Società e cronaca

Rapporti Iran – Italia: il Ministro Terzi spieghi le aperture italiane a Teheran

Secondo l’ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, l’Italia è il primo partner commerciale dell’Iran e, in un incontro con il ministro degli Esteri iraniano, Ali Akbar Salehi, avrebbe espresso la volontà di “migliorare ulteriormente i rapporti bilaterali e la cooperazione”.

Lo riferiva ieri l’agenzia di stampa iraniana Fars News parlando di un incontro cordiale e collaborativo tra l’ambasciatore Bradanini e il Ministro Salehi, un incontro che avrebbe spianato la strada per “rafforzare le relazioni tra Iran e Italia”.

Ora, francamente non si capisce questo modo di fare politica estera da parte dell’Italia. Dopo il suo vergognoso si alla nomina della Palestina a “stato osservatore” dell’Onu, decisione in aperto contrasto con la politica di amicizia verso Israele, ora arriva anche questa ennesima decisione in contrasto con i maggiori alleati dell’Italia che invece cercano di fare di tutto per isolare il regime iraniano.

Il Ministro degli Esteri italiano, Giulio Terzi, spieghi se l’ambasciatore italiano a Teheran, Alberto Bradanini, ha agito di sua spontanea volontà oppure ha seguito precise direttive del Governo Italiano. In un momento in cui tutto il mondo è allarmato per il programma nucleare iraniano e per il sostegno di Teheran al regime siriano, mentre i maggiori alleati dell’Italia (compresa l’Unione Europea) chiedono maggiori e più incisive sanzioni contro l’Iran, l’Italia va clamorosamente in controtendenza e ipotizza addirittura un “rafforzamento delle relazioni tra Italia e Iran”. La cosa è ancora più grave per il fatto che il Ministro Terzi, in qualità di ministro tecnico e non eletto, non rappresenta veramente il popolo italiano e non dovrebbe quindi prendere decisioni così delicate per il futuro della politica estera italiana.

Bianca B.

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3 Comments

  1. E’ la realpolitik. Sono in ballo miliardi di euro, e noi non stiamo esattamente all’apice della crescita economica. Se è vero che siamo il primo partner commerciale sarebbe economicamente folle interrompere questi rapporti.

  2. La logica di Giuseppe è la logica a-morale che ha portato all’alleanza con il III Reich sia l’Italia fascista nel 1936 sia l’Unione Sovietica nel 1939.
    Il che, del resto, è naturale per chi teorizza, come fa Machaivelli, che la politica e la morale debbano essere due cose separate.

  3. Non sono così sicuro sull’utilità delle sanzioni. La corsa all’atomo prosegue, chi ne paga il prezzo è la popolazione, e in più il regime ha un nemico in più da additare, rafforzando così il consenso. L’Italia si è già giocata l’influenza in Libia, non potrebbe permettersi un altra mazzata, ripeto, sempre se è vero che siamo il primo partner commerciale. Andate a spiegare la bontà di un’eventuale embargo a tutti quelli che lavorano nell’ambito del commercio con l’Iran.

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