Quella ci serve.

        Il problema è uno solo: come si arriva a questo?

  1. Solito giochino, se contesti lo politica dello stato di Israele sei nella migliore delle ipotesi uno stolto disinformato, oppure un antisemita che agisce nell’ombra. Personalmente considero Hamas un gruppo di terroristi, pronti a sacrificare le stesse persone che dicono di voler proteggere. Sono fermamente convinto che il processo di pace non può andare avanti se una banda di fanatici continuerà a rappresentare i palestinesi. Resta il fatto che oggi tante persone protestano, perché vedono ogni giorno morire donne e bambini. Soprattutto vedono uno stato che si dice civile e democratico, massacrare civili che non hanno nessuna colpa.

    1. e di chi è la colpa di tutti quei morti Fabrizio? Di chi costringe l’altro a reagire (Hamas) o di chi reagisce? Qui non si tratta di contestare o meno la politica di Israele, si tratta di avere l’onesta morale di dire “la colpa è di Hamas” e che “Gaza è in ostaggio di Hamas“. Punto.

    2. Perché per i MILIONI di morti in Siria non manifesta nessuno? Perché ancora oggi, a 70 anni di distanza, l’odio incondizionato per un’intera popolazione, quella ebraica, esiste. Hitler ed il nazismo hanno lasciato più tracce e conseguenze di quanto ci si possa immaginare. La maggiorparte delle persone non protestano PER i palestinesi, protestano CONTRO Israele. Il motivo ufficiale é più una scusa che un ideale. Israele é l’unica democrazia del medio oriente, se smettesse di difendere la propria sovranità ed il proprio popolo verrebbe rasa al suolo in un batter d’occhio e gli ebrei dovrebbero tornare ad emigrare in giro per il mondo. Vogliamo che la storia si ripeta? Io no. L’odio incondizionato per la popolazione ebraica non può e non deve diventare una filosofia di vita.

  2. Non accetto la definizione di pacevendoli e non contrappongo quella di guerravendoli perché, così facendo, mi metterei al di fuori della ricerca di verità che, a mio modo di sentire e pensare. deve caratterizzare ogni operatore di pace, pace che non può prescindere dalla giustizia. Voglio soltanto dire che una cosa è la polemica e altro è la discussione. Una cosa sono le personali temporanee convinzioni altro la prepotenza di mettere dei punti alle stesse e alle personali temporanee convinzioni degli altri. Così non si dialoga, non si accetta il confronto, non si rispetta il contraddittore.
    Franco

