Middle East

Shock in Israele: gli arabi-israeliani sostengono l’ISIS

E’ davvero scioccante quanto emerso da un sondaggio fatto tra i cittadini arabo-israeliani in merito al loro pensiero sullo Stato Islamico, ISIS. La maggioranza dei cittadini israeliani di religione islamica pensa che l’ISIS sia la soluzione e ne appoggia e condivide le idee.

Lo rivelano questa mattina diversi quotidiani israeliani che riportano anche la notizia della moschea di Umm al-Fahm dove l’Imam ha esposto uno striscione inneggiante all’ISIS, un fatto gravissimo che ha costretto le autorità israeliane a convocare lo stesso imam per chiedere spiegazioni. Ma le spiegazioni sono proprio tra le pieghe del sondaggio: gli arabi con cittadinanza israeliana appoggiano le idee del ISIS e le ritengono perfettamente in linea con il credo islamico. Addirittura arrivano a giustificare le decapitazioni affermando che “è il metodo giusto per uccidere gli infedeli secondo il Corano”.

Secondo un altro imam arabo-israeliano l’ISIS è la rappresentazione del sogno islamico, un califfato, uno Stato Islamico con confini ben definiti al cui interno si seguono i dettami del Corano. Insomma, un vero sogno.

Su questo fatto bisognerebbe aprire una seria riflessione così come in occidente: come diavolo può succedere che persone nate e cresciute in una democrazia che garantisce loro tutti i Diritti preferiscano uno Stato Islamico oppressivo e violento? Come si può preferire la Sharia alla democrazia?

E’ un segnale da non sottovalutare soprattutto da parte di chi, anche all’interno di Israele, ventila l’ipotesi della Stato unico bi-nazionale. Questa gente non apprezza la democrazia e preferisce lo Stato Islamico. Come si può pensare seriamente di convivere con persone del genere?

[glyphicon type=”user”] Scritto da Sharon Levi

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17 Comments

  1. Non ci si capisce più niente; come si fa a desiderare di vivere all’ombra di una religione come l’Islam, come se fosse l’unica soluzione?

    1. Annientare lo Stato Ebraico è da sempre l’ obiettivo dei terroristi e il primo passo verso un mondo totalmente islamico, fatto a misura dei tagliatori di teste. La pace non potrà mai esistere con questi intenti perciò Hamas deve essere distrutta, così come ogni organizzazione terroristica che ovunque nel mondo alzi la cresta va abbattuta sul nascere, e senza curarsi della disapprovazione da parte di quel buonismo manipolatore che da sempre distorce i fatti, trasformando i terroristi in vittime e le vittime in terroristi /assassini di bambini. Gli arabo-“israeliani” che appoggiano l’iSIS sono *terroristi* non israeliani e vanno cacciati a pedate nel culo. Non esistono islamici da salvare visto che per loro “Infedele” è chiunque non sia di religione islamica. Sarà veramente un mondo nuovo quando non esisterà piu’ traccia di questi fanatici , nè all’interno, nè all’esterno dello stato di Israele, ne altrove sulla faccia della Terra, e sarà finalmente un mondo dove non pioveranno più razzi sulle città e dove finalmente si potrà vivere in pace.

  2. Secondo me, se amano tanto lo stato islamico dovrebbero andarci a vivere. Cosa ci stanno a fare in Israele? Fuori, a calci nel di-dietro, e basta regalare aiuti umanitari a chi vuole la nostra testa.

    1. Non ci vanno a vivere perchè ritengono che l’Arabia (lo stato islamico per eccellenza) non è abbastanza islamica per i loro gusti.

  3. Seria riflessione e rivedere i criteri di selezione dell’immigrazione nei paesi liberaldemocratici. Gli islamici-almeno in maggioranza- restano un problema- i sondaggi almeno danno una lettura concretamente indicativa, s’intende- e non si tratta di razzismo ma di storia, origini, cultura e ambienti più o meno “educativi”. Rispetto ai cristiani, buddisti o induisti. Ai voglia di negare “buonisticamente” che non esiste un “conflitto di civiltà e di religione”. Tutte balle. Sicuramente Israele saprà fare meglio dell’Italia e il resto d’Europa la selezione e rivedere criteri di accoglienza.

    1. Che Israele saprà fare meglio dell’Italia e dell’Europa non lo darei tanto per scontato dal momento che, di fatto, continua a nutrire serpi in seno (il sondaggio citato in questo articolo lo dimostra in modo chiaro). Evidentemente, il buonismo é un male da cui neanche Israele é immune.

