Nucleare iraniano: Teheran è completamente fuori controllo

Annuncia che da oggi arricchirà l’uranio al 5%, vende acqua pesante quando non potrebbe. Ormai gli Ayatollah sono fuori controllo

L’Iran da oggi inizierà a arricchire l’uranio al 5% nella sua struttura nucleare sotterranea di Fordo. Lo ha annunciato il capo del programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi.

«Da domani inizieremo ad arricchire l’uranio al 5% nell’impianto di Fordo» ha detto ieri sera alla agenzia ISNA il capo del programma nucleare iraniano aggiungendo che l’Iran dispone anche di una discreta scorta di uranio arricchito al 20%.

Ieri gli Stati Uniti avevano accusato l’Iran di “ricatto nucleare” giudicando ingiustificabile l’annuncio che avrebbero ripreso l’arricchimento dell’uranio nell’impianto di Fordo.

«L’Iran non ha motivo credibile di espandere il suo programma di arricchimento dell’uranio, presso la struttura di Fordo o altrove, a parte un chiaro tentativo di estorsione nucleare che non farà altro che approfondire il suo isolamento politico ed economico», ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato.

Ma le minacce di nuove sanzioni non sembrano affatto intimorire gli Ayatollah iraniani che ormai si ritengono quasi intoccabili dopo che hanno potuto attaccare impunemente e per diverse volte l’Arabia Saudita.

Molto più credibile la minaccia lanciata dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu il quale ieri, saputo dell’intenzione iraniana di riprendere l’arricchimento dell’uranio nella struttura di Fordo e addirittura di potenziarla, ha ribadito con fermezza che Israele non permetterà mai all’Iran di dotarsi di armi nucleari.

«Questo non è solo per la nostra sicurezza e per il nostro futuro; è per il futuro del Medio Oriente e del mondo» ha poi specificato Netanyahu.

La riapertura dell’impianto di Fordo è particolarmente significativa perché in sostanza significa l’uscita dell’Iran dall’accordo sul nucleare iraniano (JCPOA) il quale imponeva lo sgombero della struttura e lo svuotamento totale delle centrifughe.

Pochi giorni fa il capo del programma nucleare iraniano, Ali Akbar Salehi, aveva ammesso candidamente (e piuttosto spudoratamente) che l’Iran produce 20 tonnellate di acqua pesante all’anno e che la vendeva regolarmente ad altri paesi, in palese violazione del JCPOA.

Questa ammissione arriva dopo una serie di annunci molto preoccupanti nei quali gli Ayatollah hanno ribadito l’intenzione di potenziare le centrifughe per l’arricchimento dell’uranio (hanno annunciato anche una nuova centrifuga molto più veloce delle altre) e di tornare ad arricchire l’uranio su ampia scala.

L’immobilità europea

In questa escalation di annunci che in pratica confermano l’intenzione dell’Iran di uscire dall’accordo sul nucleare iraniano, l’Europa rimane alla finestra e non va oltre qualche flebile rimprovero invitando (ma con calma) l’Iran a tornare al JCPOA.

Fuori controllo

Ormai l’Iran è completamente fuori controllo e si sente autorizzato a fare qualsiasi cosa, minacciare Israele, interferire pesantemente in Iraq, in Siria e in Libano, bombardare l’Arabia Saudita, produrre armi nucleari.

Per troppo tempo si è sottovalutato il pericolo iraniano lasciando che gli Ayatollah posizionassero le loro pedine nel domino mediorientale e ora sarà quasi impossibile uscire da questa situazione senza provocare un conflitto regionale.

Abbiamo criticato per molto tempo l’Amministrazione Obama per l’accordo sul nucleare iraniano, la madre di tutti gli errori, ma non è che l’Amministrazione Trump abbia fatto tanto di più, anzi, se possibile ha fatto peggio dando una dimostrazione di debolezza incredibile che mai ci saremmo aspettati dall’America.