    1. Io non credo che la verità sia una teoria da ricercare e che la giustizia sia una “concretezza” già pronta per essere realizzata e che magari qualcuno rifiuti di realizzare.
      Credo che entrambe abbiano bisogno di una ricerca, che necessariamente richiede la buona fede.
      Mi sembra che la verità che si può ricercare non sia quella di alcuni filosofi che sconfinano nella metafisica: la cosiddetta epistème , intesa come conoscenza incontrovertibile.
      La verità che si può ricercare é quella riscontrabile dai dati di realtà e assomiglia al concetto di realtà così come appare ed é interpretabile – almeno provvisoriamente – con una conoscenza esistente.
      Ma i dati di realtà sono molteplici e non si può evitare di farne una selezione secondo determinati e chiari punti di vista e secondo determinati nessi di causa-effetto.
      Piuttosto che discutere – verbo aggressivo -forse servirebbe di più dibattere.
      Per dibattere seriamente bisogna però operare anche altre distinzioni.
      Un conto sono le cose così come sono e un altro conto sono le cose così come “dovrebbero” essere .
      Le due cose hanno una loro autonomia e non sono derivabili l’una dall’altra se non attraverso
      un atto di fede oppure di volontà morale.
      Quante cose dovrebbero essere condivise tra coloro che dibattono!
      Dalla buona fede alla chiarezza di opportune distinzioni, allo stesso possesso di informazioni fondamentali, allo stesso uso dei nessi causali.
      Ed inoltre allo stesso concetto di verità che può avere per alcuni un valore di descrizione fedele del campo di indagine oppure un valore trasformativo che implica l’intervento per cambiare la realtà secondo scopi predefiniti da una scelta personale.
      Un conto é se c’é una aprioristica empatia per qualcuno piuttosto che per qualcun altro, e un conto é se se ne fa a meno.
      Il discorso sarebbe interminabile , come tutti i discorsi, che si possono troncare soltanto sulla base del presupposto che l’interlocutore capisca quello che si dice , comprendendo anche quello che non si dice, non per disonestà, ma per impossibilità di dire tutto.
      Piccolo suggerimento personale per dibattere:
      domandarsi se le scelte che i soggetti in conflitto operano sono evitabili e quindi frutto di libertà o se hanno il carattere della necessità.
      Aveva tutta questa necessità Hamas di scatenare questa guerra lanciando missili sulle città israeliane ? Oppure questa tesi non é vera?
      E qualora fosse vera, esiste una necessità condivisibile per questa scelta?
      Qualcuno senz’altro condivide.
      Bisogna però vedere se poi esprime questa condivisione con la necessaria chiarezza e onestà, tenendo conto che non si può tenere il piede in due scarpe:
      approvare da un lato l’uccisione di persone che si scelto di considerare nemici e dall’altro chiamare tutti a deplorare l’uccisione dei propri amici come un crimine contro l’umanità.
      Lo stesso vale per chi crede che la guerra non sia stata scatenata da Hamas, ma da Israele.
      Anche per costui vale la regola di attenersi ai fatti riscontrabili e non ad attribuzione di intenzioni indimostrabili e comunque opinabili.
      Inoltre:
      con quale criterio si misura la proporzionalità di una risposta militare?
      E così via

  3. da omosessuale, aggiungo a questo articolo una considerazione per le tante, troppe persone di sinistra che manifestano contro Israele: ma vi rendete conto che manifestate per chi li ammazza i gay, e contro chi li tratta come cittadini come gli altri? una domanda che, incredibilmente, quasi nessuno si pone

    1. E non è solo una minaccia per gli omosessuali. Se Hamas (e tutti i movimenti più o meno ufficiali che girano loro intorno) dovesse avere la meglio, ci trascinerebbe tutti in un neo-medioevo.

  4. Per cortesia, evitate di scrivere commenti di propaganda per Hamas che tanto non li pubblichiamo, voi risparmiate tempo e noi non dobbiamo leggerci le stupidate che scrivete. Iniziate invece a pensare veramente ai palestinesi e a come fare per liberarli di Hamas

  5. Eggià! La domanda da porsi è proprio quella: come ci si libera da Hamas?
    Ehm, io una soluzione ce l’avrei ma se la scrivo poi mi danno della guerrafondaia, oltre che della kafir. Come dire? Film già visto, quindi… tirrem innanz!

  6. Questo è quello che ci spetta… https://www.facebook.com/photo.php?fbid=790531340997710&set=np.115545529.100001502319618&type=1&theater&notif_t=notify_me …se non li facciamo fuori prima noi e se seguiamo l’idiozia ideologica di matrice cristiana che non permette di rispondere con estrema e preponderante forza – come fecero gli Alleati coi nazisti – ai SUPREMATISTI che predicano il genocidio degli infedeli o la loro sottomissione, secondo la formula classica islamica usata da TUTTI i musulmani, sin dai tempi del pedofilo assassino che chiamano “profeta”: أسلم تسلم‎ Aslim Taslam, cioè: SOTTOMETTITI, DIVENTANDO MUSULMANO, AVRAI PACE… Che è una formula diventata addirittura “troppo moderata” non piú usata dagli islamisti d’oggidí, che non si fanno problemi a far fuori anche musulmani “meno radicali”, oltre che, NATURALMENTE, ogni Ebreo o Cristiano su cui possono metter le mani. Vi farebbe bene guardare qualche film IN ARABO, anche quelli piú moderati, prodotti in Egitto, Algeria, Tunisia, Libia, Libano, Iraq, ecc. che parlano della loro “gloriosa” storia di conquista di terre all’Islam…che è il DOVERE SOVRANO dei musulmani.

