Osama bin Laden ha vinto? Il Medio Oriente senza gli americani

Se oggi Osama bin Laden fosse vivo assisterebbe all'avverarsi del suo sogno: un Medio Oriente senza americani, potenze islamiche che li affrontano a muso duro mentre ricattano l'occidente. Forse accetterebbe persino che a fare tutto questo sia una potenza sciita

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Franco Londei - Editor

Sono passati 25 anni da quando, l’11 settembre 2001, Osama bin Laden ha attaccato l’occidente nel nome dell’Islam demolendo quelle che erano a tutti gli effetti il simbolo inequivocabile dell’occidente stesso, le Torri Gemelle di New York.

26 giorni dopo gli Stati Uniti attaccarono l’Afghanistan reo di ospitare e proteggere bin Laden e i vertici di Al Qaeda, il gruppo terrorista islamico di cui proprio lo sceicco del terrore ne era il capo e al quale era stato attribuito l’attacco alle Torri Gemelle.

Dal punto di vista puramente strategico, la mente militare dell’attacco (ideato da Khalid Sheikh Mohammed e approvato da bin Laden) mirava a rovesciare i governi del Medio Oriente alleati degli Stati Uniti (o considerati tali da Al Qaeda) per instaurarvi califfati integralisti.

Consapevole che attaccare direttamente i regimi locali era difficile a causa della protezione americana, al-Qaeda scelse di colpire direttamente la superpotenza sul proprio suolo. L’obiettivo era dimostrare la vulnerabilità degli Stati Uniti, trascinarli in una logorante guerra sul territorio mediorientale per dissanguarli economicamente e costringerli al ritiro definitivo dalla regione.

Sono passati 25 anni è l’obiettivo che si era posto Osama bin Laden è quasi a portata di mano, anche se non grazie ad Al Qaeda o ad altri gruppi terroristici sunniti, quanto piuttosto a quella potenza sciita che bin Laden non amava, l’Iran degli Ayatollah.

Gli americani si sono ritirati dall’Afghanistan a seguito di un accordo scellerato tra Donald Trump (primo mandato) e i Talebani, accordo che ha permesso a questi ultimi di riprendere il potere in poche ore, dopo la disorganizzata e vergognosa fuga ordinata da Joe Biden.

In Medio Oriente gli americani stanno lasciando gli alleati arabi al loro destino con un ritiro in corso dall’Iraq, quello concluso dalla Siria, quello preventivato dall’Arabia Saudita, dagli Emirati Arabi Uniti, dal Bahrein e probabilmente dal Qatar, anche se in questo caso si parla di “ridimensionamento”.

La guerra statunitense contro l’Iran ha di fatto accelerato una decisione già presa che per il momento non riguarda la Giordania né l’assistenza e appoggio a Israele, ma che coinvolge un’area fondamentale per l’occidente e che comprende il Golfo Persico chiuso dai Pasdaran attraverso il blocco dello Stretto di Hormuz, e lo stretto di Bab el-Mandeb ormai in mano ai ribelli Houthi dello Yemen e che blocca il Mar Rosso.

Americani in fuga o in ritirata, potenze islamiche sunnite che si alleano e potenze islamiche sciite che prendono il controllo di vaste aree geopoliticamente fondamentali per l’Occidente mentre combattono contro gli Stati Uniti.

Se Osama bin Laden fosse vivo e potesse vedere il Medio Oriente di oggi ne rimarrebbe sicuramente soddisfatto.

Ora, la mia è chiaramente una semplificazione volta a far capire quanto male stia facendo la Presidenza Trump (compresa la prima) al Medio Oriente. Perché se il tutto si limitasse al solo ritiro parziale americano dalla regione, lo shock sarebbe certamente importante ma non fatale. Ma la politica della Casa Bianca che non si sa cosa voglia fare, che ha bloccato Israele su più fronti, abbinata a quello che si sta configurando come una replica dell’accordo con i Talebani (abbandono della regione in cambio di vuote promesse) ma fatto con Teheran, è invece fatale perché consegna nei fatti il Medio Oriente all’Iran.

Sauditi, emiratini e israeliani lo hanno già capito tanto che tessono alleanze e agiscono militarmente come se gli americani se ne fossero già andati (i sauditi con meno fortuna, per il momento). Però i conti senza Washington bisogna che comincino a farli anche gli altri perché l’Iran sta portando avanti una doppia offensiva veramente devastante, oltre che sorprendente, la quale nel caso vada a buon fine consegnerà a Teheran due delle vie d’acqua più importanti al mondo.

Il sogno di Osama bin Laden portato avanti dagli sciiti. Roba da non credere.

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo