Società e cronaca

Perché l’ISIS piace tanto ai musulmani? Un problema europeo

Nei giorni scorsi la stampa italiana ha dato particolare risalto a un sondaggio implementato da Al Jazeera nel quale veniva chiesto ai lettori se sostenevano le vittorie del ISIS, o Stato Islamico, in Iraq e in Siria. Ebbene l’81% dei 38.000 utenti che hanno risposto ha detto di sostenere l’ISIS e quindi di condividerne le idee e i mezzi.

Ma se il sondaggio di Al Jazeera non stupsice, pur con tutti i distinguo sul suo valore scientifico, quello che appare evidente navigando sui tanti siti web e forum jihadisti e che in parte stupisce a allarma, è che non sono solo gli utenti di Al Jazeera a pensarla così ma anche i musulmani “integrati e moderati” occidentali, quelli nati e cresciuti in Europa. Su un forum molto frequentato (del quale per ovvi motivi non divulghiamo il nome) la discussione sul sondaggio di Al Jazeera è stata presa letteralmente d’assalto da utenti di tutta Europa che non hanno lesinato elogi per il “buon lavoro” che lo Stato Islamico sta facendo e nel contempo non hanno fatto mancare attacchi di estrema violenza verbale verso i pochi che ne contestavano i mezzi e l’ideologia.

E’ chiaro, anche in questo caso siamo nel campo delle illazioni e non dei dati scientifici, ma a volte si capisce di più leggendo da questi forum che ascoltando le parole “ufficiali” dei vari imam.

L’ISIS piace ai musulmani, c’è poco da dire. Piace perché rappresenta quello che loro credono essere il “vero Islam”, piace perché non lesina violenza, perché fa tornare in mente le conquiste islamiche dei secoli scorsi quando i musulmani arrivarono alle porte di Vienna e disseminarono il loro cammino di stragi di infedeli, di donne cristiane stuprate e prese come schiave e di tante altre “belle cose”. E non è forse quello che oggi sta facendo l’ISIS?

Perché quindi continuare a negare l’evidenza e non ammettere che in Europa abbiamo un problema enorme? Perché continuare a parlare di “Islam moderato” oppure addirittura di “Islam religione di pace” quando tutte le evidente, TUTTE, ci dicono l’esatto contrario? Non sarebbe più intelligente affrontare il problema invece di continuare a chiudere gli occhi?

Non vogliamo negare che ci sia anche un Islam moderato che però tace su tutta la linea o è messo a tacere dalla maggioranza. Non neghiamo nemmeno che una certa parte di musulmani non condivide quello che fa lo Stato Islamico, vuoi perché è di un’altra confessione rispetto a quella sunnita, vuoi perché ragionano con un briciolo di cervello, ma forse è arrivato il momento di farne una questione religiosa mandando a quel paese le remore morali ed etiche. Se non ammettiamo di avere un grosso problema con i musulmani in Europa allora rassegnamoci a sottostare alla loro prepotenza. Se continuiamo a tacere sotto la minaccia di essere etichettati come islamofobi non facciamo un gran bel servizio ai nostri figli perché gli consegneremo un mondo devastato. Anche con il nazismo ci siamo girati dall’altra parte e siamo stati silenti ad attendere l’evolversi dei tragici eventi. Con l’islam e con l’ISIS stiamo facendo esattamente lo stesso errore.

[glyphicon type=”user”] Scritto da Carlotta Visentin

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2 Comments

  1. Ottimo articolo. Credo che molti europei, non islamici, vedano l’Isis come l’apocalisse e ne godono. Praticamente come se fosse un bell’asteroide in procinto di cadere sul pianeta. Fantasticano di un “dopo”, in cui loro ovviamente saranno presenti come sopravvissuti, perché la loro vita attuale è talmente meschina che un asteroide o l’Isis sono preferibili.

  2. Credo che dovremmo chiederci perché l’ISI non venga davvero contrastato sul piano militare.
    Le lamentele dei piloti americani sulle procedure di ingaggio che riducono di molto l’efficacia dei bombardamenti stanno lì a dimostrarlo.
    Sull’ ISI dovrebbero essere tutti d’accordo, almeno USA Europa e Russia, con la Cina sotto traccia.
    E invece niente, l’Isi si espande munito di risorse e armamenti e naturalmente di adesioni musulmane.
    Si vede che l’ISI serve da copertura per qualcosa:
    da un lato distrae l’attenzione sui veri scopi della cordata euro-russo-americana, dall’altro fa emergere la necessità di una partnership con l’Iran, per «mettere ordine» nell’area.
    C’è infatti una cosa su cui USA , Russia ed Europa sembrano d’accordo:
    arrivare il prima possibile ad una intesa globale con l’Iran, fingendo che con questa intesa si blocchi la sua proliferazione nucleare.
    A dimostrare la fondatezza di questa affermazione basta rilevare che non ci sono neppure gli elementi minimi di un accordo reale, se non altro perchè ognuno ne divulga una versione diversa e incompatibile con quella della controparte.
    Tuttavia non se ne parla più in attesa della fine di giugno, come se la cosa fosse in via di soluzione e ormai potrebbe procedere in automatico.
    In realtà il progetto strategico reale della cordata tra USA, Europa e Russia- è quello di accogliere senza troppe condizioni l’Iran nel club dei mercati internazionali.
    L’Isi probabilmente rimarrebbe nelle intenzioni degli strateghi come contentino di autodifesa per i sunniti del Golfo e come spina nel fianco per l’Iran, perchè non si senta troppo a suo agio.
    Questo calcolo deve necessariamente portare sia ad una sottovalutazione che ad un uso del califfato, almeno per il momento.
    Intanto vedremo alla fine di giugno se l’Iran verrà sdoganato senza tanti se e senza tanti ma.
    Basta aspettare un mese.

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