    <b<Non mi sottometterò (Islam significa sottomissione in Arabo) né mi abbasserò al livello dell'islamicamente corretto – Lan astaslem لن استسلم

    Siamo di fronte a una minaccia mortale che si chiama Islam. L'Islam è un movimento politico-religioso totalitario e liberticida fondato sul Jihad, con molti punti in comune col nazismo (come Churchill scriveva oltre mezzo secolo fa). Uno dei suoi fondamenti è "territori in cambio di pace": cioè se i non musulmani vogliono vivere in pace devono cedere la sovranità territoriale ai musulmani e in quel caso potranno continuare a sopravvivere come dhimmi, sebbene alla mercé dei musulmani, umiliati, discriminati e sottomessi alla Sharia, cioè quasi senza diritti civili. Lo scopo dell'Islam è sottomettere i non musulmani [Islam in Arabo vuol dire sottomissione, NON VUOL DIRE PACE!], imporre la legge islamica e la dhimmitudine in tutto il mondo, attraverso la conquista degli stati con mezzi occulti ed elettorali ove possibile, per mezzo del terrorismo ove necessario, spesso con una combinazione dei due metodi. Ci sono centinaia di milioni di praticanti e credenti dell'Islam, cosí come c'erano decine di milioni di credenti e praticanti del nazional socialismo. Cercano di tranquillizzarvi dicendovi che l'Islam è solo una religione, intesa in senso occidentale, cioè cristiano; il che è una menzogna, trattandosi di un sistema totalizzante, ma soprattutto intollerante e totalitario, in cui gli elementi giuridici, politici e di culto sono inseparabili. Per abbindolare il pubblico occidentale parlano di un'utopica "età d'oro" andalusa di fioritura e crescita, in cui – sostengono loro – l'Islam avrebbe coabitato pacificamente con Cristianesimo ed Ebraismo; tale asserzione, tuttavia, non ha una base storica ma solo propagandistica e ideologica [vedi, fra gli altri, il libro: Eurabia, di Bat Yeor, che ha raccolto fonti a iosa]. -HaDaR-

    Chi mostra compassione per i crudeli alla fin fine è crudele coi buoni (Kohelet Rabba 7:16)

