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Middle East

Tra attentati e risposte, Israele accerchiato dai nemici continua a vivere

Tre fatti accaduti nelle ultime ore dei quali in occidente non sentirete parlare. La “normalità” della vita di chi vive costantemente sotto minaccia

Un attentato veicolare avvenuto in Cisgiordania ha provocato il ferimento di due soldati israeliani di cui uno in maniera grave, ripetuti attacchi con palloni incendiari alle comunità del sud che confinano con Gaza tengono in continuo allarme milioni di persone, minacce dalla Siria prontamente neutralizzate dall’artiglieria ricordano che il fronte nord è sempre il più pericoloso.

Una “normale” giornata di vita in Israele che, se appunto non si trattasse di Israele, farebbe la felicità dei titolisti di tutto il mondo, passa invece del tutto inosservata sui media internazionali.

Ma andiamo con calma e ricostruiamo le ultime ore vissute in Israele.

Giudea e Samaria – Questa mattina in una località a 10 Km da Ramallah una macchina con all’interno tre terroristi palestinesi si è lanciata contro un posto di blocco della polizia di frontiera israeliana. Nell’attentato veicolare sono rimasti feriti un ufficiale dell’esercito e un poliziotto di frontiera israeliano. I militari israeliani hanno aperto il fuoco sul veicolo uccidendo sue dei tre terroristi mentre i terzo è rimasto lievemente ferito ed è stato arrestato.

Scene dall’attentato veicolare di questa mattina nei pressi di Ramallah, in Giudea e Samaria

Striscia di Gaza – Ieri sera l’aviazione israeliana ha colpito e distrutto un posto di osservazione di Hamas all’interno della Striscia di Gaza come risposta ai moltissimi attacchi con palloni incendiari avvenuti nelle ultime ore. Poche ore prima due terroristi palestinesi che erano riusciti a entrare in Israele sono stati fermati dai militari israeliani mentre si dirigevano verso una comunità israeliana non certo con buoni propositi.

Alture del Golan – Nelle prime ore di questa mattina le Forze di Difesa israeliane (IDF) hanno sparato un singolo colpo di artiglieria contro un obiettivo iraniano posizionatosi all’interno del villaggio siriano di Khader sulle alture del Golan, appena oltre il confine con Israele. La postazione iraniana (e probabilmente di Hezbollah) è stata colpita in maniera chirurgica senza provocare danni alle abitazioni civili, ma l’episodio dimostra come gli iraniani siano sempre più vicini al confine con Israele.

Questa breve ricostruzione di poche ore di “vita normale” in Israele non serve a dimostrare che lo Stato Ebraico è letteralmente circondato da nemici minacciosi e pericolosi, serve invece a dimostrare due cose:

  1. La vita in Israele prosegue senza particolari intoppi o paranoie, nonostante tutto. E’ in corso una accesa campagna elettorale, la gente continua a uscire, i locali delle grandi città sono regolarmente frequentati dai giovani, i ragazzi vanno a scuola mentre le attività proseguono come se i nemici non fossero alle porte.
  2. Se una cosa del genere fosse successa in qualsiasi altro Paese del mondo la stampa avrebbe speso fiumi di inchiostro per raccontare gli eventi. Invece, nonostante lo stillicidio di attentati e la minacciosa presenza iraniana in Siria, nessuno ne parla o, se ne parla, è solo per ingigantire le risposte israeliane.

Nonostante tutto, nonostante la costante minaccia e gli attacchi continui, Israele continua a vivere “normalmente” la propria vita, a sviluppare tecnologia utile a tutto il mondo e a progredire sempre di più mentre tutto il resto del mondo sembra rallentare e persino regredire. Chi altri ne sarebbe capace?

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