Negoziati in Libano: l’ombra di Iran e Donald Trump

Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri

Gli sforzi per raggiungere un accordo politico e un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah in Libano hanno raggiunto, per la prima volta dallo scoppio delle ostilità, una fase significativa di scambio di bozze.

La proposta americana è stata consegnata al presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, che funge da mediatore tra le parti.

I funzionari libanesi affermano che il Libano risponderà alla proposta americana con un documento scritto che includerà commenti, obiezioni e domande.

Ieri Berri ha dichiarato al quotidiano Asharq al-Awsat che il documento americano non contiene alcuna menzione della libertà d’azione dell’IDF in Libano e che gli americani sanno che il Libano non accetterà alcun danno alla sua sovranità e non è pronto in linea di principio per discutere di questo, ha anche respinto la notizia dello spiegamento di forze NATO o di altre forze straniere in Libano.

Berri ha rivelato che la proposta americana contiene una clausola inaccettabile e cioè l’istituzione di un comitato per vigilare sull’attuazione della risoluzione 1701 dell’Onu con la partecipazione di diversi paesi occidentali.

Ha osservato che è attualmente in corso una discussione sul meccanismo alternativo proposto e che esiste un chiaro meccanismo a cui non si può impedire l’attivazione: la Forza multinazionale (UNIFIL) che supervisiona l’attuazione della risoluzione 1701 dal 2006.

Berri ha affermato che si sta discutendo dei dettagli e che “l’atmosfera è positiva” e che l’arrivo dell’inviato Amos Hochstein in Libano dipende dall’avanzamento dei negoziati. Una fonte diplomatica di alto livello in Libano ha detto che è necessario più tempo per raggiungere un cessate il fuoco.

Fonti della sicurezza in Israele affermano che Hezbollah ha ancora la capacità di combattere a lungo e che esso e il governo libanese non saranno d’accordo sul fatto che l’IDF avrà libertà d’azione per far rispettare la risoluzione 1701 in caso di violazioni da parte dell’organizzazione.

Secondo la proposta americana, l’esercito libanese sarà l’unica forza armata nel sud del Libano, insieme alla forza dell’UNIFIL, e il governo libanese supervisionerà la produzione di armi o l’ingresso di armi in Libano. Secondo la proposta, Israele rdovrà itirare le proprie forze dal Libano meridionale entro una settimana.

Coinvolgimento iraniano

Secondo fonti di sicurezza in Israele, Hezbollah non accetterà alcuna soluzione politica e cessate il fuoco in Libano senza il “via libera” dell’Iran. Ali Larijani, consigliere della guida suprema Ali Khamenei, è arrivato ieri in Libano ed era destinato a incontrare Berri e il primo ministro Najib Mikati.

Ha detto ai giornalisti che l’Iran non rinuncerà a Hezbollah e che accetterà qualsiasi decisione concordata tra il governo libanese e l’organizzazione Hezbollah.

Il primo ministro libanese Najib Mikati ha lanciato ancora una volta il messaggio all’Iran di “non assumere posizioni che creino sensibilità tra i gruppi libanesi a favore di un gruppo a scapito degli altri gruppi”. Larijani ha negato che l’Iran stia lavorando per contrastare la proposta americana e ha detto: “Noi vogliamo la soluzione del problema e in ogni caso saremo al fianco del Libano”. Ha incolpato il primo ministro Netanyahu per aver fatto esplodere la situazione.

Ieri sera Larijani ha detto al canale “Al-Mayadeen” di aver esaminato la proposta americana e che “ha punti positivi e punti che richiedono una discussione che può essere risolta, se gli Stati Uniti e Israele non manipolano”.

Fonti della sicurezza in Israele affermano che l’Iran si sta impegnando per impedire l’indebolimento o la sconfitta di Hezbollah nella guerra ed è interessato ad un cessate il fuoco in Libano affinché l’organizzazione rimanga una forza politica e militare nel paese.

Fonti della intelligence israeliana affermano che gli iraniani intendono riabilitare militarmente Hezbollah dopo la guerra e ricostruirlo, compresa la sostituzione di Sheikh Naim Qassem che è succeduto a Hassan Nasrallah come segretario generale dell’organizzazione.

Secondo le stesse fonti, la pressione iraniana su Hezbollah e Libano è quella di non accettare alcuna modifica alla risoluzione 1701 e di non permettere a Israele nemmeno l’apparenza di una vittoria.

I funzionari della sicurezza spiegano che gli iraniani sono incoraggiati dalle pubblicazioni secondo le quali il presidente eletto Trump fa pressioni su Israele affinché finisca la guerra entro due mesi dal suo ingresso alla Casa Bianca e chiedono che Hezbollah resista con l’aiuto dei consiglieri militari che l’Iran ha inviato in Libano per assisterlo nelle battaglie contro l’IDF.

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