Miliziani islamici (non militari) in Libia, operazioni navali con l’Algeria, Erdogan si sta muovendo con i piedi pesanti nel Nord Africa.

Ieri si è appreso che saranno ottomila gli uomini che Erdogan intende mandare in Libia per sostenere il Governo di Fayez al-Sarraj.

Attenti però, non saranno militari turchi ma miliziani islamici, gli stessi che lo scorso marzo nella regione di Afrin, in Siria, hanno massacrato migliaia di curdi. Gli stessi che oggi stanno compiendo ogni tipo di nefandezza nel Kurdistan siriano.

Li fanno passare per “resistenti siriani” quando invece sono tutti ex miliziani di Al Qaeda e di ISIS, gente che andrebbe messa sotto processo per terrorismo e crimini di guerra.

Un gruppo di 120 miliziani è già arrivato in Libia mentre il resto dell’esercito islamico (Fratellanza Musulmana) attende l’OK del Parlamento turco che dovrebbe arrivare a giorni, forse addirittura ore.

Ma Erdogan non si sta muovendo solo in Libia. Ieri la marina turca ha fatto sapere che tre fregate (in realtà due) stanno navigando verso l’Algeria, ufficialmente per presenziare ad una cerimonia in ricordo di un governatore ottomano e poi per partecipare ad alcune manovre militari.

In teoria non ci sarebbe nulla di male se non fosse che, secondo Arab News, pochi giorni fa il neoeletto Presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, ha presieduto una riunione d’emergenza per valutare l’intervento dell’Algeria in Libia a fianco dei miliziani turchi.

Anche se gli algerini vedono con sospetto l’intervento turco in Libia, considerano la situazione libica “estremamente pericolosa” per la stabilità dell’Algeria e potrebbero accettare di far parte di una coalizione musulmana (non solo araba) che intervenga a sostegno del Premier libico ufficialmente riconosciuto, Fayez al-Sarraj.

Alcuni generali algerini sospettano che l’intervento turco in Libia sia finalizzato unicamente a controllare le risorse libiche più che a dare sostegno a un Fratello Musulmano come al-Sarraj.

Ma l’instabilità in Libia condiziona pesantemente la vita in Algeria e alla fine il Presidente Tebboune potrebbe cedere alle esortazioni di Erdogan.

Il vero problema

Ma il vero problema rimane Erdogan. Prima di tutto una volta messo piede in Libia sarà difficilissimo farlo recedere. Ha già programmato di costruire una base militare permanente nei pressi di Tripoli e sta reclutando migliaia di uomini da inviare in Libia, ben oltre gli ottomila previsti.

La Turchia ha già basi militari in Sudan e in Eritrea, ora medita una sua presenza permanete in Libia e forse in Algeria con la scusa del sostegno al governo algerino contro il terrorismo (sempre che vinca la diffidenza dei generali algerini).

Dopo l’accordo con Tripoli sui confini marittimi ha preso il controllo armato di mezzo Mediterraneo orientale arrogandosi il diritto di concedere o vietare prospezioni, estrazioni e la costruzione di un gasdotto che porterà il gas degli immensi giacimenti al largo di Israele in Europa.

Davvero si può permettere ad Erdogan di fare tutto questo? Davvero possiamo permetterci il lusso di lasciare al dittatore turco il controllo di buona parte del nord Africa dopo avergli permesso di entrare in Sudan e in Algeria senza battere ciglio?

Eppure lo abbiamo visto come operano le milizie islamiche di Erdogan. Eppure abbiamo visto l’arroganza e la prepotenza turca.

L’Europa, ma in particolare l’Italia, non può permettersi il lusso di lasciar fare ad Erdogan quello che vuole. La Libia è troppo importante per Roma, per la sua economia e sicurezza.

Senza considerare che se veramente la Turchia diventasse stanziale in nord Africa controllerebbe al 100% il rubinetto dell’immigrazione. Ad oriente quella dalla Siria e del resto dei paesi musulmani orientali, ad occidente quello dalla Libia e quindi da tutta l’area sub-sahariana.

Ma davvero vogliamo finire sotto le forche caudine di Erdogan che potrebbe decidere in qualsiasi momento di aprire i rubinetti e invadere l’Europa con milioni di profughi se disgraziatamente non si facesse quello che lui pretende?

Hanno valutato questo rischio alla Farnesina quando hanno negato gli aiuti militari al Premier libico Fayez al-Sarraj lasciandolo nelle mani di Erdogan?