S-400 russi in Turchia: un affare guardato dal punto di vista sbagliato

Perché Erdogan, nonostante i rischi di ritrovarsi fuori dalla NATO, dal progetto F-35 e sotto sanzioni, ha comunque acquistato il sistema S-400 dalla Russia?

I primi pezzi del sistema missilistico russo S-400 sono arrivati in Turchia così come preannunciato da Erdogan nell’aprile scorso.

L’acquisto del sistema missilistico russo da parte di Ankara ha sollevato un sacco di polemica sia tra gli Stati Uniti e la Turchia che all’interno della NATO di cui la Turchia fa parte, NATO che ha accusato Ankara di mettere a repentaglio la sicurezza dell’Alleanza.

Certo, la prima cosa che salta agli occhi in tutta questa vicenda è che un Paese della NATO che compra armi dai russi, cioè dal nemico, fa effettivamente un effetto strano. Per di più è vietato dagli stessi accordi all’interno dell’Alleanza Atlantica.

Ma secondo il mio modestissimo parere la vera domanda da porsi è: perché la Turchia che potrebbe avere a disposizione i missili Patriot, che fanno lo stesso lavoro degli S-400 e lo fanno meglio, compra un sistema di difesa dai Russi? Che motivo ha Ankara di mettersi in casa un sistema costruito dal nemico?

Gli americani temono che attraverso gli S-400 i russi, che devono stare in Turchia per mesi onde insegnare ai turchi l’uso del sistema d’arma, possano spiare gli F-35 e scoprirne i lati deboli.

Per questo motivo hanno bloccato la consegna degli F-35 alla Turchia e hanno escluso i piloti turchi dall’addestramento sui nuovi caccia punta di diamante dell’Alleanza. Si tratta quindi di una forma di “tradimento”? La Turchia vuole uscire dalla NATO?

Onestamente non credo. Ma la caparbietà di Erdogan nell’andare avanti nell’acquisto del sistema d’arma russo con il rischio di uno scontro diretto con Washington e addirittura di finire sotto sanzioni, è quantomeno sospetta.

E allora perché Erdogan si è impuntato così tanto su una questione che rischia di mettere la Turchia in grave difficoltà? Perché comprare un sistema di difesa avanzato dai russi quando intorno alla Turchia non c’è un Paese “nemico” con una aviazione così avanzata da “meritarsi” gli S-400? Erdogan non ha certo paura dei vecchi MIG siriani o iraniani e se temesse qualcosa dal blocco ex sovietico punterebbe decisamente sui Patriot.

In realtà nei paraggi un Paese “nemico” che dispone di una aviazione avanzata ci sarebbe, almeno nella mente dei turchi: Israele.

Se guardiamo l’acquisto degli S-400 russi da parte della Turchia sotto ogni punto di vista non possiamo non notare che Erdogan ha tutto da perdere da questa decisione, ma non se la guardiamo come una mossa per equilibrare la soverchiante supremazia israeliana nei cieli del Medio Oriente.

Al di la dei buonissimi rapporti che ci sono tra Israele e la NATO, Erdogan considera lo Stato Ebraico se non un nemico, quantomeno un ostacolo ai suoi piani. Non aiuta, finanzia e arma Hamas per caso o per uno sfizio. Lo fa perché rientra nei suoi piani a medio e lungo termine per il Medio Oriente (e non solo).

Solo se guardato da questo punto di vista l’affare tra Ankara e Mosca ha un senso. Solo guardandolo da questo punta di vista l’ostinazione di Erdogan, nonostante i rischi, può trovare una motivazione.