Middle East

Ucciso il padre dei droni di Hamas: accuse al Mossad

Secondo i media arabi dietro all’omicidio di un alto esponente di Hamas avvenuto in Tunisia ci sarebbe il Mossad. Si chiamava Mohammad al-Zawahri (anche Mohammad Zawari) l’ingegnere esperto di velivoli senza pilota trovato morto giovedì all’interno della sua auto nella città di Sfax, colpito da diversi colpi di pistola sparati a bruciapelo.

Mohammad al-Zawahri era il padre dei droni usati da Hamas (ma non solo) e per anni aveva lavorato per sviluppare aerei senza pilota in grado di spiare e di compiere attentati. Si era trasferito da diverso tempo dalla Siria in Tunisia per poter lavorare con più tranquillità su nuovi modelli di aerei senza pilota da usare nella guerra contro Israele.

L’ingegnere, così veniva chiamato Mohammad al-Zawahri, è stato raggiunto da sette colpi e sarebbe caduto in una trappola che, a detta dei media arabi, gli sarebbe stata tesa da agenti del Mossad. Poco prima di essere ucciso avrebbe incontrato un non ben specificato “cittadino ungherese” ma non è chiaro se questo incontro sia da collegare all’omicidio. Il ministero dell’interno tunisino a ordinato il fermo di cinque persone di diverse nazionalità, tra le quali un olandese, un marocchino e di altre nazionalità europee non specificate. Poche ore dopo l’omicidio il Commissario per la Sicurezza Nazionale della Tunisia, Abed al-Rahman Balhaj Ali, ha rassegnato le sue dimissioni e i media arabi sostengono che la decisione sia legata proprio all’omicidio di al-Zawahri il quale non sarebbe stato adeguatamente protetto nonostante fosse da tempo nel mirino del Mossad. Secondo alcuni giornalisti arabi che citano “fonti ben informate” a far scattare la trappola che ha eluso la sorveglianza tunisina sarebbe stato un incontro di tipo sessuale nel quale l’ingegnere sarebbe stato attirato.

Ieri sera un alto esponente di Hamas, Mushir al-Masri, parlando alla radio tunisina ha rilanciato le accuse al Mossad affermando che «gli unici ad avere interesse alla morte di Mohammad al-Zawahri sono gli israeliani».

Sicuramente Mohammad al-Zawahri era nel mirino dell’intelligence israeliana dopo che aveva lasciato la Siria a seguito dello scoppio della guerra. L’ingegnere aveva progettato i primi droni usati da Hamas e ne stava perfezionando altri più duttili da usare sia per spionaggio che come mezzi di offesa. L’IDF in un recente rapporto aveva detto che Hamas stava concentrando molte risorse nella progettazione e costruzione di droni da usare nel prossimo conflitto con Israele, il che rendeva Mohammad al-Zawahri un target legittimo.

Com’è naturale non ci sono commenti da parte israeliana. L’abitudine tutta araba di attribuire ogni evento particolare all’azione del Mossad è nota a tutto il mondo e anche in questo caso la pessima abitudine viene puntualmente confermata.

Redazione

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7 Comments

  1. Le solite balle palestinesi. Lo sanno tutti che e’ morto di raffreddore.Comunque…..uno di meno !

  2. Bene, però pensare che ad un agente del Mossad siano serviti sette colpi per sistemare questo sorcio … un dubbio mi sale.

  3. Per me… Ha fatto cilecca con la ragazza e si e’ suicidato per la vergogna. I sette colpi ne sono la dimostrazione.-

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