Africa

Uganda: uccidete i gay. La complicità della Chiesa

Uganda – Periodicamente la legge contro gli omosessuali denominata “Kill the Gays” torna a fare capolino nel Parlamento ugandese. E così anche questa settimana è stata riproposta e questa volta a serie possibilità di passare.

La legge, scritta da David Bahati nel 2009, propone la pena di morte per chi pratica attività sessuali con persone del suo stesso sesso, con minorenni e con disabili e punisce la sodomia. Punisce anche i sieropositivi che hanno rapporti con persone sane senza avvisarle della loro condizione. Le pene alternative alla pena di morte sono comunque pesantissime e vanno dai 30 anni di reclusione all’ergastolo.

Negli ultimi giorni in Uganda è ricominciata la caccia ai Gay e si sono registrati diversi casi di violenza contro persone omosessuali o ritenute tali. A denunciarlo è Gerald Ssentongo, notissimo attivista ugandese per i Diritti degli Omosessuali il quale riferisce anche che è in atto una violentissima campagna di stampa contro gli omosessuali accusati di diffondere il virus dell’HIV in Uganda. A seguito di questa campagna di pur disinformazione, alcuni parlamentari ugandesi hanno quindi pensato di riproporre la legge “Kill the Gays”, più volte proposta e poi ritirata a causa delle proteste internazionali e delle minacce da parte dei donatori di interrompere gli aiuti all’Uganda.

Ma questa volta la campagna è davvero imponente e tocca uno dei punti più sensibili per la popolazione ugandese, quello dell’AIDS, un problema molto diffuso in Uganda e sul quale non viene fatta alcuna campagna di sensibilizzazione e prevenzione anche a causa dell’opposizione della Chiesa Cattolica all’uso del profilattico.

Ed è proprio il silenzio della Chiesa Cattolica sulla persecuzione degli omosessuali a fare più “rumore”. Anzi, importanti alti prelati ugandesi appoggiano apertamente la legge omofoba che condanna a morte gli omosessuali. Nelle chiese viene diffusa la falsa notizia che “usare il preservativo è peccato” e che i maggiori colpevoli della diffusione dell’HIV in Uganda sono gli omosessuali. Un atteggiamento che sfiora il criminale e la complicità in gravissime violazioni dei Diritti Umani.

Già un anno fa la comunità internazionale intervenne duramente per impedire l’approvazione di questa assurda e orrenda legge, ora ci si aspetta che si faccia altrettanto e che il Vaticano prenda apertamente posizione richiamando all’ordine i prelati ugandesi. Diversamente non si potrà che parlare di Chiesa complice di questa gravissima violazione dei fondamentali Diritti Umani che riconoscono la libertà e l’uguaglianza di genere.

Paola P.

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6 Comments

  1. La chiesa e il papa hanno già parlato chiaro, la condanna va all’omosessualità non agli omosessuali. Un’altra volta un articolo sempre e solo che fomenta l’odio verso la chiesa attaccata the tutti. Ci sono sacerdoti che si uniscono a gruppi estremisti contro gli omosessuali e ci sono sacerdoti che si uniscono e appoggiano la causa omosessuale. Anche per colpa di quest’ultimi il povero papa viene attaccato the tutte le altre religioni non cattoliche. Non è colpa del papa se alcuni sacerdoti fanno di testa loro e non solo per quel che concerne l’omosessualità. Il papa non può fare appelli ufficiali per ogni comportamento non conforme alle regole di un sacerdote. Tantopiù se sono articoli di giornale come questo che non portano alcuna prova ufficiale della verità di quanto scrivono contro I sacerdoti ugandesi.

  2. Poveri sacerdoti ugandesi. Ma lo sai che lo scorso anno in Uganda alcune ONG avevano fatto una campagna per l’uso dei preservativi e i “poveri sacerdoti ugandesi” hanno fatto il diavolo a quattro per farla togliere? Smettetela di fare gli ipocriti. Tra i firmatari di quella legge c’è il vescovo di Kampala, non un pretino qualsiasi.

  3. Il papa ha parlato chiaro, poi se c’è un prete o anche un vescovo che fa cose sbagliate e gli vengono portate le prove, prenderà lui delle decisioni. Contrariamente a quanto si pensa questo papa ha già “licenziato” tantissimi vescovi e sacerdoti (peccato che non trovo l’articolo dove c’era scritto il numero esatto).

  4. in uganda I sacerdoti cattolici sono anche quelli che militano per “curare I gay”. forse alida dovrebbe guardarsi il video documentario “Dio odia I gay?” , proprio in merito alla situazione ugandese, perchè è evidente che non ne sa una cippa.

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