In queste ore circola la voce che attraverso una rivelazione sfuggita non si sa a chi, si potrebbe dedurre che i miliziani di Hamas morti durante la guerra con Israele sarebbero 50.000 e che quindi tutti i conteggi fatti per dichiarare un “genocidio a Gaza” sarebbero inesatti.
Ora, che i conteggi delle vittime siano effettivamente gonfiati lo diciamo da un po’. Che i corpi delle vittime non si trovino è un dato di fatto, ma sparare cifre ad minchiam ci mette sullo stesso piano di chi sostiene che le vittime civili siano 70.000 e oltre.
Ieri, non si sa chi, ha sparato la notizia che “Hamas ha annunciato il pagamento di indennità a circa 50.000 vedove di miliziani di Hamas uccisi dall’esercito israeliano nel corso del conflitto”. Ora, per quanto abbiamo cercato non siamo riusciti a risalire alla fonte della notizia, cioè a come Hamas avrebbe fatto una tale ammissione. Ci siamo trovati nella stessa posizione di qualche giorno fa quando fonti sconosciute avevano diffuso la notizia- falsa – che Israele aveva ammesso che i civili morti a Gaza fossero 70.000.
L’IDF, che ufficialmente non ha mai dato i numeri dei miliziani di Hamas morti durante la guerra a Gaza, a febbraio 2026 parla genericamente di un numero che va da 22.000 a 25.000. Si calcola che Hamas, all’inizio del conflitto, avesse circa 40.000 effettivi di cui moltissimi giovani tra i 16 e i 18 anni (poi farà scendere l’età per l’arruolamento a 14 anni) usati all’inizio della guerra come carne da cannone allo scopo anche di preservare le unità d’élite.
Quindi, 50.000 miliziani di Hamas morti durante la guerra è un numero che non si basa su nulla, che non trova riscontro né nel numero calcolato dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), né nel numero degli effettivi di Hamas. Il numero di 50.000 vedove poi è davvero un azzardo calcolando che molti dei miliziani di Hamas morti durante la guerra avevano tra i 16 e i 18 anni e che comunque ci sarebbero almeno 10.000 vedove in più.
In ogni caso, cercando di informarci da fonti verificate abbiamo scoperto che Hamas ha predisposto due canali per il pagamento della indennità alle vedove e ai martiri.
Il programma d’emergenza di Hamas (2024-2026)
Secondo dati recenti diffusi dal Ministero dello Sviluppo Sociale di Gaza (gestito da Hamas), è stato attivato un programma di sussidi specifici per le famiglie colpite dal conflitto attuale:
- Importo: Circa 500 NIS (nuovi shekel israeliani), che equivalgono a circa 125-135 euro.
- Beneficiari: Al febbraio 2026, Hamas ha dichiarato di aver erogato pagamenti a circa 19.300 vedove di Gaza, per un totale di quasi 10 milioni di NIS.
- Natura del pagamento: Questo sussidio sembra essere un aiuto d’emergenza rivolto alle vedove di guerra in generale, non limitato esclusivamente alle mogli dei miliziani, sebbene la gestione politica della distribuzione resti sotto il controllo dell’organizzazione.
Tra 50.000 e 19.300 ci sono ben 30.700 miliziani (e vedove) in esubero
Pagamento delle indennità ai martiri (Hamas + ANP)
Storicamente, le famiglie dei palestinesi uccisi (definiti “martiri” nel contesto locale) ricevono indennità mensili fisse tramite il Martyrs Fund. Sebbene Hamas gestisca i propri fondi privati, molte famiglie di Gaza attingono a questo sistema più ampio:
- Base mensile: L’indennità base per la famiglia di una persona uccisa è di circa 1.400 NIS (circa 350 euro).
- Maggiorazioni:
- Mogli: Un supplemento di circa 100 dollari per ogni moglie.
- Figli: Circa 50 dollari per ogni figlio (fino ai 18 anni o fino alla fine degli studi universitari).
- Status di combattente: Le famiglie dei membri effettivi di Hamas spesso ricevono integrazioni dirette dal braccio armato del gruppo (Brigate al-Qassam), che possono portare il totale mensile a superare gli 800-1.000 dollari, una cifra significativamente superiore al salario medio locale.
Non è chiaro quante siano le indennità ai martiri anche perché nel numero ci sono i terroristi morti in Cisgiordania e spesso le indennità ai martiri si vanno a sovrapporre a quelle per le vedove.
Questi sono numeri verificati. Dare numeri ad minchiam come è stato fatto ieri mette l’informazione ebraica sullo stesso piano di quella filo-palestinese e non è professionale.
