La Russia ha duramente attaccato il comportamento tenuto da Israele al Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu dove Gerusalemme ha chiesto la sospensione di Mosca.

Una dichiarazione del ministero degli Esteri russo ha accusato Lapid di aver effettuato un «attacco anti-russo» con i suoi commenti dopo il voto dell’Assemblea generale della scorsa settimana.

«C’è uno sforzo per sfruttare la situazione intorno all’Ucraina per distrarre la comunità internazionale da uno dei conflitti irrisolti più lunghi: quello israelo-palestinese», ha affermato il ministero degli Esteri russo.

La dichiarazione del Ministero degli esteri russo ha continuato a inveire contro Israele per «l’occupazione illegale e l’annessione strisciante dei territori palestinesi».

«Degno di nota – continua la dichiarazione – che l’occupazione più lunga nella storia mondiale del dopoguerra sia condotta con la tacita connivenza dei principali paesi occidentali e l’effettivo sostegno degli Stati Uniti».

Ma quello che sembra aver irritato più di tutto i russi è la dichiarazione rilasciata dopo il voto dell’assemblea dal Ministro degli esteri israeliano, Yair Lapid, che ha accusato Mosca di «aver invaso illegalmente uno stato sovrano» e di «commettere crimini di guerra in Ucraina».

Al momento non ci sono dichiarazioni di risposta da parte di Lapid o del Ministero degli esteri israeliano, ma va dato atto a Israele di aver preso una posizione molto ferma nonostante l’accordo con Mosca riguardante la Siria.

Vedremo nei prossimi giorni, forse addirittura nelle prossime ore, quanto è forte l’irritazione russa contro Israele. Vedremo cioè se le difese russe stanziate in Siria (S-300 ed S-400) a difesa delle basi dei Guardiani della Rivoluzione entreranno in funzione.

Vedremo anche se le batterie di S-300 ed S-400 stanziate dai russi in Siria saranno realmente in grado di fermare gli attacchi israeliani o, come sembra, non sono affatto in grado di farlo.

Sembra infatti che gli israeliani abbiano sin dall’inizio trovato il sistema di bucare le difese russe ma che a Mosca abbiano preferito “far credere” che queste difese non siano entrate in azione per non perdere affari milionari derivanti dalla loro vendita.

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