        1. Indubbiamente Israele é una società aperta – nel senso attribuito da Popper a questa espressione.
          Se non altro perché é nata forzosamente come società aperta, che comprendeva già dall’inizio al suo interno gruppi di svariata cultura politica e no.
          Da quello che osserviamo Israele riesce a mantenere questi caratteri, nonostante tutti i pericoli cui é soggetta.
          Ciò é senz’altro dovuto alla presenza di istituzioni democratiche, che sono forti grazie alla maggioranza ebraica della popolazione e alla forza del suo esercito e degli apparati preposti alla sicurezza.
          Credo pertanto che se una percentuale significativa degli arabi israeliani volesse davvero il califfato e si organizzasse allo scopo, dovrebbe anche prepararsi per tempo a fare le valigie.
          Naturalmente spero che niente di tutto ciò accada.
          E credo che sia una speranza fondata, perché il concetto di prevenzione é senz’altro in Israele una realtà operante.
          In Europa é un’altra cosa.
          In questa ipotesi, si mercanteggerebbe fino alla fine.
          A meno che non nascano soggetti politici di maggioranza che ancora non esistono o quasi.
          Dagli attuali governanti europei e dall’attuale trend non c’é nulla da aspettarsi.

          1. Infatti Israele unica democrazia liberaldemocratica in Medioriente, all’occorrenza, le sue frazioni politiche-destra/sinistra-per l’interesse nazionale procede come un corpo unico, politicamente e militarmente. Appunto, scordiamocelo questo aspetto, invece per l’italia, in quanto le sue istituzioni politiche storicamente cercano di arrampicarsi sugli specchi. L’esempio dei Marò che ancora stanno in India è vergognosamente lampante dell’immobilismo inefficiente che aleggia nei ministeri degli Esteri e della Difesa.

          2. Mi dispiace ma io “nell’Israele democratico” come dite voi, non ci andrei a vivere. Molto meglio le nazioni europee

      1. Giusto anche Isarele non è immune da serpi in seno ma a differenza dell’Italia, riesce meglio a isolarle e agire di conseguenza. Da noi tra chiacchere e distinguo le serpi strisciano beatamente grazie a solide coperture politiche e agli intellettuali politicamente corretti.

      2. Israele ha da sempre un 20% di musulmani sul suolo.
        In Europa ce ne sono il 6 % (in alcuni paesi di più, in altri di meno). Non molti ma molto ben coalizzati. Sfortunatamente la guerra per gli islamici è stabilità ed equilibrio, al contrario che per noi.

  4. Questo articolo è privo di alcun riferimento. Non riferite ne’ da dove abbiate preso questo fantomatico sondaggio ne’ il nome dell’imam che ha fatto quelle dichiarazioni.
    Che sia una palla come la storia del ragazzino palestinese bruciato perchè gay?

    Che giornalismo fate? Attendo con ansia delucidazioni..ma so che non arriveranno, avete la stessa attendibilità di Novella 2000

    1. purtroppo contro l’ignoranza non c’è nulla da fare. Nel 2014 c’è un mezzo formidabile che si chiama google. Ti sarebbe bastato un minuto per scoprire che i media israeliani ne parlano anche con una certa preoccupazione. Per esempio qui
      http://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4568546,00.html
      sul ragazzo palestinese abbiamo rettificato come fanno le persone serie (non ci definiamo media dato che siamo tuti volontari) a differenza dei tuoi amichetti filo-hamas che invece per mesi hanno detto che con i tre ragazzi palestinesi Hamas non c’entrava nulla e per mesi hanno continuato a postare immagini della Siria, dell’iraq e persino della Turchia spacciandole per immagini di Gaza.
      Gira al largo, qui non c’è trippa per gatti
      edit
      un’altra cosa, sei pregata quando commenti qui di usare il tuo vero nome, o ti vergogni???
      edit 2
      c’è solo una persona che posta articoli senza alcun fondamento. Indovina un po’ chi è?

  5. Questo sondaggio non dovrebbe stupire chi mastica la Parola di Dio, perché un musulmano che non si converte al Cristianesimo resterà, comunque, fedele all’Islam a prescindere se risiede o meno in Giudea. Bisogna fidarsi delle parole di Gesù e non delle statistiche umane, poiché viviamo negli “ultimi tempi” e, di conseguenza, dovremmo valutare tutto in base alle profezie bibliche: infatti, perché si adempia l’insurrezione delle nazioni contro Israele (Zaccaria 14), non deve fomentarsi, già al presente, un odio antisemita? Dio ci anticipa gli eventi futuri, e i credenti hanno il dovere di prendere sul serio gli avvertimenti divini, anche se – al momento – le vicende di cronaca ci mostrano il contrario. Io “amo” Israele perché Dio lo ama prima ancora di me!

  6. Non avevo nulla contro l’islam, o contro i paesi arabi, ma ora mi viene la nausea. Non se ne puo’ piu’.Cos’e’,la sindrome chiamata la mania di grandezza. Se prima ero interessata a saperne di piu’,adesso appena vedo una donna con il velo, giro la testa dall’altra parte. La storia ci ha sempre insegnato che i cambiamenti fatti con la forza, hanno prodotto l’effetto contrario. L’islam ha rotto le palle. Basta! Gli esaltati!

    1. Concordo.
      Anche io all’inizio vedevo l’islam come una semplice religione, poi ho voluto fare delle ricerche, vedendo gli islamici troppo fuggevoli se si trattava di parlare di problematiche quali il terrorismo, come se avessero avuto qualcosa da nascondere. E come volevasi dimostrare…

      Purtroppo la cultura islamica è l’unica cultura belligerante rimasta, per questo temo che possono vincere anche se in minoranza.

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