  7. Questo è quello che ci spetta… https://www.facebook.com/photo.php?fbid=790531340997710&set=np.115545529.100001502319618&type=1&theater&notif_t=notify_me …se non li facciamo fuori prima noi e se seguiamo l’idiozia ideologica di matrice cristiana che non permette di rispondere con estrema e preponderante forza – come fecero gli Alleati coi nazisti – ai SUPREMATISTI che predicano il genocidio degli infedeli o la loro sottomissione, secondo la formula classica islamica usata da TUTTI i musulmani, sin dai tempi del pedofilo assassino che chiamano “profeta”: أسلم تسلم‎ Aslim Taslam, cioè: SOTTOMETTITI, DIVENTANDO MUSULMANO, AVRAI PACE… Che è una formula diventata addirittura “troppo moderata” non piú usata dagli islamisti d’oggidí, che non si fanno problemi a far fuori anche musulmani “meno radicali”, oltre che, NATURALMENTE, ogni Ebreo o Cristiano su cui possono metter le mani. Vi farebbe bene guardare qualche film IN ARABO, anche quelli piú moderati, prodotti in Egitto, Algeria, Tunisia, Libia, Libano, Iraq, ecc. che parlano della loro “gloriosa” storia di conquista di terre all’Islam…che è il DOVERE SOVRANO dei musulmani.
    Non mi sottometterò (Islam significa sottomissione in Arabo) né mi abbasserò al livello dell’islamicamente corretto – Lan astaslem لن استسلم
    Siamo di fronte a una minaccia mortale che si chiama Islam. L’Islam è un movimento politico-religioso totalitario e liberticida fondato sul Jihad, con molti punti in comune col nazismo (come Churchill scriveva oltre mezzo secolo fa). Uno dei suoi fondamenti è “territori in cambio di pace”: cioè se i non musulmani vogliono vivere in pace devono cedere la sovranità territoriale ai musulmani e in quel caso potranno continuare a sopravvivere come dhimmi, sebbene alla mercé dei musulmani, umiliati, discriminati e sottomessi alla Sharia, cioè quasi senza diritti civili. Lo scopo dell’Islam è sottomettere i non musulmani [Islam in Arabo vuol dire sottomissione, NON VUOL DIRE PACE!], imporre la legge islamica e la dhimmitudine in tutto il mondo, attraverso la conquista degli stati con mezzi occulti ed elettorali ove possibile, per mezzo del terrorismo ove necessario, spesso con una combinazione dei due metodi. Ci sono centinaia di milioni di praticanti e credenti dell’Islam, cosí come c’erano decine di milioni di credenti e praticanti del nazional socialismo. Cercano di tranquillizzarvi dicendovi che l’Islam è solo una religione, intesa in senso occidentale, cioè cristiano; il che è una menzogna, trattandosi di un sistema totalizzante, ma soprattutto intollerante e totalitario, in cui gli elementi giuridici, politici e di culto sono inseparabili. Per abbindolare il pubblico occidentale parlano di un’utopica “età d’oro” andalusa di fioritura e crescita, in cui – sostengono loro – l’Islam avrebbe coabitato pacificamente con Cristianesimo ed Ebraismo; tale asserzione, tuttavia, non ha una base storica ma solo propagandistica e ideologica [vedi, fra gli altri, il libro: Eurabia, di Bat Yeor, che ha raccolto fonti a iosa]. -HaDaR-

    Chi mostra compassione per i crudeli alla fin fine è crudele coi buoni (Kohelet Rabba 7:16)

  8. Finalmente il Papa si e’ accorto che qualcuno sta perseguitando i Cristiani…Quando si scoprira’ chi e’ stato…Saranno cazzi suoi…Del Papa… Cosi’ impara a stare zitto.- Saluti – P.S. – Dhimmi con chi vai e ti diro’ chi sei.-

  9. Non ho le se stesse tue certezze, però il sarcasmo e l’ironia che si respira in questa lettera aperta è molto fastidioso rapportandola ad oltre 400 morti e qualche migliaio di feriti.
    Tramite lo studio dell’alfabeto ebraico e dello Zhoar, gli ebrei insegnano quanto è importante e potente l’utilizzo delle parole….forse un po’ di silenzio sarebbe stato apprezzato tra il rumore delle lettere che hai messo insieme.

    Ti rispetto pur non conoscendoti, e solitamente quando un popolo senza esercito, aereonautica, armi viene aggredito da un popolo molto più “preparato”, mi viene in mente l’aggressione americana agli indiani di America…..

    Non è una partita di calcio dove tifare la maglia celeste o la maglia bianca….impariamo dal passato e che sia un buon tikkun per tutti…

    1. E’ interessante quello che dici perché purtroppo riflette in pieno la percezione che c’è in occidente. Voi vedete un grande esercito che aggredisce un gruppo di cialtroni quasi disarmati. Ma non vedete che quel gruppo di cialtroni non solo è un gruppo terrorista ben armato che da mesi lancia migliaia di missili su Israele, è ben armato, ha costruito una intera città sotterranea al solo scopo di portare attacchi terroristici a Israele, ma che soprattutto ha come obbiettivo princiaple la distruzione di Israele. Per voi Israele dovrebbe sopportare il continuo lancio di missili e gli attentati senza reagire o “reagendo in maniera proporzionata” (che poi qualcuno ce lo dovrebbe spiegare il concetto di reazione proporsionata). Manca solo che ci chiediate di metterci in fila lungo il confine con Gaza a fare da bersaglio. Ci sono morti civili, lo sappiamo ed è una cosa dolorosa come lo sono tutte le guerre. Ma quei morti sono nelle coscienze dichi ha voluto a tutti i costi questa guerra e che si fa scudo dei civili, di chi nemmeno ieri ha rispettato la tregua umanitaria. Prendetevela con loro

      1. Quando Parli di Voi….a chi ti riferisci ? Hai capito qual è il tuo problema….

        Io sto parlando di noi, e mi dispiace davvero.

