Middle East

Ministri Israele: linea dura su Gaza. Nessun allentamento del blocco

Il gabinetto di sicurezza si è riunito ieri per discutere tra le altre cose anche della gravissima crisi umanitaria di Gaza, ma è stato deciso di non allentare il blocco per non favorire Hamas. Lieberman: «basta con l’economia del terrore»

Nessun allentamento del blocco su Gaza per portare sollievo alla popolazione stremata da una crisi umanitaria che trova pochi precedenti, una crisi causata dalla dittatura di Hamas. Si rischierebbe di favorire i terroristi senza però portare alcun sollievo alla popolazione.

E’ quanto deciso ieri dal gabinetto di sicurezza riunitosi su ordine del Premier Netanyahu proprio per discutere su alcune proposte avanzate da alcuni tecnici che vedono nell’allentamento del blocco e nel sollievo della popolazione l’unica via per allentare le tensioni.

Dopo tre ore di intese discussioni i ministri israeliani non hanno trovato alcun accordo sulla eventualità di un allentamento, anche parziale, del blocco su Gaza. Purtroppo ogni volta che si è cercato di dare sollievo alla popolazione stremata da anni di dittatura da parte di Hamas non si è visto alcun risultato se non quello di un rafforzamento dei terroristi ai quali delle condizioni delle popolazione non importa nulla.

I piani presentati dai tecnici prevedevano sostanzialmente due fasi, la prima mirata a risolvere l’emergenza “immediata”, la seconda che puntava invece ad aggredire la situazione con piani infrastrutturali a medio-lungo termine i quali comprendevano linee elettriche nuove, sistemi per fornire acqua potabile, un gasdotto e impianti di trattamento delle acque reflue.

A sollevare i dubbi maggiori sono stati il ministro della Difesa Avigdor Lieberman e il ministro dell’Istruzione Naftali Bennett, i quali sostengono che fino a quando a governare la Striscia di Gaza sarà Hamas ogni azione volta a risolvere la crisi umanitaria verrà come sempre sfruttata dai terroristi ai danni della popolazione.

Il blocco su Gaza effettuato da Israele e dall’Egitto (da quest’ultimo addirittura in forma molto più dura di quanto non faccia Israele) è stato deciso dai due Paesi per impedire ad Hamas di entrare in possesso di armi ed è stato esacerbato dallo scontro interno ai palestinesi tra l’Autorità Palestinese e lo stesso Hamas. Infatti proprio l’Autorità Palestinese (e non Israele) ha tagliato gli stipendi ai dipendenti pubblici della Striscia di Gaza e ha deciso di non provvedere più al pagamento delle forniture di energia elettrica e del carburante necessario al funzionamento dell’unica centrale elettrica nella Striscia.

«Chiunque pensi che migliorare le condizioni di vita della popolazione di Gaza possa servire a interrompere gli “aquiloni del terrore” e la violenza contro Israele si sbaglia di grosso» ha detto questa mattina il Ministro Lieberman alla radio dell’esercito.«Basta con le illusioni, la situazione a Gaza migliorerà solo quando non ci sarà più Hamas e finirà l’economia del terrore» ha concluso Lieberman.

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