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Nucleare saudita non meno pericoloso di quello iraniano

Trump conclude un accordo con l’Arabia Saudita che in sostanza da a Riad l’accesso a tecnologie nucleari senza limitazioni. Proteste dal Congresso

Parliamoci chiaro, se è vero che il programma nucleare iraniano è un pericolo per tutto il mondo, non meno pericoloso è quello saudita di cui purtroppo si parla poco.

All’inizio di questa settimana un gruppo bipartisan di senatori americani ha scritto una lettera di critica molto dura sui recenti accordi tra Washington e Riad in merito alla collaborazione tra USA e Arabia Saudita sul nucleare.

La lettera che vede come primi firmatari il democratico Robert Menendez e il repubblicano Marco Rubio, critica la decisione del Presidente Trump di stringere accordi con l’Arabia Saudita riguardo alla vendita e alla condivisione di tecnologia nucleare senza che tali accordi tengano conto del cosiddetto “accordo 123”, cioè quell’articolo della Sezione 123 dell’Atomic Energy Act del 1954, un complesso trattato che regolamenta la collaborazione statunitense con paesi stranieri in tema di nucleare civile e che impedisce all’entità straniera di arricchire l’uranio o di ritrattare il plutonio prodotto nei reattori, due delle principali vie per la fabbricazione di armi nucleari.

Il Presidente Obama aveva bloccato le trattative con i sauditi proprio perché questi ultimi si rifiutavano di rispettare la sezione 123 e non volevano venisse introdotta negli accordi.

Trump invece non se ne è interessato minimamente e il 27 marzo ha finalizzato un accordo con i sauditi per la condivisione di tecnologia nucleare che, come chiedevano i sauditi, non tenesse conto delle limitazioni imposte dalla Sezione 123 dell’Atomic Energy Act del 1954.

Ora, perché mai i sauditi dovrebbero opporsi alle limitazioni imposte dalla Sezione 123 dell’Atomic Energy Act se il loro programma nucleare è prettamente civile?

Se gli USA si battono tanto (e giustamente) per impedire all’Iran di dotarsi di armi nucleari, perché non fanno altrettanto con l’Arabia Saudita? A prescindere dalle alleanze regionale, i sauditi non sono meno radicali e pericolosi degli Ayatollah iraniani e di certo non sarebbe una buona cosa sapere che a Riad cercano di avere armi nucleari (cosa che per altro stanno cercando di fare da diversi anni cercando accordi con il Pakistan che la BBC nel 2013 dava per già fatti).

Non ci si faccia ingannare dal cambio della politica saudita nei confronti di Israele. L’Arabia Saudita è un regime islamico totalitario non meno pericoloso di quello iraniano e solo per mere ragioni di convenienza si è avvicinato a Israele e più in generale all’occidente.

Che Riad abbia accesso alle tecnologie nucleari senza limiti non è affatto una buona notizia per il mondo. Sarà un buon affare economico per gli Stati Uniti, ma per il resto è una minaccia che non può e non deve essere sottovalutata.

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