        1. Shein sei la solita inequivocabile pacifinta pro-palestina e pro-hamas. Dietro a tutte le tue belle parole si cela solo la voglia e il desiderio di vedere ISRAELE distrutto in mano a beceri musulmani che ne farebbero una terra di rovine, macerie e miseria come lo sono tutti i paesi in cui regna l’islam. Per cui riserva le tue belle e false e ipocrite parole ai tuoi compagni e amici antisemiti e anti-Israele.

          1. Franco, io amo Israele, sto studiando l’ebraico e la tua rabbia e la tua follia sono l’espressione e l’essenza di ciò che sta accadendo.

            Hai perso una buona occasione per lasciar spazio al silenzio…

            Mazel Tov

            PS: probabilmente il moderatore non avrà il coraggio a farmi leggere

        2. E’ questa la cosa avvilente.. che certe persone vadano il mondo in bianco e nero, puntando il dito verso il nero. Il dualismo occidentale a cui ci hanno abituato, ci costringe a vedere sempre buoni e cattivi che si scontrano, quando invece le cose sono ben più complicate. Non sono d’accordo con Hamas. Non sono d’accordo con Israele. Posso minifestare il mio disappunto. Non sono d’accordo con gli estremisti islamici. Non sono d’accordo con chi afferma che l’islam sia una religione violenta e che punta alla conquista del mondo. Bisogna riflettere e capire il problema. Bisogna mediare tra le parti per trovare la soluzione. Bisogna essere tolleranti e uniti. Bisogna credere nell’umanità e non nella propria squadra.

          1. Io invece penso che il tempo per riflettere, per capire il problema, per mediare e per aprire quei dannatissimi “tavoli di trattativa” ci sia stato e che nella maggior parte dei casi sia stato tempo perso con l’aggravante della fregatura.
            I tizi che si prestano a queste pagliacciate di solito sono la “faccia presentabile” delle parti in causa non certo chi decide strategie. E se anche qualche “uomo di peso”, vincendo i conati di vomito, cerca di trovare un’intesa sa già che la parola di taluni non vale un soldo bucato. Alla fine (film già visto) l’unica cosa da fare resta quella di rovesciarlo quel dannato “tavolo”.

            Riguardo alla tolleranza (quella della serie “Hanno sparato un po’ di missili? Ma che vuoi che sia! Perdio! Son ragazzi! Teste calde!”) credo che sia finita come la pazienza.
            Quella degli Israeliani, in questo caso. Credo proprio che la maggior parte di loro non ne possa più.

  10. “voi” (che preferisco scrivere in minuscolo) = Occidente.
    Quello, per intenderci, che ha le famose fette di prosciutto sugli occhi.
    Quello che sorride se si parla di Eurabia.
    Quello che piange i morti solo se gli conviene visto che sulla “causa palestinese” ci campano alla grande.

    Ricordo (non certo al Sito che ci ospita, che ne ha ampiamente e dettagliatamente parlato) che dei morti Siriani non frega un piffero a nessuno nonostante quella sia una vera ecatombe. Altro che 3-400 morti. Dei morti Siriani l’unica cosa che interessa ai tanti indignati affetti da uno strabismo mooolto sospetto è quella di usare le foto dei cadaveri Siriani facendoli passare per i “poveri palestinesi”. Se bambini, ancora meglio, eh? Che schifosi.

    Ma la domanda è: Shein che cosa intende per “noi”?

    1. Noi….. intendo NOI come esseri umani, con un cuore dei sentimenti e una fonte di luce uguale per tutti…
      Perchè devi offendere e giudicare, se non sai chi sono ? Chi giudica spesso non conosce, se ti fa star meglio che i gentili la pensino come te, ti posso anche accontentare.

