Middle East

Smascherato il bluff di Obama sul nucleare iraniano

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Nulla è cambiato in Iran dopo gli accordi di Ginevra, anzi, il programma nucleare iraniano va avanti come e più di prima. A dirlo alla IRNA è Behrouz Kamalvandi, portavoce iraniano presso l’Agenzia Atomica Internazionale (AIEA).

Behrouz Kamalvandi ha esposto i progressi fatti in Iran con le nuove generazioni di centrifughe per l’arricchimento dell’uranio. «Stiamo collaudando una nuova generazione di centrifughe con una capacità di arricchimento 8/10 volte superiore alle già veloci IR-2M». E quando gli è stato fatto notare che questi progressi iraniani contraddicono i patti di Ginevra Behrouz Kamalvandi ha risposto che «sono perfettamente in linea con quanto stabilito a Ginevra e con l’AIEA».

In sostanza Behrouz Kamalvandi ammette e conferma che nei colloqui di Ginevra non è compreso alcuno stop all’arricchimento dell’uranio come invece vuol far credere Obama. Proprio pochi giorni dopo i colloqui ci fu una polemica perché il testo dell’accordo diramato dalla Casa Bianca a uso e consumo dei cittadini americani non corrispondeva all’originale. Questa è l’ennesima smentita.

Durissima la reazione di parte israeliana alle parole di Behrouz Kamalvandi. Un portavoce del Governo ha fatto sapere che già Israele era preoccupato per l’ampliamento delle installazioni delle centrifughe IR-2M e che questo ulteriore potenziamento del ciclo di arricchimento dell’uranio dimostra in maniera inconfutabile che in Iran sono intenzionati ad andare avanti nel loro programma nucleare mirato al raggiungimento di un arsenale atomico e che l’accordo raggiunto a Ginevra mette seriamente in pericolo l’esistenza dello Stato di Israele.

Il bluff di Obama è durato solo due settimane. Le menzogne del Presidente americano non reggono più e ci si meraviglia che negli Stati Uniti, così sensibili alle bugie presidenziali (vedi Clinton), tacciano su questa ennesima e clamorosa balla di Obama.

Sarah F.

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3 Comments

  1. Obama ha fatto ciò che i cittadini volevano. dai sondaggi (fonte Pew Research Center)

    Secondo il 52% degli intervistati, gli Stati Uniti dovrebbero occuparsi più dei loro affari, in ambito internazionale, a testimonianza di un sostegno per l’impegno all’estero sceso ai minimi storici; per il 66%, un maggiore coinvolgimento nell’economia globale gioverebbe invece al Paese.

    In sostanza la maggioranza degli americani, dopo le vertigini imperiali dell’era Bush, vuole che l’America si faccia di più gli affari suoi, pensi di più ai problemi economici, e la smetta di andare in giro per il mondo a dire agli altri cosa fare. Quindi una guerra devastante e disastoso conto l’IRAN era assolutamente fuori discussione, le sanzioni senza un attacco massiccio non sarebbero servite ad altro che ad impoverire USA e UE (Cina Russia e India hanno continuato allegramente i loro commerci con l’IRAN) e a alienarci il ricchissimo mercato iraniano. Obama è pragmatico, “se non puoi batterli fatteli amici”: L’Iran ha dimostrato che con orgoglio nazionale, coesione e sacrifici si può vincere qualsiasi sfida, sarà una delle potenze del futuro come la Cina, la Russia, il Brasile e l’Indonesia, Tutti paesi che hanno detto no all’imperialismo americano e perseguito i propri interessi strategici, a differenza dell’Europa, sempre prone e obbediante al morente impero americano…per quanto la Germania io credo ci riserverà delle sorprese..

    1. e allora perché mentire agli americani se sono quasi tutti d’accordo con lui.
      Cavolo…IMPERIALISMO che parola che hai rispolverato…… credevamo che fosse sepolta nell’era moderna

  2. Non mente per gli americani (che del nucleare iraniano si preoccupano quanto di quello pakistano, ossia zero) mente per non essere attaccato dalle associazioni filoisraeliane e per dare l’idea di aver risolto un problema in maniera eccellente. Ovviamente non lo ha fatto, ma tutti i politici cercano di accreditarsi meriti che non hanno, specialmente quelli alle prese con malcontento e crisi economica. Si tratta di marketing, si dice agli americani “non ho risolto la crisi economica ma ho evitato una guerra mondiale” (che nessuno avrebbe combattuto e che quindi non era un pericolo).

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