Società e cronaca

Oltre mille gay palestinesi salvati da Israele nel 2014

gay-palestinesi

E’ passato quasi un anno da quando abbiamo pubblicato il primo report sui gay palestinesi rifugiatesi in Israele. Durante questi mesi abbiamo monitorato attentamente la situazione e, in collaborazione con le autorità israeliane e nel rispetto delle norme di sicurezza imposte dalla situazione, abbiamo silentemente favorito l’ingresso di omosessuali palestinesi in Israele.

Alla fine i gay palestinesi salvati da morte sicura sono stati oltre mille in poco meno di una anno. Non nascondiamo di avere avuto ancora dei problemi con le autorità israeliane per quanto riguarda il riconoscimento dello status di rifugiato. Purtroppo le questioni di sicurezza non sono uno scherzo. Tuttavia non possiamo nasconder di avere avuto dalle autorità israeliane una piena collaborazione e, comunque, una totale tolleranza nei confronti dei gay palestinesi che per varie ragioni non hanno ancora ottenuto lo status di rifugiati. Nessuno li ha espulsi, nessuno li ha privati dei loro fondamentali Diritti a partire dalle cure sanitarie, nessuno gli ha proibito di fare coppia con cittadini israeliani tanto che le coppie miste (palestinese/israeliano) riconosciute dallo Stato Ebraico di Israele negli ultimi 12 mesi sono state oltre 130 (per la precisione 133).

Per andare nel dettaglio, i gay palestinesi richiedenti asilo negli ultimi 12 mesi sono stati 1.034 (1.011 uomini e 23 donne) che hanno fatto regolare domanda di riconoscimento dello status di rifugiato in Israele. Al momento in cui scriviamo le domande accettate sono state 291 mentre le altre sono in corso di verifica ma, come detto, nessuno dei gay palestinesi richiedenti asilo è stato espulso da Israele, una decisione che forse viola le rigide norme di sicurezza israeliane ma che salvaguarda la vita di centinaia di giovani gay palestinesi che vedono in Israele l’unica loro ancora di salvezza.

Vorremmo quindi ringraziare sentitamente le autorità israeliane per aver dimostrato estrema sensibilità nei confronti dei gay palestinesi e di avere fatto in modo che possano continuare a vivere senza essere perseguitati per il loro status o il loro genere.

(I dati sono stati forniti dal Ministero degli Interni dello Stato di Israele)

[glyphicon type=”user”] Scritto da Paola P.

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11 Comments

  1. Ora arriveranno anche dall’Indiana e dall’Arkansas, dove l’omofobia é stata legalizzata facendola passare per libertà di fede religiosa.

  2. se lo dovrebbero ricordare le imbecilli e imbelli associazioni gay sempre pronte a manifestare, in nome dell’ideologia di sinistra, contro un paese in cui i gay possono essere tali persino nell’esercito e a favore di chi li fa volentieri a pezzi.

    1. elisabetta, sono gay, e concordo pienamente con te: in molti gay è radicato un odio profondo per Israele che io proprio non riesco a concepire. un mio conoscente omosessuale ha persino la bandiera palestinese come immagine del profilo, e mi fa davvero pena, considerando che a Gaza la “sodomia” è illegale

      1. credo che sia l’accecamento ideologico che prevale su ogni forma di buon senso e anche di onestà. Basterebbe solo chiedersi dove si prederirebbe vivere se in Israele oppure a Gaza, a Ramallah ecc.ecc.

    2. essere gay e provare viva solidarietà verso i gay palestinesi non mi rende meno evidente la violazione dei diritti umani in altri ambiti fatta da israele. apprezzo gli sforzi fatti verso la comunità LGBT ma una non giustifica l’altra.

      1. E’ incredibile come voi stolti filo-pal vi riempiate la bocca della parola “diritti umani” senza nemmeno sapere di cosa stiate parlando. Da quando difendersi dai terroristi è una violazione dei diritti umani? Volete parlare di “violazione dei diritti umani”, bene, fatelo partendo da quello che fa Hamas a Gaza o la ANP nella West Bank. Solo allora e non prima potrete parlare di tutto il resto. E’ ora di smetterla di nascondere il proprio odio anti-israeliano dietro ai diritti umani. Volete difendere i diritti umani dei palestinesi? Andate a Gaza e manifestate contro Hamas. Forse finirete come il povero Arrigoni, ma almeno avrete fatto finalmente la cosa giusta. E cheppalle…..

        1. Concordo pienamente con te Aaron. Si riempiono la bocca con “diritti umani” solo quando si parla di ISRAEL dimenticando (sara’ ??) dei veri “diritti umani” violati quotidianamente in turchia, siria, iran arabia e in tutti i paesi islamici. Povretti, avrebbero veramente bisogno di una cura al fosforo per aiutare il cervello a ricordare.

    3. Facile a dirsi con notizie bypassate dal governo israeliano.
      Poi magari aggiorniamo le persone sul fatto che a questi presunti salvati lo status viene dato se danno informazioni riguardanti presunte organizzazioni terroristiche e una volta che queste non vengono più fornite vengono rispediti a casa.

      Grazie per il pinkwashing

      1. Ma quanto vi piaceranno questi termini roboanti e scopiazzati?
        I gay palestinesise se vogliono vivere devono rifugiarsi in Israele e non devono fornire alcuna informazione. Figuriamoci se lo Shin Bet ha bisogno dei gay palestinesi per individuare cellule terroristiche. Non è ora che cominciate a diventare un po’ umani?

      2. il solito complottista che sparla a “vanvera”….(deriva sinistroide o da centro sociale)

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