  11. Non vorrei sembrare un qualunquista, ma fino a poco tempo fà la questione israeliano-palestinese non mi prendeva molto, poi ho capito anche perchè, adesso ho 55 anni, è praticamente da sempre sento parlare di questo problema, infatti si fà l’abitudine a tutto, ma in questi giorni ho avuto modo di confrontarmi con una persona che ha abbracciato la religione ebraica,(già da diversi anni),ed ho visto che alcune cose non sono esattamente come le spiegate voi,intanto mi preme sottolineare che Hamas è un manipolo di banditi e sappiamo anche come sono stati portati al potere, quella che attualmente si sta combattendo tra Israele ed Hamas non è una guerra, in quanto non si stanno fronteggiando due eserciti, ma un signor esercito ed un gruppo di fanatici che non so nemmeno fino a che punto hanno tutta questa voglia di immolarsi ad Allah, probabilmente saranno ricattati o anche drogati, in queste condizioni questa guerriglia andrà avanti per altri cento anni, allora perchè non si costituisce una forza internazionale che potrebbe permettere di indire un referendum , controllare e ratificare se veramente il popolo palestinese vuole questa guerriglia, cosa che io non credo, in questo modo verrebbe spazzato via il movimento di Hamas ed in questo modo si porrebbero le basi per un accordo non di pace, perchè dopo tutti questi morti da ambo le parti mi risulta difficile ad una pacifica convivenza , ma ad un accordo pratico per tutti e due i popoli, cioè vivere in modo libero, senza muri, senza distinzioni con pari diritti, questa sarebbe la moneta di scambio legittima che darebbe finalmente la possibilità di chiudere definitivamente un ciclo che è durato già abbastanza, ed avremo finalmente due popoli coinquilini della stessa terra.

    1. Non la definirei qualunquista ma disinformato. Niente di grave, pare si campi a lungo ^_^ (A volte anche meglio di altri)
      L’Esercito Israeliano si chiama Israel Defense Forces (IDF) e non Israel Attack Force. Già questo, dovrebbe suggerirle alcune risposte. Poi, un ripassino di Storia, forse potrebbe esserle utile.
      Se dopo tutto questo non le bastasse si potrebbe calare il cosiddetto “carico da undici”. Peccato solo che qui non si sta giocando a briscola, eh?

      Non me ne voglia, ma davvero lei crede davvero che gli Israeliani prediligano i muri?
      Crede davvero che chi si difende (dai missili non dai “botti” tipo quelli di Capodanno, per intenderci) debba essere considerato come guerrafondaio?

      1. Cara Angela, io sono sicuramente disinformato, ma lei è decisamente di parte,le do per buona la definizione del suo esercito, ma tutti gli eserciti nazionali sono di difesa, infatti normalmente essi dipendono dai ministeri della difesa, e non degli attacchi, mi dispiace ma non gioco a briscola, quindi non so a cosa si riferisce , ma i muri vi piace costruirli e su questo mi sembra che non ci piova, e sono anche convinto che non vi piacciono i “botti”, in quanto quelli che usate assolutamente non lo sono,mi dispiace che non abbia capito il vero messaggio del mio intervento, che era decisamente propositivo è niente affatto polemico!

        1. Ma nemmeno io ero polemica, ci mancherebbe!
          Qui si tratta di liberarsi da Hamas, concorda? Bon!
          Occorre cominciare a vedere Hamas per quello che è anche e soprattutto per gli arabestini: un cancro, una specie di bestia immonda che si “ciuccia” (o si scrive si cucca?) tutto il nutrimento (leggere benessere) destinato agli arabestini, quelli che crepano davvero, purtroppo. (Mi perdoni ma io detesto chiamarli palestinesi come detesto chiamare ebrei gli Israeliani)

          Facciamolo morire di fame, ‘sto cancro. Proviamoci. Anche giocando sporco come, peraltro, giocano sporco gli arabestini asserviti al terrorismo.

