Politica Italiana

Movimento 5 Stelle contro Israele: assurdo intervento dell’On. Di Stefano

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Quello a cui si è assistito ieri alla Camera dei Deputati italiani è stato un vero e proprio attacco del Movimento 5 Stelle contro Israele che mostra ancora una volta, se ve ne fosse bisogno, come la pensa il partito di Grillo in merito allo Stato Ebraico.

Il “cittadino” Manlio Di Stefano parlando a nome del Movimento 5 Stelle (qui il video) ha chiesto al Governo Italiano che in occasione della inaugurazione della fase finale del campionato europeo di calcio Under 21 che si terrà in Israele dal 5 al 18 giugno 2013 lo stesso Governo (non si sa se nella persona del Ministro dello sport, Josefa Idem, oppure in quello degli Esteri, Emma Bonino) prendano posizione contro Israele ricordando durante la cerimonia di inaugurazione che lo stesso giorno (5 giugno) del  1967 ebbe inizio la guerra dei sei giorni che portò sotto il controllo di Israele la Penisola del Sinai, la Striscia di Gaza, le Alture del Golan e una parte della Cisgiordania. Non solo, il deputato del Movimento 5 Stelle è andato oltre accusando Israele di “distruggere gli stadi” e di “fare discriminazione anche in ambito sportivo” in quanto Israele farebbe “ostruzionismo agli eventi che prendono in considerazione il lato palestinese”. E così ha chiesto al Ministro dello Sport, Josefa Idem, che “il 5 giugno non rimanga in silenzio ma esprima la nostra solidarietà (dell’Italia) al popolo palestinese che non può godere della libertà di questi eventi come tutti gli altri popoli liberi”.

Ora, a parte che la guerra dei sei giorni fu una operazione prettamente preventiva e difensiva da parte di Israele contro tre stati arabi (Egitto, Siria e Giordania) che si apprestavano ad attaccare lo Stato Ebraico così come avevano fatto in precedenza all’atto della nascita di Israele, quindi l’On. Di Stefano dimostra una certa ignoranza in materia se non un comportamento discriminatorio verso Israele. Non solo, Di Stefano dimentica di sottolineare che Israele ha restituito la Penisola del Sinai all’Egitto mentre parte della Cisgiordania e la Striscia di Gaza sono passati in mano ai palestinesi, il tutto nel contesto dello scambio “terra in cambio di pace” uno scambio che purtroppo non ha portato a niente, tantomeno alla pace. Infatti l’On. Di Stefano dovrebbe sapere (ma siamo sicuri che lo sa, fa solo finta di dimenticarsene) che il maggior ostacolo alla pace regionale arriva dalla minaccia rappresentata da Hamas che controlla la Striscia di Gaza, che è stato Hamas a mettere batterie di missili nello stadio di Gaza City e che quindi l’aviazione israeliana è stata costretta a colpirlo durante l’operazione “pilastro di difesa”, una operazione scattata a seguito del continuo lancio di missili (diverse centinaia) da Gaza verso la popolazione civile del sud di Israele. Di Stefano poi si inventa una presunta “discriminazione sportiva” (lui dice “anche sportiva” come a sottolineare che Israele si comporta in modo discriminatorio verso i palestinesi) quando in effetti gli unici a fare discriminazione anche in ambito sportivo sono gli islamisti di Hamas che ancora poche settimane fa hanno impedito alle donne di partecipare alla maratona di Gaza organizzata dall’Onu e che un evento sportivo misto (partita di calcio tra giovani palestinesi e israeliani) è stato duramente condannato da Fatah ancora pochi giorni fa. E allora, chi fa discriminazione in ambito sportivo?

In realtà l’intervento dell’On. Manlio Di Stefano a nome del Movimento 5 Stelle, seppur all’apparenza pacato, è un vero e proprio intervento a gamba tesa contro lo Stato Ebraico e contro lo svolgimento delle finali del campionato europeo under 21 in Israele, un intervento che, come al solito, dietro alla presunta difesa dei Diritti dei palestinesi nasconde un profondo sentimento antisemita. Non si potrebbe spiegare altrimenti una così massiccia dose di menzogne ed omissioni in uno spazio di tempo così ristretto. Una dimostrazione di odio verso Israele che ha pochi precedenti nel Parlamento italiano.

Ora la domanda è una sola: visto che l’On. Manlio Di Stefano parlava a nome e per conto del Movimento 5 Stelle, la direzione in politica estera del M5S sarà questa? La domanda la facciamo perché nel programma elettorale del Movimento 5 Stelle non c’è alcun accenno alla politica estera e in tanti ci chiedevamo quale posizione avrebbe assunto il partito di Grillo in merito al conflitto israelo-palestinese, anche se qualche sospetto lo avevamo dopo aver sentito il parere di Grillo sull’Iran e visto alcuni commenti fortemente antisemiti sul blog di Grillo. Ora ne abbiamo la certezza. Il Movimento 5 Stelle è contro Israele e a favore del terrorismo di Hamas e degli Stati, come l’Iran, che hanno fatto della distruzione dello Stato di Israele un obbiettivo politico. Complimenti ai grillini per condividere con Hamas, Iran e tanti altri questo obbiettivo.

Sharon Levi

https://vimeo.com/66878271

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24 Comments

  1. Ottimo articolo. Mi permetto solo di rilevare che non condivido la dizione ” guerra preventiva”, da parte di Israele, in quanto l’Egitto aveva praticato il blocco navale di Tiran, e il blocco navale è un atto di guerra. La guerra pertanto fu iniziata de iure e de facto dagli arabi.

