Solo una settimana fa eravamo felici per l’annuncio che nella giornata del 6 dicembre (ieri n.d.r.) l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per la prima volta avrebbe votato una risoluzione di condanna contro Hamas. Ieri quella felicità si è tramutata in sgomento e forse schifo.

Nonostante il testo di condanna scritto e appoggiato dagli Stati Uniti avesse sulla carta un largo appoggio, i numeri non sono bastati per far passare la risoluzione contro Hamas.

Serviva che i due terzi dell’Assemblea votasse a favore della risoluzione di condanna e invece con 87 paesi a favore, 57 contrari e 33 astenuti (23 paesi erano addirittura assenti) la risoluzione non è passata.

Poco male, era un atto politico, oltre che fortemente simbolico, che avrebbe finalmente (ri)posto l’ONU al ruolo che gli compete che è quello di un organismo super partes che mira a garantire la pace e a condannare l’illegalità e la violenza. Invece come sempre l’ONU ha dimostrato la sua assoluta inutilità se non complicità con il terrorismo islamico.

Durissimo l’ambasciatore di Israele alle Nazioni Unite, Danny Danon, che seppur soddisfatto per essere riusciti a portare i terroristi di Hamas davanti alla giustizia internazionale, ha durramente criticato i paesi che hanno votato contro, che si sono astenuti o che addirittura non si sono presentati.

«Oggi abbiamo raggiunto una pluralità. Quella pluralità sarebbe stata una maggioranza se il voto non fosse stato condizionato da una mossa politica di procedura», ha detto Danny Danon, dopo il voto. «Ma con una sola voce forte e coraggiosa, abbiamo portato Hamas di fronte alla giustizia. Per quegli stati membri che hanno respinto questa risoluzione dico solo che dovrebbero vergognarsi do loro stessi» ha concluso l’ambasciatore israeliano.

La risoluzione intitolata “Attività di Hamas e altri gruppi militanti a Gaza”, avrebbe condannato Hamas «per aver lanciato ripetutamente missili contro Israele e per incitare alla violenza, mettendo così a rischio i civili».

Sarebbe stata la prima misura dell’Assemblea Generale a colpire il gruppo terroristico, che di fatto tiene in ostaggio la Striscia di Gaza con un governo dittatoriale.

Soddisfazione invece da parte dei terroristi islamici di Hamas. «Il fallimento dell’avventura americana alle Nazioni Unite rappresenta uno schiaffo per l’amministrazione statunitense e la conferma della legittimità della resistenza», ha scritto il portavoce Sami Abu Zahri su Twitter.

Soddisfatto anche il Presidente della Autorità Palestinese, Abu Mazen, che in un comunicato diffuso dall’Agenzia Wafa ha detto che «la presidenza della Autorità Palestinese ringrazia tutti gli stati che hanno votato contro la bozza di risoluzione americana, affermando così che non si consentirà la condanna della lotta nazionale palestinese».

Che dire? Uno schifo e una vergogna che resterà per sempre negli annali dell’ONU, un organismo di cui ormai davvero non si vede più l’utilità.