        2. Chiedo scusa se mi intrometto nella discussione tra Ciro Esposito e Angela, concentrandomi esclusivamente sul contenuto “propositivo” del primo intervento di Ciro Esposito.
          Il suo secondo commento lo lascerei perdere per il suo carattere un po’ confidenziale e personale.
          Dunque secondo Esposito non sarebbe possibile un accordo di pace né di “civile convivenza”, dati i precedenti conflitti.
          Però sarebbe possibile un”accordo pratico” che trascrivo alla lettera:
          ” vivere in modo libero, senza muri, senza distinzioni con pari diritti, questa sarebbe la moneta di scambio legittima che darebbe finalmente la possibilità di chiudere definitivamente un ciclo che è durato già abbastanza, ed avremo finalmente due popoli coinquilini della stessa terra.”
          Mi viene da dire che da un lato non si vede la differenza tra la “civile convivenza” e “l’accordo pratico” di cui parla Esposito e dall’altro mi sembra di cogliere un grande ottimismo nella soluzione.
          Un po’ come recita una vecchia canzone , che immagino Esposito conosca e che trascrivo alla meno peggio:
          chi ha avuto- ha avuto- ha avuto-
          chi ha dato- ha dato – ha dato-
          scordammece o’ passato
          simme e’ Napule, paisà.
          Conclusione:
          Paisà, non simme tutte e’ Napule .
          Magari!

    2. Ciro, condivido quanto da Te scritto. Ma dobbiamo rapportarci con hamas che di pace non ne vuole affatto sentire. Non ha accettato il cessate il fuoco proposto dall’Egitto e subito accettato da Israele; non ha rispettato neanche il cessate il fuoco umanitario proposto da loro stessi, accettato da Israele che ha smesso di bombardare mentre hamas continuava a lanciare razzi. Pensi che accetterebbe una forza internazionale che controlli il loro operato e che abbiano veramente voglia di vivere in pace quando loro obiettivo è distruggere Israele? Io me lo auguro di cuore che quanto da te espresso possa avvenire. Ma ho forti dubbi su hamas. Il popolo di Gaza potrà decidere solo quando non ci saranno più i terroristi di hamas fiancheggiati e incitati dal Qatar e da Erdogan

    3. Caro Esposito, ho notizie per lei, evidentemente assai poco aggiornato. Il Referendum, se non a censimento ma a campione, c’è già ed è recente. Credo organizzato da fonti terze, ONU direi, ci dice che il 60% della popolazione di Gaza vuole, sic et simpliciter, la distruzione di Israel, la Palestina libera “fino al mare” Di che va cianciando, s’informi almeno. Il luogo comune della volontà popolare prevaricata dai cattivi di Hamas va sfatato. Poche ore fa, credo appena ieri, un esponente di Hamas che cercava di entrare in un ospedale, non per curarsi ma perché è il quartier generale di Hamas è stato preso a pedate. Perché è un guerrafondaio? No, perché considerato troppo morbido, voleva accettare il cessate il fuoco, sia pure per poche ore.

      1. Caro Vittorio,pensavo di essere su un Blog in cui ognuno poteva esprimersi per quello che sentiva o che pensavo, ma mi sono accorto di essere in compagnia di “Dotti, Medici e Sapienti” chiaramente senza alcuna offesa per le categorie menzionate,forse ti sfugge la piccola differenza che c’è tra un referendum popolare ed un sondaggio a campione, che non ha alcuna differenza se fatto dall’Onu o dalla Doxa nostrana,comunque già un 40 % di Palestinesi, (chiamiamoli per quello che sono, è non con quegli stupidi appellativi che qualcuno cerca di appioppargli, vedi “Arabestini” facendo cadere la discussione nel peggiore degli squallori.), mi sembra una buona percentuale che dovrebbe far capire che Hamas sicuramente non rappresenta tutta la popolazione Palestinese, è mi sembra una buona base su cui lavorare per cambiare questo trend sempre più negativo e tirare fuori da questo “cul de sac” due popoli che si sono indistintamente andati a cacciare.
        per quanto riguarda l’esponente di Hamas di cosa ti meravigli ?, se va in un quartier generale a chiedere di accettare la tregua era il minimo che si dovesse aspettare finchè ci saranno loro a comandare.