  2. E oltre al blocco navale c’era stata anche la richiesta (o dobbiamo piuttosto chiamarla intimazione?) di togliere i caschi blu dal Sinai per avere la strada libera per andare ad attaccare Israele, che se non è un atto di guerra in senso proprio, gli è comunque parente stretto (e il signor U Thant non ha perso un solo secondo a ubbidire).

  3. Quante cavolate in un unico articolo! Criticate ad una persona (purtroppo nostro politico) il fatto di essere di parte e poi scrivete un articolo del genere? Va bene che siamo abituati ormai ai doppi standard per Israele, ma questo mi pare addirittura esagerato!

    1. Stare con i terroristi non è “di parte” è criminale. Dire tante cazzate nell’aula del Parlamento non è essere “di parte” è essere ignoranti e faziosi, vuol dire distorcere consapevolmente la verità.
      Per quanto riguarda noi nulla di dire sul fatto che siamo “di parte”. E’ verissimo, noi stiamo sempre dalla parte della democrazia e quindi di Israele

    2. @ JOSH.
      Come mai manca del tutto qualunque argomentazione nell’intervento di tale Josh?
      Che si tratti soltanto di un cervello in vacanza?

  4. ci informano su Facebook che l’On. Di Stefano ha tolto dalla sua pagina il video del suo intervento. In ogni caso su Vimeo nel nostro canale c’è sempre e lo potete vedere da li

  5. A questo punto una cosa é certa: un intervento dis-onorevole, quale quello dell’on. Di Stefano, mal si concilia con la tipica qualifica formale di un deputato del Parlamento.
    Dubito però che il Di Stefano lo abbia capito da solo.
    Probabilmente qualcuno di influente nel suo partito gli avrà “suggerito” di farlo sparire.
    Quando si dice “maledetto porcellum….
    Quanto poi al movimento 5Stelle: dai, continuiamo a farci del male!
    Oppure un suggerimento: togliete la parola ai vostri parlamentari anche nelle sedi istituzionali!

  6. @Josh: Se in questo articolo ci sono così tante cavolate, perché non ce ne illustra qualcuna? Non dico tutte, per carità, non vogliamo costringerla a passare la notte sulla tastiera, ma almeno tre o quattro, così, tanto per esemplificare, per fare un’opera buona, per aiutare anche noi poveracci ottenebrati dalla propaganda sionista a vedere un po’ di luce…

    1. il suo commento è stato cancellato perché era antisemita, per null’altro. Leggere le regole dei comenti prima di aprire inutilmente bocca

      1. Ah, anche quello era antisemita? Cioè, ogni cosa detta contro Israele oggi è antisemitismo? Buono a sapersi

        Grazie per le risate, ciao!

  7. A chi sta abbaiando questo “SLICE OF LIFE”?
    Poverino! Non capisce che né lui né altri potrà mai dire “ogni cosa ” a favore o contro chicchessia, ma solo “qualcosa”.
    E questo qualcosa potrà essere attendibile o meno.
    Meno male, però, che é “spiritoso”.
    Beato chi ride!
    A meno che a ridere non sia soltanto di lui.
    Che asino!

  8. Errata corrige: m’é scappata una preposizione di troppo!
    L’espressione giusta é ovviamente: “a meno che a ridere non sia soltanto lui”.
    Saluti.

  9. Qyesto artico è praticamente inutile, sono i classici articoli fatti per aumentare visualizzazione nel sito al discapito della buona informazione, tutti a criticare il cittadino del M5S senza conoscere le sue motivazioni. Articolo che riporta il falso, è stato Israele a cominciare la guerra.

  10. Ecco un altro, tal Giovvi, che non capisce quello che legge.
    Immagina che risate se un tipo del genere tentasse di argomentare!
    Costui scrive che l’ articolo riporta il falso.
    A dimostrazione di ciò, dice:”E’ stato Israele a cominciare la guerra”.
    Vediamo adessso cosa riporta l’articolo in proposito:
    “La guerra dei sei giorni fu una operazione preventiva e difensiva da parte di Israele contro tre Stati arabi ecc.
    Capito cosa vuol dire “preventiva e difensiva”?
    Se il tal Giovvi avesse voluto contestare la veridicità della narrazione riportata avrebbe dovuto confutare il fatto che la guerra fosse difensiva , non certo confermare, come fa di fatto, che sia stata preventiva.
    Il problema di questo tale -come di tanti altri come lui -é che costoro sono troppo ignoranti, anche linguisticamente, per capire quello che gli altri scrivono e quello che loro ribattono senza fondamento.
    Ammesso che non si tratti di pura disonestà.
    Ciò vale anche se qualche lettore ha contestato con successo, presso l’autrice del pezzo, che si possa considerare preventiva l’azione aerea di Israele in risposta ad atti aggressivi dell’Egitto quali il blocco del golfo di Aqaba, la cacciata dei caschi blu dalle frontiere con Israele e lo schieramento del proprio esercito in assetto di guerra con tanto di dichiarazioni guerresche , con le quali Nasser proclamava l’intenzione di distruggere lo Stato di Israele.
    A questo punto credo che nessuno possa distribuire dei torti ad Israele, se questi dovette agire per uscire da un assedio.
    Ci provò all’epoca con poco successo il direttore dell’Unità Maurizio Ferrara in una tribuna politica, definendo le minacce di Nasser solo di “natura verbale”.
    Adesso a distanza di tanti anni c’é ancora qualcuno che ci prova fidando sulla disinformazione.
    Ma forse si tratta solo di comoda ignoranza e di “cattive” lezioni imparate a memoria.

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