Ossessionati da Netanyahu

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Franco Londei - Editor

Sin dal suo insediamento, nell’ottobre del 2022, al Governo Meloni è stato chiesto di ripudiare l’amicizia con Israele e in particolare con Benjamin Netanyahu.

Dopo il pogrom e il massacro del 7 ottobre 2023 questa richiesta è diventata addirittura ossessiva. Avrebbe dovuto essere il contrario, cioè, dopo un massacro del genere tutto il mondo si sarebbe dovuto stringere attorno a Israele e al suo Premier. Non in Italia. Da noi alla prima risposta israeliana contro Gaza si è iniziato a parlare di “genocidio” e di “crimini di guerra” commessi da Netanyahu.

L’8 ottobre 2023 il gruppo terrorista iraniano ma con sede in Libano, Hezbollah, in solidarietà con Hamas, inizia a lanciare missili e bombe contro il nord di Israele provocando lo sfollamento di centinaia di migliaia di cittadini israeliani. Sentito niente? Qualcuno ha chiesto di condannare il defunto capo di Hezbollah, Hassan Narallah? Naturalmente NO. Ma appena l’IDF risponde agli attacchi di Hezbollah, tutti a chiedere la condanna di Netanyahu.

Nel frattempo a Gaza l’ormai defunto (anche lui) capo di Hamas, Yahya Sinwar, ordinava a donne e bambini di fare da scudi umani affermando che più ne morivano e più sarebbe aumentata la pressione su Israele, una cosa che avrebbe dovuto indignare anche una Ameba del Lago Vittoria. Eppure da noi sembra che nessuno a sinistra abbia un quoziente intellettivo superiore a quello di una Ameba, e così tutti zitti, ma prontissimi a condannare Netanyahu quando gli scudi umani di Hamas morivano immancabilmente sotto le bombe israeliane. Netanyahu, non Sinwar.

E mentre a Gaza, uno dopo l’altro si scoprivano gli ingressi dei tunnel all’interno degli ospedali, da noi non si condannava Hamas per aver reso gli ospedali degli obiettivi legittimi secondo il Diritto Internazionale, no, da noi si condannava il “criminale di guerra” Netanyahu e il Ministro della difesa, Yoav Gallant, per aver sbattuto in faccia al mondo la meschinità di Hamas.

I ribelli Houthi dello Yemen cominciano a lanciare missili balistici contro Israele, ma nessuno da noi dice una parola. Israele decide di colpire lo Yemen e subito c’è la levata di scudi contro Netanyahu reo di aver violato il Diritto Internazionale.

Sono passati gli anni e si continua a chiedere al Governo italiano di ripudiare Netanyahu e con esso l’intero Stato di Israele.

Israele e Stati Uniti hanno attaccato l’Iran che finanziava e armava Hezbollah, Hamas, i ribelli Houthi dello Yemen, la Jihad Islamica palestinese e ogni gruppo terrorista dal fiume al mare, inteso dall’Eufrate all’Atlantico, mentre stava costruendo la bomba atomica. E indovinate di chi si chiede la condanna? I Pasdaran massacrano 30.000 ragazzi iraniani in una notte, ma indovinate chi è il criminale di guerra? Il boia di Teheran lavora praticamente 24 ore su 24, ma da noi chiunque di sinistra vada in TV nemmeno lo nomina, ma indovinate di chi chiede la condanna?

Ora, chi scrive è un critico (spero costruttivo) di Netanyahu e di certo non ha nulla a che vedere con l’ideologia della Meloni, ma questa ossessione della sinistra per Netanyahu non solo è diventata stucchevole, ma credo nasconda un terribile secondo fine, quello di mettere sotto accusa l’intero Stato di Israele e finanche l’intero popolo ebraico. Non credo sia un caso l’esplosione di antisemitismo a cui stiamo assistendo e non credo dipenda dalle guerre difensive di Israele. Credo invece ad una trama, ad un preciso disegno di quella Fratellanza Musulmana ormai diventata prima fonte di informazione dell’interno mondo di sinistra. 

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Esperto di Diritti Umani, Diritto internazionale e cooperazione allo sviluppo. Per molti anni ha seguito gli italiani incarcerati o sequestrati all’estero. Vai al mio profilo completo