  12. “‘Ogni morto civile è una vittoria per Hamas’ (come disse qualche anno fa Khaled Meshaal)” Potete fornire una fonte per questa affermazione? L’ho sempre trovata citata in articoli di commento senza che nessuno indichi qual è la fonte originaria.

    Sono consapevole che molti membri di Hamas hanno usato espressioni simili, ma se quella frase viene ascritta a Meshaal mi aspetto un riferimento preciso.

    Grazie

    1. è una frase che Mashaal ha detto tanto tempo fa, impossibile risalire alla fonte (se per fonte intendi un qualsiasi link) ma è notissima a chiunque segua le questioni mediorientali. Ma tranquillizati, ne ha dette di peggiori

  13. Un paio di annotazioni sparse.
    Il numero di morti: le cifre sono esclusivamente di fonte palestinese. Della quale ricordiamo a suo tempo i 3000 morti (tutti civili innocenti!) di Jenin, poi diventati i 500 morti di Jenin e diventati alla fine, dopo una verifica seria, 52 morti di cui 42 combattenti e 10 civili, in parte morti perché usati come scudi umani. E ricordiamo i 1300 di piombo fuso, poi ridotti alla metà, in gran parte combattenti, e una parte dei civili morti perché hamas gli aveva impedito di lasciare le abitazioni dopo gli avvisi israeliani. E ricordiamo tante altre di queste storie, che non basterebbe un giorno intero a raccontarle tutte. Del numero VERO di morti riparleremo quando avremo fonti attendibili. E senza mai dimenticare perché sono morti.
    Miguel Bertel: Non sono d’accordo con chi afferma che l’islam sia una religione violenta e che punta alla conquista del mondo. L’islam è partito da un angolo di Arabia e ha invaso, occupato, sottomesso, arabizzato e islamizzato buona parte dell’Africa, parte dell’Asia e pezzi di Europa a suon di massacri, stupri etnici, deportazioni, conversioni forzate: ne vogliamo parlare? E, per inciso, l’islam è nato nel 622; il primo massacro di ebrei ad opera di islamici è del 624. E non hanno mai smesso.
    Ciro Esposito: i muri vi piace costruirli. A parte che il “muro” israeliano è tale unicamente per il 5% del suo tracciato, anche se i soliti corrispondenti fanno vedere unicamente quei tratti lì dando l’idea che sia tutto così, mi permetto di proporre questo video che ho fatto cinque anni fa insieme a due amici: http://youtu.be/e2b8X4q7bm0. Potresti cortesemente dirmi per quali di questi muri hai protestato? Grazie.

  14. Ma dove hai letto che il 95% degli aiuti umanitari a Gaza arriva da Israele?
    Mi citi la fonte se possibile?
    E anche un documento che confermi la fornitura di carburante da Israele per la centrale elettrica.
    Forse è per questo che non ci hanno mai detto queste cose.

    1. Certi commenti idioti non andrebbero nemmeno pubblicati anche se poi alla fine dimostrano quanta ignoranza (o malafede) ci sia. Lo sanno anche i sassi che la centrale elettrica di Gaza viene alimentata con carburante fornito da Israele (che tra parentesi non pagano da un sacco di tempo) tanto che ogni volta che Israele ferma le forniture si scatena il finimondo tra i pacivendoli, ma se ci chiedi le fatture (che razza di idiozia) non le abbiamo. In ogni caso puoi trovare diverse info qui(http://www.mfa.gov.il/mfa/foreignpolicy/peace/humanitarian/pages/default.aspx) in partilore soffermati su questo link oppure vai sulla pagina del portavoce IDF. Una domanda: da dove credi che vengano gli aiuti umanitari a Gaza, dalla Siria? Dal Libano? Nemmeno l’Egitto li fa più passare. Per favore, se volete commentare abbiate l’accortezza di collegare la tastiera al cervello

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